
La Settimana Enigmistica nacque in una data palindroma: 23/1/32
Nel 2020 sono state spedite circa 306 miliardi di e-mail al giorno. In media: 38 per ogni abitante della Terra [Hansen, Mercoledì di Rochester].
Compensi
Compensi lordi per un articolo, secondo diverse testimonianze e informazioni raccolte:
– Corriere della Sera: meno di 1.000 battute 10 euro; tra 1.000 e 2.500 battute 20 euro; tra 2.501 e 3.600 battute 35 euro; oltre 3.600 battute 50 euro. I compensi sono più alti per gli articoli pubblicati negli inserti (Corriere Economia, Corriere Salute, Corriere Motori, eccetera) e nella sezione cultura, e più bassi nelle edizioni locali del giornale (circa la metà di quelli scritti sopra, nella maggior parte dei casi).
– Corriere.it: 15 euro per un articolo di solo testo.
– Repubblica: i compensi variano molto a seconda degli accordi presi con il singolo giornalista. Si va da 20 euro per i pezzi più brevi a 60/70 euro per quelli che superano le 3.600 battute. Come per il Corriere, i compensi possono essere più alti per pezzi pubblicati in alcune sezioni specifiche, come la cultura.
– Repubblica.it: i compensi sono molto variabili. Due esempi più o meno agli estremi sono 10/20 euro per un articolo di sport, 50 euro per uno nella sezione salute.
– La Stampa: per i collaboratori che scrivono di cronaca o sport, fino a 1.260 battute 15 euro, più di 1.260 battute 30 euro. Nella sezione cultura si arriva a 60 euro per una recensione e a 120 euro per un’intervista. Sul sito, a differenza di altri giornali, è applicato il criterio del compenso crescente sulla base della lunghezza.
– Il Fatto Quotidiano: colonnini/brevi 30 euro; tagli bassi (cioè gli articoli nella parte bassa della pagina) 50 euro; articoli di apertura di una pagina 70 euro; articoli oltre le 5.000 battute 90 euro.
– Ilfattoquotidiano.it: 30 euro.
– Quotidiano nazionale (Il Resto del Carlino, Il Giorno e La Nazione): fino a 275 battute 50 centesimi; da 276 a 825 battute 2 euro; da 826 a 2.200 battute 6 euro; oltre 2.200 battute 9 euro. Se si scrivono più di 80 pezzi in un mese, dall’81esimo tutti i pezzi vengono pagati al massimo 2 euro. Una fotografia pubblicata nel pezzo viene pagata 2 euro, ma dalla 51esima fotografia pubblicata il compenso è 50 centesimi per ognuna. Online: da 276 a 825 battute 2 euro; da 826 a 2.200 battute 3 euro; oltre 2.200 battute 4 euro. Dopo i 40 pezzi mensili, ogni pezzo viene pagato 1 euro. Una fotografia pubblicata viene pagata 1 euro e 50, 1 euro se inserita in una foto-gallery, 50 centesimi dopo la 40esima foto pubblicata.
– Il Messaggero: nella sezione di moda tra 13 e 26 euro; nella sezione di sport, per pezzi oltre le 3.500 battute 20 euro sulle pagine dell’edizione locale romana, 39 euro su quelle nazionali.
Ilmessaggero.it: 7 euro.
– Il Foglio: meno di 6.000 battute 60 euro; più di 6.000 battute 90 euro.
Ilfoglio.it: 60 euro.
– Il Giornale: per un articolo in cronaca di Milano o nazionale 50 euro (ma ci sono collaboratori che hanno accordi diversi, con compensi sia più alti che più bassi).
– Libero: alcuni contratti prevedono per un articolo di apertura 56 euro, per un taglio basso 45 euro. Altri partono da 35 euro per le aperture e arrivano a 12 o 9 euro per notizie brevi sulla cronaca locale. Nella sezione sport si va da 17 a 28 euro.
– Domani: meno di 3.500 battute 70 euro; tra 3.500 e 6.500 battute 90 euro; tra 6.500 e 13mila battute 150 euro; oltre 13.000 battute 250 euro.
– La Gazzetta dello Sport: tra gli 8 e i 28 euro (ma ci sono collaboratori “storici” che hanno accordi migliori).
– Gazzetta.it: 14 euro.
– Tuttosport: meno di 1.200 battute 10 euro; più di 1.200 battute 20 euro.
[dalla newsletter del Post “Charlie”].
Castelli
La guerra delle Due Rose durò trent’anni, devastò l’Inghilterra, distrusse la vecchia aristocrazia che l’aveva combattuta e portò al potere un nuovo regime, la dinastia Tudor. Quella innescata ieri dalla rosa del centrodestra è durata poche ore, perché avrebbe potuto anch’essa essere l’inizio della fine di un sistema politico già in affanno, e aprire le porte del castello a un novello Enrico VIII [CdS].
Il cardinale Marx(ops!) vuole riformare la Chiesa..
Ieri, a una settimana dalle accuse contro il papa emerito Benedetto XVI contenute nell’indagine sui preti pedofili in Baviera condotta dai legali dello studio Westpfahl Spilker Wastl, dietro mandato della stessa arcidiocesi di Monaco, in una conferenza stampa all’Accademia Cattolica di Monaco, il cardinale Rheinard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, ha detto: «Chi ancora si oppone a una necessaria riforma della Chiesa non ha compreso la sfida a cui stiamo andando incontro. Non ci sarà un futuro per il cristianesimo nel nostro Paese se non ci sarà rinnovamento nella Chiesa». «La Chiesa cattolica tedesca ora vive probabilmente il momento più difficile della sua storia moderna e contemporanea», ha commentato ieri il quotidiano progressista di Monaco, Süddeutsche Zeitung [Avv].
