
L’organismo vivente più vecchio del mondo è un pino che si trova nelle White Mountains, in California: ha superato i 5 mila anni, anche se la stima della sua età è dibattuta [De Giuli e Porcelluzzi, Medusa].
Se i russi decidessero di marciare su Kiev da nord, dovrebbero passare per Chernobyl. Tornerebbero a casa fosforescenti e morirebbero dopo due mesi [ Avv].
Durante la pandemia i casi di bruxismo, il disturbo di chi digrigna i denti di notte per via dello stress, sono aumentati del 36%. Le fratture dentali sono aumentate del 120% [Giornale].
Fuori! (Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano)
«Chissà chi se lo ricorda, che proprio qui a Sanremo si svolse cinquant’anni fa la piccola Stonewall italiana, la Stonewall che ci possiamo permettere in un paese in cui, eccetera. Correva l’anno 1972, e il giovane Angelo Pezzana, fondatore del Fuori! (Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano) si arrabbiò con uno psichiatra che aveva apostrofato un povero gay come “l’infelice che ama se stesso” (la parola “omosessuale” era vietatissima, e nei giornali, pensate, non si poteva neanche scrivere “membro”, bisognava dire “componente”; oggi invece “culo” è roba da prima serata, anche a Sanremo, ciao ciao). Insomma, qui è nato tutto. Pezzana e un manipolo di contestatori picchettarono un congresso di sessuologi dedicato alle “devianze” che si svolgeva al casinò e furono portati in caserma. “Lei è uno psichiatra?”, gli chiesero i cronisti. “No, sono un omosessuale”, rispose Pezzana. “Ma non posso scrivere questa parola, nessuno l’ha mai scritta”, dice il cronista. “Sia lei il primo”, rispose favoloso il Pezzana. E l’Italia, lentamente, cominciò a uscire dai balletti verdi» [Foglio].
Generali
Se veramente il Capo dello Stato non voleva essere rieletto, bastava che facesse come si deve fare in questi casi. Ad esempio, dichiarando, come il generale William T. Sherman nel 1884: «Non sono candidato. Se sarò nominato, non accetterò. E se sarò eletto, non servirò e mi dimetterò». Naturalmente il generale non fu eletto, e di fronte a una dichiarazione di questo tenore non lo sarebbe stato neppure Mattarella. Ovviamente, però, il linguaggio di un generale non è quello di un democristiano, e ormai in Parlamento democristiani lo sono tutti, nel senso che nessuno dice cosa pensa, e nessuno pensa ciò che dice [Odifreddi, Sta].
Buste paga
Da tempo la Ue sollecita i suoi membri a introdurre un salario minimo. Attualmente, solo sei Stati non hanno una legge in proposito: Danimarca, Austria, Finlandia, Sviezia, Cipro e Italia. Stando a un recente studio della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound), il Lussemburgo ha il salario minimo mensile più elevato (2.275 euro al mese), mentre la Bulgaria ha il più basso (332 euro). In sei paesi, considerati tra i più ricchi in Europa, il salario minimo supera i 1.500 euro: oltre al Lussemburgo, il gruppo comprende Irlanda (1.775 euro), Paesi Bassi (1.725), Belgio (1.658), Germania (1.621), Francia (1.603). Tutti gli altri sono sotto i mille euro, per lo più tra 500 e 700 euro [ItaOg].
In Italia sono contrari sia i datori di lavoro sia i sindacati. Il no dei primi è scontato. Quanto ai sindacati, temono che un salario imposto per legge possa avere effetti controproducenti per le categorie che hanno paghe più elevate, frutto della contrattazione tra le parti e di contratti di lavoro pluriennali. Nei dodici settori produttivi principali, i sindacati hanno firmato 60 contratti nazionali, con una copertura dell’89% degli addetti; a questi vanno aggiunti altri 796 contratti pseudonazionali, che riguardano l’11% dei lavoratori, per un totale di 856 contratti. Uno scenario tutt’altro che ottimale. Decine di indagini hanno accertato che il divario salariale e normativo tra i contratti nazionali e quelli pseudonazionali, firmati dai sindacati meno rappresentativi, è enorme, fonte di squilibri talmente gravi che hanno fatto aumentare, anziché diminuire, il numero dei lavoratori poveri. Il ministro Orlando sta tentando di superare le resistenze dei sindacati percorrendo una via sperimentale. In sintesi: chi guadagna meno del 60% del reddito che interessa il 50% dei lavoratori, è da ritenere povero. A conti fatti, tale qualifica riguarda circa un quarto dei lavoratori italiani, soprattutto quelli che lavorano pochi mesi l’anno, a tempo parziale o gli autonomi. Per consentire a questi lavoratori di uscire dalla povertà, il rapporto avanza cinque proposte, ritenute efficaci solo se applicate insieme. La prima misura riguarda l’introduzione di minimi salariali adeguati, accompagnati da una stretta vigilanza documentale delle imprese e dei sindacati. Le altre misure fanno da cornice alla prima, per assicurarne il successo. Dettaglio importante: il documento parla in modo esplicito di soluzione ponte, fissando in modo sperimentale minimi salariali per legge, oppure estendendo griglie salariali basate sui contratti collettivi per i settori non coperti. In questo modo la sperimentazione potrebbe concludersi con un provvedimento definitivo, condiviso dalle parti sociali.
