
Se l’ha fatto, non so se intendesse riferirsi agli stessi tre virus che a mio parere effettivamente stanno infettando l’intera umanità. Ovviamente virus di diversa natura ma comunque pericolosi.
Il più recente è senz’altro il coronavirus che tanti lutti sta portando in molte famiglie in tutto il mondo.
Gli altri due, più antichi, non sono virus biologici ma a loro modo ugualmente pericolosi.
Prendendo spunto dalle parole di Michele Colajanni, docente di Sicurezza informatica all’Università di Modena e Reggio Emilia dove dirige anche la Cyber Academy, e pur concordando con il suo parere di trovare impropri i paragoni tra virus biologici e virus informatici perché “Nel primo caso agiscono natura e casualità, nel secondo dipende tutto dall’uomo, dalla sua capacità di adattarsi alle nuove occasioni e di immaginare nuovi inganni. E in un momento in cui qualsiasi attività ha a che fare con l’epidemia è su questo chiodo che ora battono i banditi della rete. Perché puntano su un bersaglio preciso e tutto sommato facile: non la tecnologia, ma le nostre vulnerabilità psicologiche”, non posso fare a meno di pensare al virus della paura (a proposito del quale con Carla Di Stefano ne parlammo in questo articolo pubblicato all’inizio di aprile: https://admin.informareonline.com/covid-19-restiamouniti/) e chiaramente al virus delle notizie false o fake news, di cui la rete è il veicolo principale di infezione.
Comunque sia, dobbiamo prestare la massima attenzione affinché nessuno dei tre ci contagi. E mentre per il primo possiamo adottare tutte le precauzioni necessarie sperando che la buona sorte ci sia favorevole, per gli altri due diventa più difficile difendersi specialmente se a diffondere notizie false sono proprio quelle fonti che dovrebbero pensare, nel loro agire, agli interessi della collettività.

Nel palinsesto della BBC, vi è una trasmissione ‘Reality Check’ che si preoccupa di verificare le notizie che girano in rete. Nella puntata andata in onda il 16 aprile, il giornalista Chris Morris ha analizzato alcune affermazioni sul coronavirus fatte da vari politici nel mondo, esordendo con un “Sappiamo che il coronavirus ha creato una sponda per l’industria di fake news, alcune di queste provengono da personaggi pubblici come i leader politici. Ce ne sono alcune che potrebbero far aggrottare le sopracciglia”. Ed è proprio il pensiero che leaders di un paese, per meri scopi propagandistici, possano dare voce ed alimentare le paure delle genti che ci fa molto più che corrugare le sopracciglia o la fronte in segno di cruccio, perplessità e preoccupazione. E’ proprio di stamattina la notizia che il numero di morti per COVID-19 in UK ha tristemente superato quello dei decessi in Italia. E dunque viene subito in mente Boris Johnson e la sua “immunità di gregge” che tanti danni ha provocato nel paese di cui è Primo Ministro.
Ritornando a Reality Check, la carrellata di fake news riportate da Morris comincia con Trump il quale settimane fa ha “… ‘scherzato’ sul definire una pandemia l’emergenza da coronavirus e insinuando anche che un gran numero di mascherine chirurgiche siano state rubate dall’ospedale di New York solo per giustificare l’aumento della loro richiesta, senza che ci fossero prove concrete di un furto diffuso. E se i pazienti si ammalano e le unità di terapia intensiva sono piene a causa di questa nuova malattia infettiva per cui non c’è ancora un vaccino, per fare fronte all’emergenze c’è bisogno di molti più dispositivi di protezione”. E per fortuna che la trasmissione era stata realizzata prima che Trump continuasse con le sue esternazioni folli su possibili iniezioni di disinfettanti e simili che tanti danni hanno provocato nell’opinione pubblica statunitense.
Tocca poi al portavoce del ministero degli esteri cinese, Zhao Lijian (attuale vicedirettore del dipartimento di informazione del ministero degli Esteri) secondo il quale la Covid-19 sarebbe stata creata dai militari statunitensi e che era presente in Italia prima ancora che giungesse in Cina. Ovviamente, anche se ancora oggi viene rilanciata la notizia di un virus creato in laboratorio, Morris conclude dicendo “… l’opinione scientifica è chiara. Il virus è passato dagli animali all’uomo a Wuhan verso la fine del 2019”.
Viene poi il turno del leader della Lega. Per Morris, Matteo Salvini “ha detto ai suoi followers che i cinesi hanno creato il coronavirus in laboratorio. Si tratta di un annuncio falso condiviso in chiaro sui social media. Lo ripetiamo, gli scienziati sono convinti che questo virus non sia stato creato dagli uomini”.
Per quanto riguarda, poi, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, Morris nota come sia stato “censurato da Facebook, Instagram, Twitter e YouTube per aver diffuso false informazioni. I social hanno rimosso i video dove dichiarava che il farmaco antimalarico idrossiclorochina fosse totalmente efficace per curare il Covid-19. In realtà ci sono diversi trials sperimentali ma l’impatto di questo farmaco non è ancora provato”. Dunque creando false aspettative nel popolo che nei giorni successivi ha cercato disperatamente il farmaco entrando in panico perché non lo si trovava, aggiungerei fortunatamente.
Infine in India, dove secondo l’anziano uomo politico Subramanian Swamy il virus nel suo paese sarebbe mutato in una forma meno letale. Ma ciò, ripete Morris, non è supportato dall’informazione scientifica concludendo “Se un virus muta lentamente questa è una buona notizia. Significa che quando arriverà un vaccino, dovrebbe essere efficace più a lungo. C’è ancora molto che non conosciamo. Ma l’emergere di un coronavirus che minaccia tutti noi, non ha impedito al virus delle false notizie di diffondersi in tutto il mondo”. E diffondendosi questo virus, di pari passo si diffonde a macchia d’olio quello ancor più pericoloso della paura.
di Bruno Marfé
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