
La Direzione investigativa antimafia delinea il presente quadro sulle “connection house”, ovvero sulla prostituzione di donne nigeriane in Terra di Lavoro
Donne in fuga, scappate dalla loro terra originaria per i motivi più disparati. La maggior parte di loro pensava di giungere in un mondo diverso, più benestante, e sperava di poter beneficiare di una briciola di quella idillica felicità.
Ma a soggiogarle è stata la mafia, principalmente quella nigeriana, che dallo sfruttamento e dalla prostituzione di donne “nigeriane” ha costruito un vero e proprio impero economico.
Spesso ad essere inghiottite in questo vorace sistema malavitoso sono donne giovanissime soggiogate mediante la nota pratica dei “riti voodoo” e costrette a pagare il debito contratto per raggiungere l’Europa.
Così, in Terra di Lavoro sono state individuate numerosissime “connection house” al cui interno è esercitata la coercizione della prostituzione di queste giovani donne.
Ma tale realtà oltrepassa i confini della Terra di Lavoro e assume estensioni molto più vaste, infatti, come si legge negli atti della Dia, le organizzazioni criminali “Eye” e “Black Axe” di Castel Volturno opererebbero inquadrate in un sistema di più ampie dimensioni dove spesso lo sfruttamento della prostituzione e la tratta di esseri umani emergono nel corso di indagini sul traffico di sostanze stupefacenti. Ciò a dimostrazione dei diversificati interessi criminali delle organizzazioni nigeriane e africane.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...