Ulivi
L’on. Luciano Nobili racconta la telefonata di Berlusconi: «Caro Luciano, che piacere, ma lei verrebbe qui a cena a parlare di Quirinale con me, Sgarbi e tre giovani amiche? Mi dicono che pure lei è sensibile all’argomento…e poi so che ama abbracciare gli ulivi, come la capisco, qui ho un ulivo secolare, lo potrebbe abbracciare con tranquillità… come quali ulivi? No, non l’Ulivo di Prodi, quelli veri! Mi scusi ma lei non è l’onorevole Ciampolillo? Ah lei è Nobili… mi scusi tanto, ma Sgarbi mi fa un casino con questi telefoni… però sia chiaro: l’invito a cena con le tre giovani amiche è sempre valido!» [CdS].
Marx
L’arcivescovo di Monaco, cardinale Reinhard Marx, intervistato dalla Süddeutsche Zeitung, ha ribadito che, fosse per lui, il celibato sacerdotale dovrebbe essere abolito. Il cardinale ha detto che «per alcuni preti sarebbe meglio se fossero sposati. Non solo per ragioni sessuali, ma anche perché la loro vita sarebbe migliore, se non fossero soli». Quando il giornalista gli ha chiesto se, a suo dire, vi sia un collegamento tra celibato sacerdotale e preti pedofili, il cardinale ha risposto: «Questo non si può dire. Ma questa forma di vita attira anche persone non adatte, immature sessualmente. E la sessualità appartiene all’umanità».
Funerali
«Era più bravo di me», diceva, «ma non usava tutte le frecce del suo arco». Con la stampa scherzò sulla famosa vita da scapolo di Sordi («Gli chiedevo spesso: “perché non ti sposi?” E lui: “di Erminia non ce ne sono tante. Quando divorziate?”)», ma tornò serio quando disse: «Lui era nato nel ’20, io nel ’21. C’ho poco da campa’. Gli vorrei dire di lasciarmi un posto in Paradiso» (Nino Manfredi, al funerale di Alberto Sordi) [Rep, 26/2/2003].
Tempi 1)
«Mi fa ridere la dottrina del “fate presto”».
Cioè?
«È ridicolo che gli opinionisti televisivi, che peraltro vivono e ricamano sul caos, si siano indignati perché il Parlamento si è preso sette giorni per decidere. Sette giorni per stabilire chi va al Quirinale per sette anni, non mi sembrano tantissimi» [Giuseppe Cruciani, 55 anni, a Federico Novella, Verità].
Bambini
Nella fiction La sposa, conclusa su Rai 1, la protagonista nell’Italia anni 60 vuole convincere un bambino a frequentare la scuola, in tempi complicati. E gli dice: “Un giorno potrai diventare pure presidente della Repubblica”. E lui la guarda così, come se sapesse che non è così semplice e non lo sarà mai [Dipollina, Rep].
Teletini
Nel 1966, in Cronache del 2000, Dino Buzzati immaginò la futura Milano invasa dai “teletini”, «telefoni-televisori tascabili con i quali è possibile parlare e vedersi. Una moda diventata una sorta di frenesia» [Bellaspiga, Avv].