In Italia un’inchiesta simile è ancora lontana. Il Consiglio della Cei ha riaffermato ieri l’impegno a «rafforzare la tutela» e «essere accanto alle vittime», aggiungendo però che «la ricerca della giustizia nella verità non accetta giudizi sommari». I vescovi sono divisi sull’opportunità e il modello di ricerca, molto dipenderà dall’assemblea di maggio che eleggerà il nuovo presidente [CdS].
Serenissimi
«Il plebiscito del 20 ottobre 1866, imbastito nel giro d’una decina di giorni, che approvò l’annessione del Veneto all’Italia una volta cacciati gli austriaci, fu frutto di un colossale imbroglio».
Quello che si concluse con 641.758 sì e appena 69 no?
«Ma andiamo! Neanche in Bulgaria! Una truffa bella e buona. I Savoia comprarono i prefetti, intimidirono gli elettori, adottarono una scheda bianca per il sì e una nera per il no, il che cancellò la segretezza del voto» [Ranieri da Mosto, patrizio veneziano, Giornale].
Comunisti
Claudio Velardi, ex dirigente Pci, poi braccio destro di Massimo D’Alema fino al 2000, una volta chiuse le urne 2006, che consegnarono una striminzita vittoria a Romano Prodi, ammise che la «tratta delle bianche» era una delle materie di studio nella scuola del Pci [Giornale].
In un passaggio del libro L’anno che doveva cambiare l’Italia, edito da Mondadori, Velardi ricorda le «lezioni» nella scuola di Botteghe Oscure, dove ha imparato leggi, regolamenti e soprattutto buone maniere: «Cercate subito di capire qual è lo scrutatore fascista, quale il democristiano, simpatizzate, fate amicizia, costruite delle alleanze. Sono decisive per assegnare le schede contestate, comunque per creare un clima favorevole a noi».
Sinistra
Parlare con Irene Grandi è un po’ come stare dentro un hellzapoppin’, il suo racconto è discontinuo, appare e scompare tra il tempo e le cose, tra il nonsense e l’esoterismo, tra la gravità e la presa in giro, insomma, seguirne il corso è complicato. Le storie e i personaggi vengono sollevati, abbandonati, recuperati. «Prendi Vasco Rossi, per esempio», mi fa. «Vasco è uno che se entrasse in politica io lo voterei subito. Perché, vedi, io sono una scheda bianca di sinistra che dentro il Pd non riesce a trovare un capo per il quale appassionarsi. Non capisco i loro piani, non capisco il linguaggio con il quale si esprimono. Io sono per la sinistra che si prende cura della società, dei lavoratori, delle donne, della parità dei sessi, della libertà di espressione, dei diritti civili e degli immigrati. E dov’è tutto questo? Non lo vedo. Ma forse sto dicendo un mare di sciocchezze, non sono preparata, sono soltanto una piccola borghese. Borghese, parola molto brutta. Parliamo d’altro che forse è meglio» [Irene Grandi, Rep].
Lettere
Trascurare la corrispondenza non è una novità, né tantomeno scusarsene. Già nel tardo Ottocento Mark Twain, mesi dopo averla ricevuta, dette questa risposta alla lettera di un’ammiratrice: «Ci ho messo molto a rispondere alla Sua lettera, Miss Harriet, ma bisogna che si ricordi che è passato un uguale periodo di tempo da quando l’ho ricevuta – ciò ci mette alla pari, con nessuna colpa da una parte o dall’altra…» [Hansen, cit.].
Rom
Il dito mozzato conservato nell’obitorio a Milano è un anulare destro. È stato ritrovato mercoledì mattina fuori da una ricicleria dell’Amsa, in piazzale delle Milizie. La sera prima, verso le 20, due ladri avevano scalato la recinzione anti-zingari, costruita nel 2014 proprio per contrastare i furti continui. Mentre cercavano di allontanarsi, sono stati sorpresi da una ronda di vigilanti. Ed ecco l’incidente: uno spuntone della cancellata si è infilato tra il dito di uno dei ladri e un anello; il peso del corpo dell’uomo, lasciatosi cadere dall’altra parte, ha fatto il resto. Due falangi si sono strappate di netto. I due banditi, poi, non hanno fatto in tempo a cercare dito e anello: sono saltati in auto e se la sono data a gambe [Leggo].
Tedeschi
John le Carré, visitata la città di Bonn, la descrisse così: «Grande un terzo del cimitero di Chicago, ma molto più triste» [CdS].
Americani
Durante le conferenze stampa alla Casa Bianca, capita che gli inviati delle tivù si mettano a gridare disordinatamente: un modo per dimostrare agli spettatori quanto sono tenaci e aggressivi. Spesso, però, non si capisce niente. E quasi sempre il presidente non risponde [CdS].
Burle
Nel 2015 ebbe un quarto d’ora di celebrità Mauro Morelli. «Ma chi c… è?» scappò detto ad Enrico Mentana durante la sua maratona. Morelli con i suoi nove voti divenne una tendenza. Ci si interrogò sulla sua identità. Era il capogruppo di Sel alla quinta municipalità del Comune di Napoli. Giurò di non saperne nulla [Rep].
