
Il Presidente della Campania inizia il suo discorso spiegando che è stato un amaro risveglio e che mai avremmo immaginato di vedere nuovamente immagini da “Seconda Guerra Mondiale”.
«Le giovani generazioni avevano perduto la memoria di cosa è una guerra, siamo stati chiamati alla drammaticità della vita e i pericoli di esplosioni, di nuovi conflitti, tragedie, sono ancora presenti. La civiltà moderna è un guscio fragile e precario. I valori della democrazia e della pace non sono acquisiti per sempre, la democrazia è un modo di governare le comunità ma è minoritaria così come la pace. Non l’abbiamo conquistata per sempre neanche in Europa, possiamo conoscere nuovi grande tragedie. Come è stato possibile che esplodesse la guerra nel cuore dell’Europa? Bisogna avere grande prudenza e l’intelligenza per capire qual è il modo di pensare degli avversari».
Valori democratici non da tutti condivisi secondo il governatore, una pace che bisogna difendere ogni giorno da chi vive con frustrazione le conseguenze dei grandi conflitti del passato. De Luca spiega chiaramente come Putin abbia come “retropensiero” quello di ricostruire l’Impero.
«La Russia sta vivendo con grande frustrazione il crollo dell’Unione Sovietica. Negli anni passati, Gorbaciov che ha accettato il crollo del muro di Berlino ha avuto grande popolarità in Occidente ma viene disprezzato in Russia considerato il responsabile della disgregazione dell’impero sovietico. Con gli Stati Uniti, Putin dispone della maggior dotazione di armi nucleari. La Russia ha ereditato lo status di superpotenza militare, il problema non finirà con l’Ucraina e avremmo anni forse decenni difficili.»
Secondo il presidente della Campania, la Russia ha messo preventivamente in conto le sanzioni e il danno economico causato dall’isolamento internazionale, con questo conflitto apre una nuova stagione di guerra fredda.
«Gli episodi di questa guerra apre una nuova pagina nella storia contemporanea. I problemi dureranno decenni, mi è capitato di ascoltare il discorso di Putin la settimana prima dell’invasione. Per chi ha una lunga esperienza politica come me, per ragioni d’età, era chiaro che sarebbe andato avanti a prescindere»
I danni economici
Con le guerre, i prezzi di materie primi e beni di consumi aumentano inevitabilmente. De Luca invita l’Italia a intervenire:
«Le conseguenze economiche che colpiranno la Russia, colpiranno nell’immediato i paesi occidentali e in particolare l’Italia e la Germania. Siamo dipendenti dal gas russo e insieme con la Germania siamo i paesi che esportano di più tecnologie, meccanica di precisione in Russia.
«Se dovessimo avere l’interruzione del gas da parte della Russia ci dovrà essere un meccanismo di solidarietà verso l’Italia utilizzando in comune le risorse strategiche accumulate in ogni paese. Non possiamo far venire meno la solidarietà atlantica ed europea. Dobbiamo con dignità e chiarezza mettere sul tavolo tutti i problemi perché non si può chiedere all’Italia di chiudere l’apparato produttivo per carenza energetica.L’Italia è il paese più debole dell’Occidente dal punto di vista delle forniture energetiche, un paese dipendente per il 95% dagli altri non può difendere la propria autonomia e libertà».
«Dilettantismo politico nel dire no a tutte le fonti energetiche alternative»
Cosi Vincenzo De Luca commenta il tema dipendenza di fonte energetica dalla Russia
«Ci siamo comportati come i bambini viziati come quelli che non pensano che la vita è fatta di sacrifici e doveri. Abbiamo detto no a tutte le fonti energetiche. Diventa ridicolo avere i pericoli teorici a 200 km dall’Italia metti che succede un problema nella centrale nucleare in Francia, Svizzera o Slovenia. Dobbiamo potenziare a breve quello che può essere potenziato e lavorare per moltiplicare le forniture energetiche orientandoci su diversi paesi»
«Non è il tempo delle parole, evitare una tragedia umanitaria»
«Auguriamoci che non ci siano tragedie catastrofiche, il paradosso tragico è che più dura l’operazione militare, più è forte la resistenza dell’Ucraina, più i russi utilizzeranno armi di sterminio per andare avanti. Si rischia una tragedia umanitaria di proporzioni inimmaginabili, auguriamoci che i canali diplomatici siano riattivati unendo sanzioni ad uno sforzo di persuasione nei confronti della Russia. Non è il tempo delle parole, è quello delle azioni forti, dell’unità dell’Occidente e dell’intelligenza politica. Contano i fatti, l’obiettivo è evitare una tragedia umanitaria a carico di milioni di civili».
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