Tempi 2)
Le vicende cronologiche del Mose, il meccanismo che salva Venezia dalle acque alte, si misurano davvero su tempi biblici. Diciannove anni dopo la posa della prima pietra da parte dell’allora premier Silvio Berlusconi nel 2003, ventisette dopo la data fissata da Bettino Craxi per la consegna dei lavori, trentaquattro dopo il varo del modulo sperimentale tra squilli di tromba nell’ottobre 1988 al cospetto dell’allora doge Gianni De Michelis che fissava il fine lavori nel 1995, trentasette dopo la trionfante presentazione ad Amburgo del progetto delle paratie mobili che pure già nel 1982 (lo ricorda un’Ansa) aveva sollevato dubbi tra gli ingegneri idraulici, quasi mezzo secolo dopo l’abbozzo delle prime idee per fermare le acque alte, ben cinquantatré anni dopo la disastrosa alluvione del 1969, è arrivato infatti l’ennesimo rinvio: se va bene, la fine dei lavori promessa e ripromessa un anno dopo l’altro per un’infinità di volte, arriverà nel 2023 [Stella, CdS].
Autografi
Mario Vanzan, detto Max, il più celebre cacciatore di autografi sanremese. Figlio d’arte (già suo padre ottenne l’autografo di una giovane Nilla Pizzi su tavoletta d’argilla). L’anno scorso, per la prima volta dopo 27 anni di onorato stalking, Vanzan non ha ottenuto nessun autografo: l’Ariston era un fortino inespugnabile, nessun red o green carpet, zona rossa e città fantasma. Ma anche quest’anno il bottino è magro: uno sconsolato Vanzan, incontrato in piazza Colombo, mi confida di aver finora racimolato soltanto gli autografi di Giusy Ferreri, Roberta Capua e Emma – quest’ultimo per interposta persona: ha dato un foglietto all’assistente di Emma che poi gliel’ha riportato indietro firmato. “Va malissimo”, mi confida. “I cantanti sono inavvicinabili, entrano ed escono dal teatro dentro una macchina. Il Covid ha rovinato tutto”» [Foglio].
Tendenze
Carrefour, il colosso della grande distribuzione francese, ha acquistato nel mondo virtuale del videogioco Sandbox un terreno equivalente a 36 ettari di superficie reale. Prezzo: 120 unità della criptovaluta Ethereum, ossia poco meno di 300 mila euro. Su questo terreno, spiega a Le Figaro Élodie Perthuisot, direttrice della trasformazione digitale di Carrefour, si potrebbero organizzare «eventi o lanci di prodotti. La nostra strategia è essere al centro delle tendenze emergenti per comprenderle» [ItaOg].
Quirinale
«Assistendo alla settimana di passione quirinalizia, le immagini che restano più impresse non sono la Casellati che si auto-scrutina in tailleur e spilla da Madeleine Albright di Rovigo; né lo sguardo di Casini quando Mattarella riceve il plebiscito (“guarda e osserva cos’è la classe”, qualcuno commenta, come nel Divo). No, è il camion con gli averi di Mattarella, che da Palermo era pronto a portare tutto nella nuova casa in affitto (e lì, il ristrutturatore in noi, si chiede piuttosto: aveva già fatto i lavori? Sarà stata ristrutturata? Che ne sarà della caparra?). Mentre i più chic, quelli che ci sono stati, non lo invidiano per niente, Mattarella, ma non per le immani responsabilità: bensì per il palazzo del Quirinale che, quello sì, avrebbe bisogno di una bella rinfrescata» [Foglio].
Battesimo
La chiesa anglicana ha diramato indicazioni per la celebrazione di un rito specifico, che ricalca il battesimo, onde consentire ai transgender di venire chiamati col nome della nuova identità che hanno assunto. L’argomentazione è che il battesimo è il sacramento che consente a Dio di conoscere i propri fedeli per nome uno a uno, quindi in caso di cambio di nome, occorre un rito di aggiornamento [ Foglio].
Morti
I mormoni, in Ohio, ritengono di poter offrire ai trapassati, generalmente i loro, la possibilità postuma del battesimo. Fermo restando il libero arbitrio della persona di rifiutarlo, anche nell’Aldilà [CdS].
Moduli
L’Uaar, Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, mette a disposizione sul suo sito un modulo da spedire via posta alla propria parrocchia per chiedere di essere sbattezzati [Nuova Sardegna].
Monarchici
Al funerale di Giorgio VI parteciparono tre regine inglesi: sua madre Mary, sua moglie Elizabeth e sua figlia Elisabetta. Erano tutte vestite di nero, con un velo a coprire il viso, come donne talebane [Sta].
