
In Italia sono sempre in calo i casi di Covid-19, con una diminuzione di circa il 20% ogni settimana. Nonostante il miglioramento nel Bel Paese, ora preoccupa la guerra in Ucraina che potrebbe innescare nuovi focolai.
Il trend delle ultime settimane è sicuramente positivo e ciò è confermato anche dall’occupazione ospedaliera. L’occupazione nelle terapie intensive, infatti, scende di un punto percentuale e torna al 7%. Nonostante ciò, bisogna considerare che nell’ultimo mese è stato effettuato un minor numero di tamponi. L’epidemiologo Cislaghi, però, avverte che il numero dei nuovi casi è ancora abbastanza elevato, quindi non è ancora arrivato il momento di abbassare la guardia.
Lo stesso Cislaghi, in un’intervista all’Ansa, ha spiegato come – nonostante il Covid non rappresenti una priorità in Ucraina – il conflitto può rappresentare una “miccia” per una nuova fase epidemica. Da qui, infatti, partirebbero nuovi contagi che potrebbero interessare anche il resto dell’Europa.
L’epidemiologo ritiene che un fattore chiave potrebbe essere quello della promiscuità della vita militare, che favorisce il contagio attraverso le vie respiratorie.
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