Politici
Giorgia Meloni e Matteo Salvini, fino all’ultimo, hanno dato naturalmente ragione al padre fondatore del centrodestra: «Presidente della Repubblica? Tu che passi in rassegna i corazzieri guardandoli dal basso in alto? Come no!». Ma si vedeva benissimo che tra loro si scambiavano sorrisetti come Nicolas Sarkozy e Angela Merkel nel 2011, quando a Berlusconi, presidente del consiglio, fu sfilata la sedia di sotto il sedere [ItaliaOggi].
Spillette
«Adesso vado a rubare Alberto da Giussano a Pillon». Matteo Renzi si destreggia tra i grandi elettori, poi si avvicina al senatore leghista e porta a casa la spilletta che i parlamentari del Carroccio portano sul bavero. «Presa», esulta. Il leader di Iv infila il cimelio in tasca, poi ritira fuori la mano e oltre ad Alberto da Giussano c’è una spilletta con il simbolo di FI. «Sono tre giorni che faccio la collezione» [CdS].
Pistole
Laura Castelli, 5 Stelle: «Le rose di destra e le rose di sinistra si elidono. Tutti e due gli schieramenti sono ancora lì, con la pistola puntata. E nessuno la abbassa perché nessuno si fida dell’altro» [CdS].
Messaggi
Una rosa offerta con lo stelo rivolto in alto significa non amore, ma indifferenza. Se ha le foglie significa amore speranzoso. Se ha le spine esprime un messaggio carico di ansia [Checchi].
Gialle
Meglio evitare di regalare una rosa gialla: gelosia [Foglio].
Blu
Pierluigi Torre, nato a Vieste, nel Gargano, all’inizio del Novecento, dopo aver preso varie lauree, costruì i motori dell’idrovolante Savoia Marchetti, successivamente inventò la prima scatola nera della storia dell’aviazione. Dopo la guerra, la Innocenti lo chiamò per progettare il telaio della prima Lambretta. Poi alla fine della sua vita si dedicò alla botanica, e cercò di creare una rosa blu in grado di riprodursi in modo naturale. Vi riuscì, e la dedicò alla moglie Albertina [Farefilm.it].
Timidi
Ci sono tanti modi per essere chic. Quello di Nico Orengo nasceva dall’ignorare ogni forma di snobismo. Ragazzo, venne a Roma, ospite dei miei genitori per frequentare il centro sperimentale di cinematografia. La Capitale, la Roma della dolce vita, lo spiazzava. Fatto sta che nascondeva il suo magone dietro il fumo di troppe Marlboro. Allora mia madre, consolatrice ineffabile perché apparentemente distratta, un giorno ruppe gli indugi e lo invitò a raggiungere lei e mio padre all’ora di cena in una trattoria a Trastevere, dove sarebbe arrivata fra gli altri Elsa Morante. Nico si presentò puntualissimo all’appuntamento nonostante all’epoca conoscesse poco la Capitale. Aveva in mano una rosa rossa, era per Elsa e gliela porse suscitando oltretutto la simpatia che va ai timidi quando sanno delicatamente osare [Antonio De Benedetti, CdS].
Maratone
Enrico Mentana: «In quel capannello c’è qualcuno di interessante?»
Paolo Celata: «C’è Francesco Boccia».
Enrico Mentana: «Vabbè, niente, andiamo avanti» (Maratona Mentana, La7) [Rep].
Porno
Parliamo dei suoi esordi nel porno.
«Come doppiatore!».
Certo.
«Erano due giornate a settimana. Ogni volta ero doppiamente sfinito, per la stanchezza fisica e per quella psicologica».
La cosa più difficile?
«Se ansimi a vuoto per più di 30-40 secondi mandi in iperventilazione il cervello. In Platoon, per esempio, qualcuno svenne».
Il personaggio più famoso che ha doppiato?
«John Holmes».
Solo il parlato, immagino.
«No no, tutto. E lui parlava poco e godeva tanto! Guardi che quarant’anni fa non c’erano le videocassette e i film porno erano costosi, girati bene, con signori registi, costumisti… Ben Dur, per dire, era fatto benissimo» [Pino Insegno, 62 anni, a Elvira Serra, CdS].
Valori
Il pudore, l’onore, la verginità, la castità, la fedeltà, la dignità, stupide virtù inventate dal Potere per farci vergognare dei nostri istinti naturali, per reprimerli, opprimerli, sopprimerli, perché il Potere stesso continui imperterrito a fotterci e incularci [Tinto Brass e Caterina Virzì, Una passione libera, Marsilio, 2021].
Schemi
Il nuovo presidente della Repubblica è già stato individuato, di fatto, a febbraio. Nel febbraio scorso, però. È evidente che, quando Mattarella ha chiamato l’ex presidente della Banca centrale europea a guidare il governo di responsabilità nazionale, sullo sfondo si intravedeva uno schema di successione sul Colle. È altrettanto evidente che i partiti (con qualche eccezione) Draghi non lo vogliono [CdS].
Caffè
Alla buvette una piccola fila ordinata per un caffè, che viene passato sotto uno schermo di plexiglass come regole anti-pandemia comandano; ci sono le porte finestre lasciate volutamente spalancate che appena tramonta il sole trasformano l’ambiente in una gigantesca cella frigorifera [Sta].
Cene
È da Casa Bleve, a Palazzo Lante, – insegna Michelin, da 30 anni a Roma, con la riservatissima signora Tina a tenere la fila – che si consumano gli incontri più riservati tra Letta, Conte, la sinistra di tutte le generazioni. Pochi giorni fa, il leader del Pd per sfuggire alla selva dei cronisti ha infilato la porta delle splendide cantine. Sbucano dall’altro lato della strada. Possibile? La signora Tina sorride: «Non mi faccia dire. Io so custodire ogni parola e ogni gesto dei nostri ospiti. Ma di tutti, lo scriva» [Rep].