Repubblicani
A Corrado De Rinaldis, segretario del P.R.I., non è piaciuta l’idea di Matteo Salvini di fondare un «Partito Repubblicano. «Mi spiace, ma il Partito repubblicano in Italia esiste dal 1895», dice «la nostra è la storia della sinistra democratica italiana, erede di La Malfa e Spadolini. La storia di Salvini è di centrodestra». «Se vuole usare una sigla del mondo anglosassone, Salvini valuti la dizione partito conservatore», aggiunge Enzo Bianco, presidente dei liberal Pd [Rep].
Corvi
A Södertälje, vicino a Stoccolma, una startup sta addestrando corvi selvatici a depositare i mozziconi di sigaretta in una macchina che poi li smaltirà: per ogni mozzicone depositato, gli uccelli guadagnano cibo. Christian Günther-Hanssen, fondatore della Keep Sweden Tidy Foundation – la startup in questione – stima che l’uso dei corvi potrebbe salvare Södertälje, che attualmente spende 20 milioni di corone svedesi (1,9 milioni di euro) per la pulizia delle strade, facendole risparmiare il 75% dei costi [Reuters].
Intellettuali
La mattina del 6 dicembre 1273 san Tommaso d’Aquino, teologo, filosofo, scrittore e insegnante, mentre sentiva messa nella cappella di San Nicola del castello di Sanseverino ebbe una visione che lo lasciò turbatissimo: da allora non volle più scrivere nulla, reputando «come paglia» tutto il lavoro di una vita. Un anno dopo, morì [Avv].
Polemiche
«Luciana Lamorgese, che nessuno ha ancora capito cosa faccia al Viminale, si è vantata del fatto che in un anno “lo Stato ha provveduto allo sgombero di 57 stabili abusivamente occupati”; Fuori dal coro, una trasmissione tv, in 6 mesi ne ha liberate 36» [, ItaOg].
Stile
Il papillon di Alberto Arbasino, vero, non pre-annodato, certificato dal presidente Pertini, che li controllava ad uno ad uno alle cene al Quirinale del suo settennato [Michele Masneri, Stile Alberto, Quodlibet, 160 pagine].
Poker
Alvaro Vitali, quando uscì Ecce Bombo di Nanni Moretti: «Prima c’era solo il poker dei quattro grandi: Sordi, Gassman, Manfredi, Tognazzi. Ora c’è anche il poker dei quattro piccoli: Verdone, Moretti, Troisi, Vitali» (L’Espresso, 26/9/2002).
Europa
«La composizione tra gli Stati membri in Europa sta diventando più difficile che in passato, perché i conflitti di un tempo erano conflitti economici e, come scrivono i malevoli, basta dosare meglio le fette della torta. Negli ultimi anni i conflitti sono diventati di valori. Cos’è la famiglia? Cos’è il genere? Quanta sicurezza e quanta libertà? Questi sono conflitti più impegnativi, nei quali ci possono essere posizioni difficili da comporre» [Giuliano Amato, 83 anni, Sta].
Donne
Olympe de Gouges, prima a proporre il diritto di voto alle donne, fu fatta ghigliottinare da Robespierre [Mess].
Morte
La Papua Nuova Guinea ha abrogato la pena di morte 30 anni dopo averla reintrodotta perché, secondo il primo ministro James Marape, «non era un deterrente efficace contro i crimini gravi» [Avvenire].
Sultani
«C’è un proverbio molto famoso che dice che la testa coronata diventa più saggia. Ma vediamo che non è vero. Il bue non diventa re entrando nel palazzo, ma il palazzo diventa una stalla». Per aver citato questo proverbio circasso, in diretta sul canale della tv dell’opposizione Tele1, la nota giornalista turca Sedef Kabas è stata arrestata. L’accusa è di «aver insultato il presidente Recep Tayyip Erdogan», la stessa imputazione che dal 2014, anno di elezione del «Sultano», è stata usata altre 160 mila volte contro i cittadini turchi e ha prodotto 12.881 condanne [CdS].
