Continuano gli aggiornamenti di Informare sugli autobus ormai fantasma della CTP.
Stando alle dichiarazioni del dirigente Stefano Di Stasio, il proposito era quello di riuscire entro oggi a mandare in servizio almeno due delle linee principali, quali M1 ed M1RB. Un proposito andato letteralmente in fumo, considerando che questa mattina i cittadini si sono svegliati ancora senza alcun mezzo di trasporto.
Al di là del sentimento comune dei cittadini, ovvero il loro estremo sentirsi presi per i fondelli dal servizio pubblico, oltre al danno ritroviamo la beffa della beffa: i trasporti abusivi intensificano in queste ore le loro attività illecite e pericolose.
Sono moltissimi oggi i mezzi abusivi che percorrono in lungo ed in largo la Domiziana, mezzi fatiscenti e spesso non assicurati che rappresentano di certo un rischio.
Ogni qual volta si affronta la questione dei mezzi abusivi, la maggiore opinione comune si riassume nel “sono gli immigrati”. Sfatiamo un mito: non è così. Ci sono anche cittadini del posto che non perdono tempo nel rimediare mezzi di fortuna e lucrare illecitamente sul vuoto creato dal mancato funzionamento degli autobus, e ciò è confermato da cittadini che vivono il territorio a 360 gradi, con annessi i problemi dei trasporti.
Bisognerebbe essere autocritici: è giusto che chi paga il biglietto regolarmente si indigni per l’assenza del servizio; è altrettanto giusto che chi addirittura paga un abbonamento si rivolga a Federconsumatori e denunci, ma non è oggettivamente giusto scaricare la patata bollente dell’abusivismo e dei biglietti non pagati agli stranieri. Pensiamo piuttosto alle nostre incoerenze e stranezze, perchè chi non paga il ticket CTP, paga gli abusivi. Paradossale.
Ci si accontenta di pagare un euro, ma anche due, cinque o addirittura dieci per salire su furgoncini spesso pericolosi, e non di pagare le stesse somme per un servizio pubblico che potrebbe certamente funzionare meglio se ci fossero presupposti economici migliori di quelli attuali.
Guardiamo prima tutte le facce della medaglia prima di puntare il dito.

Al momento, purtroppo, non sono ancora chiari gli sviluppi. Attendiamo nuove dichiarazioni dalla dirigenza e ci auguriamo sempre che il problema possa risolversi in tempi celeri, prima che numerosi lavoratori vengano licenziati per la loro impossibilità di recarsi sul posto di lavoro, e per non prolungare ancora questo isolamento dal resto della regione che risulta davvero grave e problematico.
di Daniela Russo
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