
L’Ufficio stampa ha reso noto che la Corte ha ritenuto inammissibili le censure al decreto legge numero 6, perché non applicabili al caso concreto. Infondate, inoltre, le questioni relative al decreto legge numero 19: Il Dl avrebbe attribuito al Presidente del Consiglio la funzione attuativa dello stesso, da esercitare mediante atti di natura amministrativa. Non c’è stata, invece, nessuna delega della funzione legislativa. Di diverso avviso il giudice di pace, che ha ravvisato, al contrario, un contrasto con gli articoli 76, 77 e 78 della Costituzione. Il caso nasceva dall’opposizione proposta avverso la sanzione amministrativa di 400 euro inflitta ad un cittadino sorpreso fuori dalla propria abitazione durante il lockdown.
Non si fa attendere il commento di Giuseppe Conte, premier nel periodo di emanazione dei Dpcm: “Le notizie che arrivano dalla Consulta ci confortano, sul fatto che siano state respinte le censure contro il nostro operato e i Dpcm. Ma, lo dico da giurista, quando si tratta di mettere in sicurezza il Paese nulla deve fermare chi ha una responsabilità di governare il Paese”.
di Ilaria Ainora
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