Illuminazioni
La moglie di Dino Buzzati, Almerina, raccontava di averlo visto piangere una volta sola. Era il 1971, il Corriere della Sera voleva mandare a riposo i giornalisti di 65 anni d’età e lui, gli aveva ricordato il direttore, stava per compierli. «Tornò cupo dal giornale, si sedette al tavolo, la testa tra le mani. Era angosciato al pensiero di essere buttato fuori dall’organico degli effettivi. Poi, come folgorato, disse: “Non faranno in tempo a cacciarmi, morirò prima”. E si illuminò in volto» [Viganò, CdS].
Cavalli
«Dino Buzzati, scrittore sommo, nato il 16 ottobre 1906, morto per caduta da cavallo il 30 febbraio 2017» [l’epigrafe immaginata per sé da Dino Buzzati].
Cani e gatti
Ad agosto, forse per far piacere alla moglie animalista Carrie, Boris Johnson sarebbe intervenuto personalmente per evacuare 150 tra cani e gatti dalla Kabul in preda ai talebani con un volo del ministero della Difesa [CdS].
Commesse
Vittorio Sgarbi imperversa lungo il Transatlantico. Sta chiacchierando con il presidente del Veneto Zaia, quando arriva il governatore campano Vincenzo De Luca, che subito scherza indicandoli: «Ecco la destra europea». Poi ricorda di quando invitò Sgarbi a Salerno, per inaugurare la manifestazione “Luci d’artista”, e lui, «invece di osservare le opere, si è messo a guardare le commesse dei negozi. Un cinghialone, mai visto un depravato così». Grandi risate tra i presenti [Sta].
Amori
Gli amici di Michela Murgia, preoccupati per il suo stato di salute, controllano che non faccia sforzi. Quando vedono che la app salute del suo telefono denuncia un battito accelerato, subito pensano al peggio. Una fuga? Una camminata proibita? Solerti, le scrivono in chat. Ma lei li tranquillizza: «Figurati se esco dalla vostra guardiania… mi sto masturbando» [Zonca, Sta].
«Zalone, che aspira tanto a essere Alberto Sordi, forse è pigro, e a volte sembra il Sordi finale, quello che ammetteva di “non capire più i giovani”, quello di Io e Caterina, della sociologia con l’accetta. Quando si affrontano temi usurati bisogna studiare di più, non di meno. E, caro Zalone, mentre tu fai i tuoi uomini sessuali, a Sanremo noi eravamo già f***i da cinquant’anni».
Quando la conobbe, Jodith, oggi sua moglie, le disse subito che lei non voleva sposarsi né convivere né avere figli. Com’è finita?
«Che siamo sposati, viviamo assieme e abbiamo due figlie» [Carlo Lucarelli, 61 anni, a Roberta Scorranese, CdS].
«Ai miei coetanei suggerirei di non darsi mai per vinti, di non stare seduti sul divano, di andare a ballare, e se si è soli cercare un compagno e amarsi. E in dosi giuste, fare l’amore. Così, non si invecchia mai» [Iva Zanicchi, 82 anni, a Maria Volpe, CdS].
A metà degli anni 80 era sulle pareti degli adolescenti di tutta Italia. Lei, invece, di chi si era appesa il poster?
«Di Miguel Bosé. E Pierre Cosso: avevo una cotta per lui dal Tempo delle mele».
Poi ci si fidanzò.
«Lo conobbi a Parigi in una radio, dove promuoveva un duetto con Nikka Costa. Avevo 21 anni. Al primo appuntamento passò a prendermi in moto: io ero elegantissima, con i tacchi, lo avrei ucciso!»
Lo sente ancora, Pierre Cosso?
«Sì, ogni tanto. Vive in Polinesia. Con mio marito pensiamo sempre di andare a trascorrere lì un Natale, ma non riusciamo mai» [Sabrina Salerno, 53 anni, a Elvira Serra, CdS].
«L’isola di San Servolo, dove c’era il manicomio maschile di Venezia, mi aveva fortemente turbato, ma anche conquistato. La vedevo dalla Serenissima. Se ne stava lì, placida e lucente. Vicinissima e lontanissima, come in un miraggio. Misteriosa e seducente, come un’isola delle sirene: richiamo oscuro, ispirazione e stimolo a stravaganti trasgressioni sessuali. Un bel giorno di agosto, forse di mattina, stavo passando in barca con una ragazza. Un ricoverato mi fece segno di avvicinarmi all’inferriata. Io rallentai la vogata alla valesana. «Paronsin – mi disse – ghe par vita questa?». Lanciava occhiate ardenti alle gambe della mia amica. Io le feci cenno di allargare le cosce. Il matto, con lo sguardo smarrito nell’oscura perdizione dei sensi, sbavando se lo menò. D’improvviso fui colto da uno stordimento, barcollavo sullo s’ciopon non per il moto ondoso, ma come trasportato fuori dalla realtà. Eccitato e già in erezione, mi allontanai ingordo di vizi e perversioni, ansioso di piantare il remo in secca e tuffarmi sulla mona dolce e salata come l’acqua della laguna, assetato di certezze e ritorni alla realtà» [Tinto Brass e Caterina Virzì Una passione libera Marsilio, 2021].
