
Siamo qui con la portavoce alla Camera Carmela Grippa del Movimento 5 Stelle, componente della Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati per farle alcune domande sul Contratto di Programma 2020-2024, tra il Ministero dello sviluppo economico e Poste italiane S.p.A. di cui lei è stata relatrice in Commissione.
«Grazie a voi per esservi interessati di un tema come quello dei servizi resi da Poste Italiane, che da sempre ci accompagnano nel quotidiano, dalla spedizione ai servizi finanziari e fino a quelli di telefonia. Intanto, vi dico subito che è stata per me davvero una bellissima esperienza professionale, perché in Commissione eravamo chiamati ad esaminare, ai fini dell’espressione del parere al Governo, l’Atto del Governo n.128 con lo scopo di poter esprime appunto il nostro parere sul futuro degli servizi postali.
Abbiamo esaminato il Contratto di Programma, che rappresenta lo strumento attraverso il quale vengono disciplinate le modalità di erogazione del servizio postale universale e sulla base del quale sono stabiliti altresì gli obblighi della società affidataria, i servizi resi agli utenti, i trasferimenti statali, la disciplina concernente l’emissione delle carte valori e le disposizioni in materia di rapporti internazionali Sono state due settimane che dall’assegnazione dello schema di contratto in commissione fino al giorno del parere mi hanno permesso di comprendere nei dettagli come sono regolati i servizi postale e quali le origini delle criticità che purtroppo non mancano.
Ricordo inoltre che i contenuti del servizio postale universale sono definiti a livello europeo dalla direttiva 97/67/CE del 15 dicembre 1997, successivamente modificata dalle direttive 2002/39/UE del 10 giugno 2002 e 2008/6/UE del 20 febbraio 2008».
«È un provvedimento importante per il quale c’è stata una discussione molto partecipata e nella quale si sono susseguite osservazioni puntuali e nel merito. Come relatrice ho accolto i suggerimenti delle opposizioni nell’approfondire l’argomento anche proponendo una serie di audizioni. Abbiamo audito vari soggetti, dai sindacati alla Federazione italiana editori, all’Unione nazionale comunità enti montani, Anci, Confederazione generale trasporti e logistica e tanti altri soggetti. Questo ci ha permesso di avere idee più chiare e far sì che l’Atto di Governo fosse votato all’unanimità da tutta la Commissione. E non nascondo di essere particolarmente soddisfatta per l’esito e il lavoro svolto ma soprattutto per i complimenti e gli apprezzamenti ricevuti indistintamente da tutti i colleghi. Quando da cittadina entri nelle istituzioni non è sempre facile seguire la complessità di alcuni iter. Per questo ringrazio anche quanti mi hanno fornito dei preziosi suggerimenti, affinché si lavorasse con professionalità ed impegno su un tema molto sentito da cittadini».
«Nel nuovo schema di contratto di programma, analogamente a quanto previsto nel vigente, si conferma l’importo dell’onere a carico dello Stato, che viene definito ex ante in somma fissa in forza dell’articolo 1, comma 274, lettera b) della legge di stabilità, ed è pari a 262,4 milioni di euro. Inoltre l’onere eccedente tale quota, sul punto si può ragionevolmente credere infatti che il costo del servizio universale sarà quasi certamente superiore rispetto alla cifra indicata per il quadriennio 2020-2024 sarà compensato, ove l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni rilevi che ne ricorrano i presupposti, con le risorse del fondo di compensazione previsto dall’articolo 10 del decreto legislativo n. 261 del 1999, ma entro il tetto massimo annuale di 89 milioni di euro. In ciò risiede quindi l’incentivo all’efficienza dell’impresa fornitrice. Infatti, l’esistenza di un tetto massimo alla compensazione, insensibile sia alla variabile inflazionistica sia al costo dell’onere del servizio universale dovrebbe stimolare la società a promuovere adeguati interventi di efficientamento».
«Questa è una bella domanda. Nel contesto la Commissione come si diceva ha accolto positivamente l’intento di Poste italiane Spa di perseguire obiettivi di innovazione tecnologica e coesione sociale e territoriale, anche nell’ambito dei processi di digitalizzazione della pubblica amministrazione. Tuttavia l’istruttoria svolta ha evidenziato criticità con riferimento alla consegna delle pubblicazioni quotidiane e periodiche. Abbiamo inoltre appreso che Poste italiane Spa, a seguito di una richiesta formulata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), ha istituito un servizio integrativo per la consegna giornaliera delle pubblicazioni quotidiane e periodiche. In definitiva le osservazioni sono state le seguenti:
Ringraziamo ovviamente Carmela Grippa per averci fornito degli spunti conosciti importanti Un lavoro non semplice per la Commissione quello di approvare tali schemi di programma ma sembra che su questo sia stato fatto un lavoro di sinergia e di squadra che ne ha permesso l’approvazione pur segnalando delle criticità che se superate possono rendere maggiormente efficiente il servizio.
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