
Va in scena al teatro TRAM di Napoli il riadattamento del Decameron di Pier Paolo Pasolini, a sua volta trasposizione cinematografica del capolavoro di Boccaccio. Lo spettacolo rientra negli appuntamenti organizzati per il centenario dalla nascita di Pasolini, il cui anniversario si è consumato lo scorso 5 Marzo.

«Ci sono tanti livelli di lettura, nel nostro spettacolo, come c’erano nel film di Pasolini» racconta la compagnia teatrale del TRAM, che segue testo e regia di Mirko di Martino. «Noi abbiamo ripreso il suo progetto per raccontarlo al pubblico di oggi, facendo scontrare ancora una volta il presente e il passato» spiegano gli attori. Sul palco vivono Nello Provenzano, Angela Bertamino, Miriam Della Corte e Domenico Tufano in una scenografia realizzata dagli allievi dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli.
All’epoca, il successo cinematografico del capolavoro pasoliniano portò al completo svilimento del senso dell’opera. Poi le autorità sequestrarono la pellicola, fioccarono le denunce. Un altro capolavoro, un’altra vittima della macchina del fango avviata contro la figura di Pasolini. Ma il suo valore storico, umano e culturale non ne è stato mai danneggiato.
«Io so questo: che i napoletani oggi sono una grande tribù che ha deciso di estinguersi rifiutando il nuovo potere, ossia quella che chiamiamo la modernità. Ho scelto Napoli per il Decameron perché Napoli è una sacca storica: i napoletani hanno deciso di restare quello che erano, e, così, di lasciarsi morire»

Diceva Pasolini di Napoli, città per la quale nutriva un amore carnale, passionale – i quartieri della città ultimi baluardi di umanità e identità contro il sistema, il consumismo, il nuovo mondo poi così tanto vecchio. Nel Decameron la Napoli di Pasolini è quella del ‘300, vista da un pittore giottesco che si muove dalle scure stanze testimoni del proibito alle atmosfere di Santa Chiara fino ad Andreuccio che s’infila nel suo sarcofago alla cappella Minutolo al Duomo di San Gennaro. Un’anima mai fuggita da Partenope.
Così nel riadattamento sul palco del TRAM Pasolini ritorna in una nuova veste con le stesse, eterne parole. Quattro attori capaci di assolvere a più ruoli e molteplici volti, che hanno permesso di riaffermare ancora una volta l’attualità del genio di Pasolini.
Di Ciro Giso
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