Com’è l’amore a 60 anni?
«È molto sorprendente, perché sei più selettiva. Le donne sono più smaliziate e hanno anche più pretese».
Questo non dovrebbe rendere la cosa più difficile?
«Sì, lo è, perché gli uomini sono spaventati da donne così. Le maggiori pretese spesso coincidono con il fatto che gli uomini non ti vedono perché non ti guardano, perché non hai più vent’anni. E la scommessa dei romanzi d’amore che ho messo in piedi è proprio che ci sia in mezzo a tanti uomini che non vedono, uno che, invece, ti ha guardata» [Lidia Ravera, giornalista e scrittrice, 70 anni, a Cristina Mancuso, Mess].
Il momento in cui ha detto ai suoi di essere omosessuale?
«Mai».
Lo avevano capito?
«Camera mia era tappezzata di Marlon Brando, James Dean, Raf Vallone. Mio padre perplesso chiedeva a mia madre: “Perché non appende Marylin Monroe?”».
Risposta?
«È piccolo, crescerà».
Invece?
«La mia camera oggi è uguale a quella di allora, solo che le foto sono di Channing Tatum che peraltro mi segue su Instagram. Io gli scrivo, lui visualizza, non risponde. Io mi arrabbio, gli riscrivo. Lui visualizza, mette un cuore. Adesso non mi risponde da mesi».
Quindi?
«Non gli scriverò mai più. Credo» [Cristiano Malgioglio, a Teresa Ciabatti, 7].
Pamela Anderson e Tommy Lee sono stati protagonisti dello scandalo mediatico più clamoroso degli anni Novanta. Il video della notte di nozze della star bagnina di Baywatch e del batterista dei Mötley Crüe, rubato da un carpentiere che ristrutturava la loro villa e messo in rete è diventato il primo e famigerato video virale, condiviso e messo in loop alle feste, doppiato in milioni di copie vendute sul web [Finos, Rep].
«Una delle cose che mi fanno amare ancora di più mia moglie è che quando abbiamo deciso di sposarci, mi ha chiesto: “Beh, ora non mi porti a conoscere tua madre?”. E siamo andati insieme al Monumentale. Non ero più tornato al cimitero dopo il funerale: è morta il 15 dicembre 2003» [Pino Insegno, 62 anni, a Elvira Serra, CdS].
La app Aill Goen, una sorta di Tinder aziendale giapponese, che promette di far sbocciare l’amore con quella collega di scrivania a cui magari non abbiamo mai avuto il coraggio di rivolgere la parola o con quel tipo affascinante incrociato di sfuggita alla macchinetta del caffè. Funziona così: l’impresa sottoscrive un abbonamento all’app (6mila yen al mese, 46 euro) e offre il servizio ai propri dipendenti sotto forma di benefit compreso nel pacchetto di welfare. I lavoratori che decidono di iscriversi si creano il loro profilo e possono iniziare la ricerca della felicità andando a sbirciare gli account dei colleghi [Modolo, Rep].
Tamberi, lei sembra corrispondere al modello del maschio in carriera, che vive di ansie e stress. Chiara è sempre lì, accanto a lei. A ruoli invertiti, lei farebbe lo stesso?
«Credo di sì».
Matrimonio?
«Settembre 2022» [Gianmarco Tamberi, 29 anni, CdS].
È vero che con Sabrina si sposò in un agriturismo?
«Vero. C’era un Quartetto d’archi. In totale eravamo in diciotto» [Alessandro Gassman, 56 anni, a Valerio Cappelli, CdS].
