
Lo dichiara, in una nota, il senatore e presidente dell’Ordine nazionale dei Biologi, dicendosi pronto a “diffidare il governo dal porre in pratica tale intendimento” e ad “impugnare tutti gli atti amministrativi e normativi eventualmente adottati e che dovessero consentire, nelle farmacia, attività che sono, invece, proprie del laboratorio di analisi cliniche, dei Biologi e dei medici laboratoristi”.
Per D’Anna: “Fermo restando la scarsa attendibilità di questi test rapidi, escludere i laboratori da tali pratiche, significa voler relegare l’esecuzione di quel tipo di esami, nello sgabuzzino o nel retrobottega delle farmacie. Una situazione assurda, che condanniamo con forza rammentando, a chi di competenza, il sacrificio e l’abnegazione con i quali, nei mesi bui del lockdown, migliaia di biologi hanno lavorato nei laboratori di analisi”.
“D’intesa con le associazioni di categoria, con la Federazione dei Medici e con le società scientifiche, valuteremo, nelle prossime ore, l’opportunità di indire manifestazioni di protesta” aggiunge ancora il presidente dei Biologi. “E’ solo il caso di ricordare che nelle farmacie già si perpreta la violazione della norma che stabilisce la possibilità di poter effettuare l’autodiagnosi con l’uso di test rapidi, destinata però solo ai cittadini non autosufficienti e che invece, aggirata in maniera surrettizia, viene estesa a tutti con l’illegittimo aumento del numero dei test eseguiti” conclude D’Anna.
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