Bianca
L’ex presidente della Camera Laura Boldrini, che fece lo spoglio per il Quirinale per ben due volte nella stessa legislatura, ha detto che la cosa più difficile è quando «qualcuno vuole fare lo spiritoso e scrive nomi improbabili. Molti scrissero sulla scheda “bianca”, e c’era una cagnolina di nome Bianca, di una mia collaboratrice, che ogni volta che io dicevo “bianca”, riferendomi alle schede, drizzava le orecchie…» [Rep].
Donne
Nel 2019 Marta Cartabia fu eletta presidente della Corte Costituzionale con quattordici sì e una sola scheda bianca: la sua [ CdS].
Genitali
In Pam&Tommy, serie su Pamela Anderson e Tommy Lee che andrà in onda su DisneyPlus, la scena tratta da Tommyland, l’autobiografia del cantante, ovvero un dialogo di mezzo minuto fra Tommy Lee e i suoi genitali, inquadrati in primissimo piano e dotati di voce, movimento e pensiero [Mess].
Sterco
Nel Barone Rampante ritroviamo numerosi scoiattoli, sempre in fuga sui frassini come le nottole. E per di più, il protagonista, Cosimo, appollaiato sui rami, usa pallottole di sterco di scoiattolo per colpire con una cerbottana i passanti che gli stanno antipatici [CdS].
Capelli
Elton John, ossessionato dalla perdita di capelli – tra il 1975 e il 1976 rimase quasi calvo – si sottopose a un doloroso trapianto. L’intervento però non riuscì, così alla fine degli anni Ottanta «decisi che ne avevo abbastanza e tinsi di biondo platino la chioma residua, come si vede sulla copertina dell’album Sleeping with the Past. Poco più tardi mi sottoposi al weaving, vale a dire una tecnica di allungamento in cui l’estensione viene applicata direttamente ai capelli rimasti. Il mio nuovo look esordì in pubblico al Freddie Mercury Tribute Concert. Un giornalista scrisse che sembrava avessi uno scoiattolo morto sopra la testa» [Rep].
Ali
Tra gli scoiattoli volanti – planatori, in realtà – il più strano, aberrante, sconosciuto e misterioso è sicuramente lo scoiattolo volante lanoso (Eupetaurus cinereus), che vive in Kashmir, nel nord del Pakistan. Cosa lo rende cosi particolare? Innanzi tutto è l’equivalente di quello che per gli orsi è un grizzly: enorme. Lungo circa 45-60 cm, quanto un gatto di taglia medio-grande, la coda è altrettanto lunga, l’apertura alare è di un metro e pesa sino a 25 kg. È il più grosso mammifero planatore esistente, così grande e pesante che si pensava non potesse volare, la stessa cosa che dissero del maggiolino. Essendo però la zoologia una scienza inesatta, entrambi volano piuttosto bene [Signorile, National Geographic].
Presley
La passione di Elvis Presley per il Fool’s Gold Loaf, un piatto inventato da Cindy e Buck Scott, del ristorante Colorado Mine Company di Denver: uno scoiattolo ricoperto da un barattolo di burro di arachidi, un barattolo di marmellata d’uva e una libbra di pancetta fritta nell’olio in mezzo a una pagnotta ricoperta di due cucchiai di margarina e arrostita (ottomila calorie).
Buste paga
Il ministero dell’Interno ha investito una somma monstre per la «messa in sicurezza» del palazzetto del Settecento in via Euganea, a Padova, 546 metri quadri su tre piani più giardino, di proprietà di Giambattista Casellati, avvocato e presidente dell’ente Veneranda Arca di San Antonio, e della di lui moglie Maria Elisabetta Alberti Casellati, ex avvocato di Silvio Berlusconi, attuale presidente del Senato. Lo Stato ha già speso 175 mila euro, a cui vanno aggiunti 94mila euro di lavori già preventivati ma non ancora realizzati [Domani].
«La presidente non ha risposto alle domande che le abbiamo fatto attraverso il suo ufficio stampa. Abbiamo però contattato le prefetture competenti, lo staff di Sergio Mattarella, il presidente della Camera Roberto Fico, gli ex numeri uno di Montecitorio e palazzo Madama, cioè Laura Boldrini e Pietro Grasso: non risultano lavori con costi lontanamente comparabili per la messa in sicurezza delle loro abitazioni».
Mario Draghi è dato al Colle a 2,40. Pier Ferdinando Casini a 3,80. Elisabetta Belloni è salita da 33 a 5,20. Marta Cartabia a 7.50. Sergio Mattarella a 10 (Oddsdealer.net, fornitore di quote per gli allibratori internazionali) [Sole].
Il foglio ciclostilato con il quale le BR rivendicarono il sequestro di Aldo Moro e l’uccisione della sua scorta, è stato venduto dalla casa d’aste Bertolami Fine Art a Roma per il prezzo record di 32 mila 760 euro [Mess].
«Non si tratta, in realtà, della prima copia, bensì di uno dei messaggi fatti circolare in quei giorni terribili per l’Italia. Il foglio ciclostilato è stato consumato dal tempo, ma la stella a cinque punte è ancora ben visibile, con la scritta a stampatello Brigate Rosse».