Buste paga
Secondo due avvocati intervistati da Bloomberg, il principe Andrea, se la causa per abusi sessuali andrà a giudizio, dovrà affrontare spese legali a sette cifre (come minimo). Il costo della transazione dovrebbe essere ben superiore ai 5 milioni di dollari. Con una fortuna personale stimata dalla sua banca privata, nel 2017, a 5 milioni di sterline (6,8 milioni di dollari), finanziare il processo sarà un problema.
La cantante Rihanna deve ai cosmetici l’ottanta per cento della sua fortuna. La giovane barbadiana è entrata sei mesi fa in classifica come neomiliardaria: il suo patrimonio è stimato attorno a 1,7 miliardi di dollari (1,4 miliardi di euro). Davanti a lei, nel mondo dello spettacolo, c’è soltanto Oprah Winfrey [, CdS].
Nelle quattro foto con il pancione postate sul suo profilo Instagram, Rihanna indossa una giacca Chanel e porta al polso un Rolex King Midas da 40mila euro.
Sundar Pichai, ceo di Alphabet, società madre di Google, nel 2019 ha guadagnato 280,6 milioni di dollari. La stragrande maggioranza di quel denaro – circa 277 milioni – è sotto forma di premi in azioni [Sta].
Alphabet ieri durante le contrattazioni a Wall Street è arrivata a guadagnare il 9,5% con una capitalizzazione di 2 mila miliardi di dollari. La società ha chiuso il 2021 con un utile di 76 miliardi [CdS].
Nel 2021 Donald Trump ha raccolto 122 milioni di dollari, più del doppio di quelli incassati dal comitato nazionale del partito repubblicano [Avv].
In Germania, negli ultimi anni, le vendite dei castelli sono triplicate. Un Wasserburg del sedicesimo secolo, cioè un castello circondato da un fossato d’acqua, come in una favola, nella Sassonia-Anhalt, con annessa una birreria e una stalla, è in vendita per due milioni e mezzo di euro, ma la ristrutturazione costerà almeno un altro paio di milioni. Il castello barocco di Heinsheim, vicino a Heilbronn, con due annessi e una cappella, si compra con 3,2 milioni. Ed è in buono stato. Il castello di Dietldorf, costruito tre secoli fa, con 97 ettari e una riserva di caccia, è messo in vendita da una nobile famiglia italiana, per 4,9 milioni di euro. È in buone condizioni, ma l’acquirente deve pensare allo stipendio di una squadra di giardinieri e di guardiacaccia. E sarà necessario installare il riscaldamento. Ma chi compra un castello non dovrebbe preoccuparsi delle bollette [, ItaOg].
In Germania ci sono circa 25 mila castelli, ma solo 5 mila sono abitabili.
David Solomon, numero uno di Goldman Sachs, detto «ceo-dj» in quanto patito di musica house, nel 2021 ha incassato 35 milioni di dollari, ovvero il doppio dei 17,5 milioni di dollari ricevuti nel 2020 [Sta].
La banca gli paga uno stipendio base annuo di 2 milioni di dollari più un compenso variabile di 33 milioni di dollari, il 70% del quale sotto forma di compenso azionario basato su obiettivi aziendali.
«Nella sua storia Alitalia è stata tutto meno che una società impostata e gestita per creare ricchezza. Oggi Ita è impostata per svolgere la funzione prima di una spa e il segreto è semplice. Tutti i suoi lavoratori, compreso il sottoscritto, hanno il 15% del loro compenso salariale legato all’andamento della società» (Alfredo Altavilla, ex braccio destro di Sergio Marchionne nel salvataggio della Fiat, oggi ad di Ita) [ItaOg].
Nel 2020 l’ad di Blackstone Group, Stephen Schwarzman, ha intascato 610,5 milioni di dollari, tra dividendi e compensi. Più di qualsiasi altro dirigente di private equity [Sta].
Ricchezza netta delle famiglie italiane a fine 2020: 10 mila miliardi di euro (dati forniti da Istat e Banca d’Italia, che l’hanno stimata sommando attività reali, come terreni e immobili, e attività finanziarie, come depositi, titoli, azioni, etc.) [Foglio].
Fa 166.667 euro a testa, neonati compresi.
«Oggi se non ti metti la mascherina all’aperto prendi 400 euro di multa e mi pare strida un po’ a confronto col fatto che uno che non si vaccina a cinquant’anni ne prende solo una da 100 euro» (Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive del San Martino di Genova) [ad Agorà, Rai Tre].
