
Era il 6 dicembre 2004 quando a Casavatore, in provincia di Napoli, Dario Scherillo viene ucciso da killer della camorra con colpi di pistola. Dario è quello che si chiama “morto per sbaglio”, ovvero essere scambiato per la vera vittima che dei sicari dovevano colpire. In quel periodo l’aria che si respirava a Napoli non era buona, soprattutto nell’area nord.
Abbiamo intervistato il fratello di Dario, Pasquale Scherillo, per capire cosa significa essere cambiati da un evento del genere e cosa significa mobilitarsi attivamente contro le mafie. In onore di Dario, è stata creata l’associazione “Dario Scherillo – la solidarietà è vita”, che si dirama in diverse direzioni. La prima conduce ad azioni solidali a favore di persone più deboli; per quanto riguarda la lotta alle mafie, l’associazione va a parlare nelle scuole per raccontare la storia di Dario e per far capire ai ragazzi da che parte stare.
Nel corso dei decenni la camorra è mutata molte volte, ma ha sempre lasciato traccia della sua devastazione, ed uno dei tanti danni sono le morti di vittime innocenti. Non bisognerebbe mai abbassare le guardia, capire che questa realtà è più vicina di quella che pensiamo e soprattutto ricordare, non perdere mai la memoria di quello che è accaduto in passato, per avere una bussola per il futuro.
di Federico Fiore
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