Forbes ha calcolato che, con il crollo del rublo e del valore delle aziende russe sui mercati internazionali, i miliardari in Russia hanno perso complessivamente 28 miliardi di dollari (oltre 25 miliardi di euro). Per colpa delle tensioni in Ucraina, infatti, dall’inizio dell’anno il rublo si è avvicinato al minimo storico, a quota 80 per un dollaro, e la borsa di Mosca ha perso il 20% [Mess]
Alberto Brambilla, a proposito della ineluttabilità della riforma fiscale, ricorda che le connessioni per cellulari in Italia sono 77,7 milioni, il 128% della popolazione, segno evidente che anche la maggioranza dei presunti poveri hanno lo smartphone. C’è poi il gioco d’azzardo, con ogni sorta di gratta e vinci, per il quale si spendono 125 miliardi l’anno, più della spesa sanitaria. Quanto alle auto, il parco circolante è di 52,4 milioni di veicoli, di cui 39,4 milioni sono auto: solo il Lussemburgo ha più auto pro-capite di noi in Europa. «Non male per un Paese di poveri» [ItaliaOggi].
La benzina tocca nuovi massimi dal 2013. In una settimana, secondo la rilevazione del ministero della Transizione ecologica, il pieno per un serbatoio da 50 litri è rincarato di 1,22 euro per la benzina e di 1,35 euro per il gasolio. Ma se guardiamo ancora più indietro, rispetto a un anno fa il pieno costa circa 15 euro in più per entrambi i carburanti, con un’impennata del 20,5% per la benzina e del 22,3% per il gasolio. Il prezzo medio della benzina in modalità self è 2,43 centesimi in più rispetto alla settimana scorsa, mentre il costo del gasolio è salito di 2,69 centesimi (da 1,620 a 1,647). Stabile il Gpl [Sta].
Le diocesi francesi hanno raccolto 20 milioni di euro per indennizzare le vittime dei preti pedofili [LDM, Fatto].
La leggenda narra che per il primo spettacolo suo padre fece un prestito di sei milioni di lire.
«Mio padre Armando sta per compiere 90 anni. Faceva il vetrinista. Aveva già due mutui e una voglia pazza di starmi vicino».
Quei soldi non glieli ha mai restituiti.
«Non li rivoleva! Peraltro i soldi guadagnati con Giulio Cesare è… ma non lo dite a Shakespeare li reinvestimmo subito. Con mamma invece sono riuscito in qualche modo a sdebitarmi, ma lei era diversa, le piaceva vantarsi di me al mercato, gioiva quando le mandavo un autista per portarla a teatro a vedermi. A lei sono riuscito a regalare una Fiat 126, con un bel fiocco»
[Pino Insegno, 62 anni, a Elvira Serra, CdS].
Il gruppo farmaceutico Johnson&Johnson, quest’anno, dalle vendite del suo vaccino monodose contro il Covid, prevede di incassare tra i 3 e i 3,5 miliardi di dollari. Di più rispetto al 2021, quando aveva venduto vaccini per 2,4 miliardi.
Dopo aver venduto i diritti editoriali di tutte le sue canzoni alla Universal Music Publishing per 300 milioni di dollari, ora Bob Dylan ha ceduto anche i diritti sui master (le incisioni di tutto il repertorio) a Sony Music per circa 150 milioni di dollari. La cifra non è stata ufficializzata, ma deriva da stime degli operatori di mercato raccolte da Music Business Worldwide.
«Dylan sin dagli esordi è sempre stato artista della Sony, etichetta controllata dal 1988 dalla conglomerata giapponese. L’intesa, raggiunta nell’estate del 2021, è rimasta per sei mesi sottochiave, fatto piuttosto raro nell’industria discografica» [Sole].
A Madonna Like a Virgin è venuta in odio. «Non so se potrò cantarla ancora, a meno che qualcuno non mi paghi 30 milioni di dollari o qualcosa del genere» [CdS].
Una Madonna con Bambino di Giovanni Bellini, nota anche come Madonna Philips, uno degli ultimi capolavori del pittore veneziano ancora in mani private, andrà all’asta giovedì da Sotheby’s a New York. L’opera risale al 1460 ed è stimata fra i 3 e i 5 milioni di dollari (fra i 2 milioni e 650 mila e i 4 milioni e 400 mila euro) [Sta].
Nei prossimi mesi una tazzina di caffè costerà mediamente il 9,5% in più rispetto a oggi [Sole].
Il governo olandese, per acquistare L’Alfiere di Rembrandt dalla famiglia Rothschild, che ne era entrata in possesso nel 1844, pagherà 175 milioni di euro [CdS].
Amori
Dinesh SP, 24 anni, ricercatore associato dell’Indian Institute of Technology di Madras, appassionato di blockchain e criptovalute, e la sua fidanzata Janagaandini Ramaswamy, 23 anni, sviluppatrice di software, si sposeranno il 6 febbraio sul Metaverso. I due pronunceranno il loro «sì» in una ricostruzione virtuale 3D del castello di Harry Potter. Gli invitati sono oltre duemila: dovranno crearsi un avatar per partecipare alla cerimonia, potranno scegliere se ricorrere ad abiti indiani o occidentali, dovranno usare il loro computer, useranno la tastiera per muoversi e con il mouse o il touchscreen potranno guardarsi intorno e interagire con gli altri. Tra di loro ci sarà anche – sotto forma di avatar – il padre della sposa, morto pochi mesi fa. Non ci sarà banchetto, né lista di nozze (ma gli ospiti potranno versare agli sposi pagamenti in criptovaluta). Se al ricevimento virtuale non ci sarà nessun timore di contagi, i problemi potrebbero arrivare dalla connessione, sovraccaricata da migliaia di accessi in contemporanea: la coppia, però, ha assicurato di essere pronta a spostarsi dal proprio villaggio d’origine verso un punto con una migliore ricezione in caso di cali di segnale. E ha lanciato via social un appello alle reti telefoniche per garantire la copertura [CdS].
