
Un servizio ferroviario che non accenna a voler cedere il triste primato che lo vede al primo posto nella classifica delle peggiori linee ferroviarie d’Italia stilata da Legambiente nel rapporto “Pendolaria 2019”.
Le parole dei viaggiatori sono a dir poco sconfortanti, ormai rassegnate ai troppi disservizi che vanno avanti da troppo: “Sono abituato, arrivo in ritardo anche io per tenergli testa”, commenta così un assiduo frequentatore. Ad ironizzare sulla questione sono anche varie pagine instagram dedicate, dove vengono raccolte foto, video e comunicazioni dei viaggiatori che affrontano la triste realtà della Circumvesuviana con sorrisi a denti stretti.
Treni sporchi, con infiltrazioni d’acqua e senza aria condizionata, in questo periodo estivo, ai limiti del soffocamento con mascherina e vagoni gremiti negli orari di punta. Ecco alcune foto scattate da viaggiatori:
Ritardi e soppressioni sono all’ordine del giorno, i disagi per i viaggiatori sono innumerevoli, ancora di più per chi nel proprio itinerario segna un cambio di treno a Napoli Centrale; ritardi anche di oltre 15 minuti non comunicati rispetto al pianificatore di viaggi di Google, che costringe a prendere un prossimo treno, ammesso che ci sia. Il tutto, nonostante che a causa del Covid-19, alcune fermate in determinate stazioni non siano state effettuate.
Secondo il dossier di Legambiente fino a giugno del 2019 le corse cancellate sono più che quadruplicate rispetto al primo semestre del 2018. Rispetto al 2003 – stando alle stime di Pendolaria – le corse sono quasi dimezzate, e si sono ridotti anche i treni in circolazione, dal 2010 per la metà. L’età media dei convogli continua ad essere troppo alta. Di circa 20 anni, secondo le stime di Legambiente. Anche i convogli “nuovi”, di più recente introduzione sulla strada ferrata che collega i comuni dell’area metropolitana di Napoli, sono già pieni di danni.
Sono circa 142 i chilometri complessivamente percorsi dai treni dalla Circumvesuviana, su sei diverse linee, che collegano Napoli ai comuni dell’Avellinese, del Nolano, dell’agro nocerino-sarnese, del Vesuviano e della Penisola sorrentina. Come riportato dal dossier di Legambiente, a causa dei disagi, il numero dei passeggeri sui treni dell’Eav si è ridotto del 22% dal 2012.
Affidabilità e qualità dei servizi diminuita drasticamente quindi, ma prezzi dei biglietti aumentati, e purtroppo anche fare un singolo biglietto diventa difficile, perché non sempre le biglietterie sono funzionanti.
Insomma, una triste realtà per gli ormai veterani dei disservizi, un’avventura da dimenticare per i nuovi e sfortunati viaggiatori.
di Andrea Passero
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