
La Corte Costituzionale si pronuncia sui quesiti referendari proposti, tra cui eutanasia e cannabis. I 15 giudici della Corte costituzionale riuniti in camera di consiglio hanno dichiarato inammissibile il quesito che chiede di depenalizzare l’omicidio del consenziente.
Raggiunto da Informare, Lorenzo Mineo, coordinatore Campania Referendum Eutanasia Legale e Membro di Giunta dell’Associazione Luca Coscioni, ha lasciato alcune dichiarazioni sul giudizio della Consulta. Dichiarazioni seguite da Marco Cappato: «La nostra battaglia va avanti. Molte persone aspettavano un esito diverso».
Mineo, la consulta si è appena espressa. Conosciamo l’impegno che la vostra Associazione ha profuso con la battaglia dei quesiti referendari. La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito riguardante l’eutanasia. Come commenta questa notizia?
«Sicuramente la prima reazione è quella della rabbia per l’impegno profuso soprattutto negli ultimi mesi. Penso al milione e duecento mila firme raccolte e depositate in cassazione. Ai cittadini che si sono mobilitati ed hanno raccolto le firme con i tavoli durante l’estate scorsa. Penso alle firme raccolte digitalmente, apportando una novità storica in questo campo. Pensare che tutto questo non è valso un Referendum, fa sicuramente grande amarezza».
Soffermiamoci appunto sullo strumento della firma digitale. Una rivoluzione per quanto riguarda la democrazia diretta…
«Grazie alla firma digitale, si è apportato un cambiamento storico per i cittadini e per la democrazia diretta. A proposito di questo, il tutto è avvenuto su una piattaforma web di una società, itAgile, che ha ospitato i nostri quesiti. Stiamo quindi aspettando la piattaforma pubblica promossa dal governo, che doveva a crearne una dall’1 Gennaio. C’è comunque la consapevolezza di andare avanti su tutti gli argomenti che rimangono, tra cui anche l’eutanasia.
Sicuramente le disubbidienze civili, come quelle di Marco Cappato, continueranno. Le stesse che hanno portato la Corte Costituzionale ad altre decisioni di apertura che hanno consentito il suicidio assistito, come nel caso di Mario, 43enne marchigiano rimasto tetraplegico dopo un incidente stradale. Ci sarà anche la possibilità di prendere la strada elettorale, visto che quella referendaria ci è stata preclusa».
Ci sarà adesso una fase di analisi in questo momento dopo l’esito della Consulta?
«Le sofferenze dei pazienti continuano ad esserci, così come continueranno ad esserci le persone che si rivolgono all’ Associazione Luca Coscioni per avere il diritto di un fine vita meno doloroso. Continueranno le nostre battaglie e in questa direzione, così come non rinunceremo ad usare e promuovere altri strumenti per partecipare alla vita politica del Paese».
Il quesito sull’eutanasia legale è stato giudicato inammisbile dalla Corte Costituzionale. La Consulta ha chiarito che l’abrogazione anche parziale del reato dell’omicidio del consenziente, non avrebbe garantito la tutela minina della vita umana che è assicurata dalla Costituzione, soprattutto il riferimento ai più deboli e fragili. Marco Cappato, attivista politico e promotore in prima linea della campagna Eutanasia legale, ha così dichiarato:
«Questa è una brutta notizia, innanzitutto per coloro che dovranno aspettare ancora a lungo in condizioni di sofferenze insopportabili inflitte contro la loro volontà. Una brutta notizia anche per la democrazia in questo Paese, che ha mancato così un tema di confronto. Un tema che poteva collegare la vita delle istituzioni a quella dei cittadini. La nostra battaglia non termina, ma siamo fiduciosi sul successo di questi quesiti utilizzando strumenti diversi e nuove disubbidienze civili».
Domani la decisione su altri quesiti, dalla depenalizzazione della coltivazione di cannabis, ai sei quesiti sulla giustizia: Legge Severino, dimunzione della custodia cautelare in carcere, separazione delle carriere, magistrati, consigli giudiziari, elezioni componenti del CSM.
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