Quanto conta la sessualità nella vita di una donna di 82 anni, con un compagno?
«Conta, conta. Ogni donna, a qualunque età, dovrebbe gridare al proprio uomo l’amore sentimentale e quello carnale» [Iva Zanicchi, 82 anni, CdS].
In questi giorni in Germania è decollata una manifestazione mai vista prima. Un gruppo di 120 tra preti, dipendenti diocesani, insegnanti in scuole cattoliche si è mobilitato pubblicamente per annunciare la propria inclinazione omosessuale e mettere in evidenza il proprio disagio davanti ad una Chiesa matrigna, incapace di accogliere e non discriminare i gay. Un coming out in piena regola al quale si sono subito associate decine di organizzazioni LGBT [Mess].
Dopo 15 anni si chiude l’incubo per l’attrice di Bollywood Shilpa Shetty, oggi 47 anni, scagionata dall’accusa di oscenità per essere stata baciata in pubblico da Richard Gere durante una raccolta fondi per l’Aids. Un giudice ha definito «senza fondamento» le accuse: «Shetty è stata vittima dell’esuberanza di Gere, che, sul palco, la baciò ripetutamente» [CdS].
Vero cult di questa elezione presidenziale è la telefonata stilnovista di Berlusconi alla Boschi. Sgarbi: «Pareva Cavalcanti nei suoi momenti più belli, Dante nella fase della donna angelicata…».
Sì, ma cosa le ha detto?
«“Vorrei essere più giovane solo per poter corteggiare una donna scesa in terra a miracol mostrare…questa telefonata vale per tutte quelle che avrei voluto farle e non le ho mai fatto…” Silvio aveva gli occhi ispirati e un sorriso mistico».
E lei, Sgarbi?
«Mi sono allontanato e li ho lasciati soli» [CdS].
Alessandro, 43 anni, tassista romano, piantato dalla sua ragazza, che non gli rispondeva più ai messaggi e lasciava squillare a vuoto il telefono, pazzo d’amore, la notte tra sabato e domenica si è appostato sotto casa di lei, un complesso residenziale in via Monte Grimano, a Fidene, proprio alle spalle del parco delle Sabine, alle porte della capitale. Ha suonato disperatamente al citofono, senza avere una risposta. E così si è lanciato in un gesto estremo. La casa della ragazza dà su una piscina condominiale limitrofa al parco. E per entrare Alessandro ha sfruttato proprio l’area verde. Ha scavalcato un primo muretto di recinzione per poi infilarsi nella piscina. Da lì si è aperto il vialetto su cui si affacciano le due palazzine gemelle. Ha usato le tubature esterne per arrampicarsi fino al terzo piano. Ma quell’ombra nella notte non è passata inosservata. Subito è stato notato da un paio di condomini. Qualcuno ha lanciato un urlo, credendo si trattasse di un ladro acrobata. Uno di quelli che in passato qui si sono introdotti più volte negli appartamenti. «Al ladro!», «Ti abbiamo visto», «Polizia! Polizia!». L’uomo viene preso dal panico. Vacilla su quei tubi. Prova a rimanere attaccato ma, non essendo un provetto scalatore, cade giù. Un volo di nove metri. Un tonfo sordo e una chiazza di sangue che si apre dietro la sua testa. Urla di terrore. «Gli sta bene» grida qualcuno dal balcone non sapendo che Alessandro non voleva rubare nulla, ma solo riconquistare il tesoro più grande: il cuore di quella ragazza [Mess].
Alessandro ha riportato fratture al cranio e alla mandibola. È stato portato in ambulanza al policlinico Umberto I e l’hanno sottoposto ad una delicata operazione alla testa e a un intervento maxillo-facciale. La ragazza, informata, è corsa immediatamente in ospedale. È stata lei a raccontare agli agenti che Alessandro non è un ladro, ma un innamorato disperato.
«Nel cortile dell’abbazia della Misericordia attraccavo lo s’ciopon, una barchetta a remi usata per pescare in laguna. Di solito vogavo fino a Chioggia o a Jesolo. A Chioggia, dove c’era un piccolo molo, bevevo la spuma, la bionda, dal colore chiaro, intrigante! Semplice ma dissetante. Poi ritornavo indietro, e appena arrivato a Venezia, rinvigorito dalle endorfine, andavo in uno dei tanti bordelli» [Tinto Brass e Caterina Virzì, Una passione libera, Marsilio, 2021].
Nelo Risi è morto nel 2015. Era malato di Alzheimer. “Io sono io e te” gli ha scritto in Ti lascio dormire, una lettera postuma del 2019.
«Il mio amore non è mai diminuito. Per me lui c’è. La cosa peggiore fu quando mi chiese: “Chi sei?”. Lì forse mi sono sentita di nuovo, per un attimo, un numero nei lager. L’ho curato da sola per oltre dieci anni. So che posso sembrare pazza, ma sono stati i più belli della mia vita. Non sono mai stata così necessaria, mi sentivo pienamente appagata» [Edith Bruck, 90 anni, a 7].