La benzina self è arrivata a 1,802 euro al litro (venerdì era a 1,788) [Mess].
Il presidente russo Vladimir Putin dichiara proprietà e rendite modeste: uno stipendio pubblico di circa 130 mila euro l’anno (dato 2020), un appartamento da 77 mq, un garage da 18, due auto vintage Volga GAZ M21, un Suv [Soave, CdS].
C’è da crederci? Mah! Nel 2017, l’imprenditore Bill Browder, ex capo di uno dei più grandi fondi d’investimento in Russia, oggi molto critico con il Cremlino, in audizione davanti al Senato degli Stati Uniti, ha stimato la fortuna di Putin in «200 miliardi di dollari di denaro sporco», occultati all’estero. Fortuna che ne farebbe uno degli uomini più ricchi del mondo.
La villa The One, a Bel Air, residenza di lusso più costosa d’America – 100mila metri quadrati, dei quali 73.934 mq sono la superficie della casa padronale che conta 20 camere da letto, 30 bagni, sala da bowling, una spa, una sala per le proiezioni da 40 posti e una discoteca, e parco con campi da golf e da tennis, piste da corsa e bowling – andrà all’asta il 28 febbraio. A fissare la data è Concierge Auctions, società immobiliare residenziale con sede a New York e in Texas, che ha già aperto la raccolta delle offerte. Il prezzo base d’asta parte da 295 milioni di dollari (264,7 mln di euro), ribassato rispetto alla precedente richiesta astronomica di 500 milioni di dollari che non ha trovato acquirenti [ItaliaOggi].
Giornali
di Ilario Lombardo
La Stampa
«A questo punto non avevo più scelta. O rassegnarmi a diventare il megafono di Berlusconi. O andarmene». Era l’11 gennaio del 1994 e con queste parole Indro Montanelli lasciava la direzione del Giornale, da lui fondato 20 anni prima. Quasi 30 anni dopo è Silvio Berlusconi a dire addio alla testata, di cui è socio dal 1977 (allora con una quota di minoranza del 12%) e che dal 1992 è nelle mani del fratello minore Paolo attraverso la Società Europea di Edizioni. Nelle prossime ore si potrebbe capire di più della trattativa che trasferirà Il Giornale nelle mani di Antonio Angelucci, imprenditore romano nel campo della sanità, deputato da tre legislature di Forza Italia, che in Parlamento però si è visto poco o nulla, e già editore de Il Tempo e Libero. L’orizzonte di questa acquisizione, è evidente, è la creazione di un polo editoriale della destra italiana. Lo schema della fusione prevede una sinergia tra testate. Una delle ipotesi che circola è di agganciare Il Tempo e Libero come cronache cittadine, rispettivamente di Roma e di Milano, a Il Giornale che invece offrirebbe la parte nazionale.
Ma al di là delle strategie editoriali, il cambio di proprietà è a suo modo un capitolo della fine del berlusconismo che ha segnato gli ultimi tre decenni della storia politica italiana, tra strepitose vittorie politiche, scandali giudiziari, condanne, epiloghi boccacceschi, fino alla scommessa estrema di qualche giorno fa: tentare l’impossibile elezione al Quirinale. Il Giornale è stato quel megafono che Montanelli non voleva diventasse la sua creatura: ha cavalcato la campagna di Berlusconi per il Colle, pubblicando il manifesto (uscito poi anche sul Corriere) che elencava le qualità dell’ex premier, politiche e non, tra le quali l’indubitabile «è padre di cinque figli e nonno di quindici nipoti».
Croce e delizia della famiglia Berlusconi, da anni la figlia Marina chiedeva al padre di venderlo. Finché due anni fa non ha ridotto la quota di Mondadori a meno del 20%, lasciando allo zio Paolo oltre il 78. Nella storia del Giornale è disegnata la parabola politica del fondatore di Fi, padre padrone di un partito che da egemone è diventato minoritario nel centrodestra. E che da ieri l’ex premier dice di voler riportare al centro, in uno spazio moderato, lontano dalle intemperanze sovraniste di Matteo Salvini. Sarà interessante capire cosa succederà. Pur restando in Fi (con il record di assenze alla Camera) Angelucci negli ultimi anni ha flirtato con il leader leghista. Perché era in ascesa. Ma, appunto, come tante storie d’amore, anche quelle editoriali finiscono.
Ilario Lombardo
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