L’infanta Cristina di Borbone, sorella del re di Spagna Filippo VI, e il marito Iñaki Urdangarin, ex giocatore di pallamano, condannato nel 2018 a cinque anni e dieci mesi di carcere per una vicenda di corruzione e traffico di influenze, hanno deciso di divorziare. I due si erano sposati 22 anni fa e hanno avuto quattro figli. Urdangarin, la scorsa settimana, era stato fotografato mano nella mano con un’altra donna, Ainhoa Armentia, 43 anni, collaboratrice nello studio legale di Vitoria. Ieri i due hanno reso pubblico un comunicato congiunto: «Di comune accordo, abbiamo deciso d’interrompere il nostro rapporto matrimoniale. L’impegno nei confronti dei nostri figli rimane intatto. Trattandosi di una decisione privata, chiediamo il massimo rispetto da parte di tutti coloro che ci circondano».
Chi è Fascina? Una bella ragazza di cui il profilo Instagram rivela l’aspetto cangiante, ora ricciolona, ora sorvegliatissima lady Gaga. Nata in Calabria e cresciuta nella provincia di Napoli, i tortuosi percorsi dello scouting di Arcore l’hanno precipitata alla Camera, commissione Difesa. Ha compiuto da poco 32 anni: “Buon compleanno, Marta” ha postato il Cavaliere, 85, sotto una foto di loro due, opportunamente ritoccati davanti a sgargianti luminarie post-natalizie suscitando oltre 1500 spontanee manifestazioni di affetto e fragorose esplosioni di volgarità [Rep].
I baci Perugina furono inventati nel 1922 da Luisa Spagnoli, una delle più visionarie e geniali imprenditrici del nostro paese, nonché fondatrice della Perugina insieme a Giovanni Buitoni, suo compagno di vita e di lavoro. Lei ebbe l’idea di recuperare gli avanzi delle nocciole per farcire una pralina sormontata da una nocciola tostata e ricoperta da uno strato di cioccolato fondente, ma, fosse stato per lei, i cioccolatini si sarebbero chiamati «cazzotti». Fu Buitoni a proporre «baci». I dolcetti entrarono nell’immaginario nazionale con gli slogan recitati da Vittorio Gassman nel 1959 («Dovunque c’è amore, c’è un bacio Perugina») e da Frank Sinatra nel 1962 («Sulle note di una bella canzone, una nota di squisita dolcezza»). A fare il resto ci pensò l’art director dell’azienda, Federico Seneca, che, ispirato del celebre Bacio di Francesco Hayez, disegnò la coppia che si bacia sotto un manto di stelle. Poi Seneca pensò di avvolgere ogni cioccolatino con una velina, che contiene un messaggio d’amore. A fargli venire l’idea furono proprio i bigliettini di passione che Luisa e Giovanni si scambiavano in segreto, spesso nascondendoli in mezzo ai cioccolatini [ Rep].
La premier neozelandese Jacinda Ardern, a causa delle nuove restrizioni contro il Covid imposte dal suo governo, ha dovuto posticipare il proprio matrimonio. Le misure, tra l’altro, sono state introdotte dopo la scoperta di nove casi di Omicron in una singola famiglia, che era volata ad Auckland proprio per partecipare a un matrimonio.
La Arden avrebbe dovuto sposare il conduttore televisivo Clarke Gayford, con cui è fidanzata ufficialmente dal 2019. La cerimonia avrebbe dovuto aver luogo a Gisborne nelle prossime settimane.
Bosch licenzia 700 persone a Bari
La transizione dal motore benzina e diesel a quello elettrico costerà il posto a 700 lavoratori nello stabilimento Bosch di Bari, il secondo insediamento industriale più grande della Puglia dopo l’ex Ilva e che conta attualmente 1.700 dipendenti. I numeri sono stati comunicati ieri mattina dall’azienda durante un incontro con i sindacati e la task force per il lavoro della Regione Puglia. Nello stabilimento l’80% lavora per produzioni legate alle motorizzazioni benzina e diesel, la direzione ha chiesto una «nuova missione produttiva». Tradotto: il piano di riconversione prevede l’esubero di 700 dipendenti nei prossimi cinque anni. Un piano di riconversione «sangue e lacrime», lo hanno definito i sindacati.
Cambio generazionale in Unicredit
Unicredit e i sindacati hanno trovato un accordo per un ricambio generazionale del personale. Entro la fine del 2024 ci saranno 1.200 uscite incentivate e volontarie. Allo stesso tempo, il gruppo bancario s’impegna ad assumere 725 giovani, destinati prevalentemente alle filiali, a cui si aggiunge la conferma di altre 775 assunzioni già concordate.
Mascherine
di James Hansen
Nota Design
Forse a causa della relativa “debolezza” della variante Omicron – e sempre che non salti fuori qualcosa di peggio – si ha la sensazione che la pandemia Covid cominci a entrare nella fase discendente. Era ora, ma cosa ne faremo delle mascherine?
Adesso che il rischio è forse minore, i governi cominciano cautamente a riconoscere che le comuni “chirurgiche” – e tanto meno quelle di stoffa – non sono poi tanto efficaci: è il senso del nuovo obbligo a usare solo le mascherine “Ffp2”agli eventi pubblici e sui mezzi di trasporto. Che anche questa imposizione possa svanire col tempo è verosimilmente “nelle carte”, ma poi?
È già successo in alcuni paesi più avanti nella parabola discendente della pandemia, come il Regno Unito, dove l’obbligo della maschera è stato tolto, lasciando solo la raccomandazione a usare il “buon senso”. Siccome però quel buon senso è un concetto relativo e variabile, il pubblico ha cominciato a dividersi in due campi: chi prosegue a usare le mascherine e chi no, com’era prevedibile e inevitabile.
Nel mondo anglosassone la preferenza di mascherarsi o meno è a questo punto una sorta di scelta di campo, spesso di tipo politico, con i conservatori tendenzialmente smascherati e i sinistresi ancora “bardati”. In quei paesi dove furoreggia il “wokeismo”, tutto questo crea però un terribile dilemma. Da una parte, la coscienza sociale woke dovrebbe favorire il principio cautelare, incoraggiando l’utilizzo della mascherina anche se non è strettamente necessario, dall’altra, sono o non sono dei ribelli che combattono il “sistema paternalista”, cioè “dei padri”?
Parrebbe esserci una sola via d’uscita: mascherarsi sì, ma con “impegno”, con mascherine dal design “pugno in faccia” che così dichiarino immediatamente, a vista, da che parte si sta. Quand’è così, la mascherina è probabilmente destinata a restare a lungo con noi, sia pure come accessorio “d’appartenenza”.
James Hansen
Default
di Marco Bellinazzo
Il Sole 24 Ore
Due anni di pandemia sono costati al calcio professionistico e agli altri sport di vertice italiani circa due miliardi di minori ricavi. Gran parte delle perdite, quasi 1,5 miliardi, si sono registrate in Serie A. Ma a fronte dell’obbligo di continuare ad andare in campo, anche per dare un segnale al paese, in stadi chiusi al pubblico (per tutta la stagione 2020/21) o con capienze ultra-limitate, i 20 club di Serie A non hanno ricevuto ristori o indennizzi diretti, se si eccettuano i pochi milioni di euro, peraltro non ancora materialmente elargiti, per le spese sanitarie sostenute (a patto però di avere meno di 100 milioni di ricavi). In pratica, meno dello 0,5% dei danni subiti sono stati in qualche modo coperti con aiuti pubblici.
«A differenza di tante altre imprese che hanno dovuto fermarsi e che hanno ottenuto contributi – sottolinea il Presidente del Milan, Paolo Scaroni – non si capisce perchè al calcio di vertice si sia deciso di non assegnare nulla. La nostra società in tempi così difficili si è impegnata a intraprendere un percorso più sostenibile economicamente, ed è bene che tutto il movimento si adegui, ma non è ammissibile questo trattamento per un’industria come la nostra che dà lavoro a 300mila addetti. Se saremo costretti a ridimensionarci o a chiudere i battenti sarà un problema per tutti gli italiani».
E per tutto la filiera dello sport visto che il prelievo fiscale sul calcio di vertice – oltre un miliardo all’anno – finanzia per circa un terzo (mediamente intorno ai 450 milioni) Coni, Federazioni e attività di base attraverso Sport e Salute. In effetti, cinema e teatri nell’ultimo decreto ristori hanno ottenuto fondi per 110 milioni. Il cinema, settore dell’entertainment limitrofo al calcio, in due anni ha incassato oltre un miliardo. Sempre nell’ultimo decreto ristori dalla ripartizione delle somme stanziate per i gestori di impianti e piscine sono state espressamente escluse le società sportive professionistiche.
Nelle scorse settimane tra la sede milanese della Lega Serie A e Palazzo Chigi c’è stata una fitta corrispondenza, ma con scarsi risultati. Il presidente Paolo e Dal Pino e l’ad Luigi De Siervo non demordono però e, con la mediazione del sottosegretario allo Sport Valentina Vezzali e del Presidente Figc Gabriele Gravina, sperano che alcune delle richieste fin qui avanzate possano essere riconsiderate, specie quelle che sarebbero a costo zero per le casse pubbliche.
Al tavolo tecnico che la Vezzali intende promuovere uno degli obiettivi da perseguire è l’ulteriore estensione del periodo di sospensione/rateizzazione dei versamenti fiscali e contributivi che ad oggi copre il primo quadrimestre del 2022 per un totale di circa 450 milioni (si tratta solo di una dilazione, non di uno sconto effettivo). Così come si punta ad attingere risorse dal betting, ripristinando la facoltà di sponsorizzazioni vietata dal decreto Dignità o di ottenere una percentuale più ampia del giro d’affari delle scommesse sportive (in media oltre 10 miliardi annui) a titolo di “copyright” sugli eventi (un prelievo che potrebbe valere oltre 100/150 milioni).
L’esempio a cui si guarda con invidia in Italia è quello francese. Il Governo transalpino a fronte di perdite per 1,3 miliardi ha riconosciuto ai club di Ligue 1 circa 700 milioni in prestiti a tassi super-agevolati, 50 milioni di contributi a fondo perduto e altri 200 milioni di esenzioni d’imposta. In Francia, dove a febbraio si tornerà al 100% di capienza, è stato anche approvato un fondo per ristorare i mancati introiti da biglietteria per oltre 200 milioni. Solo da botteghino e hospitality la Serie A in questi due anni ha visto scomparire 600 milioni. Il derby Inter-Milan al 50% “perderà” circa 2,5 milioni, mentre Milan-Juve con 5mila spettatori ha comportato un buco di 5 milioni per il bilancio dei rossoneri.
La richiesta d’aiuto per «un comparto industriale fortemente attivo sul territorio», arriva anche dalla Lega di Serie B e dal Presidente Mauro Balata, in particolare, «a fronte dei mancati incassi da stadio per queste ultime due stagioni, ricavi che hanno un’incidenza importante per le società di Serie B già penalizzate da una quota di mutualità in netto svantaggio rispetto alle altre nazioni dove esiste un sistema di distribuzione delle risorse funzionale alla crescita di tutto il movimento».
Marco Bellinazzo
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