
Dio si sta suicidando e le prove aumentano ogni giorno di più. E sia chiaro non sono prove scaturite da guerre, sofferenze e pandemie, quelle sono sempre esistite. La morte di Dio esiste e nasce grazie all’incredulità dei “fedeli”.
Il progresso scientifico ha pian piano sgretolato le certezze spirituali e i dogmi della chiesa che per forza di cose è stata costretta ad ammettere sempre più evidenze scientifiche. Sono sempre meno i giovani credenti e ancora meno quelli praticanti, le vecchie generazioni, ahimè, sono destinate a estinguersi e con loro la fede in Dio. Di conseguenza se nessuno crede in te, se nessuno ricorda il tuo nome non esisti.
Questo non è ovviamente un processo immediato ma una metamorfosi che richiede un enorme ricambio di sangue e il passare di parecchie generazioni. Arrivati dunque a queste conclusioni si rivela il senso dell’umanità e dell’esistere: Dio era semplicemente onnipotente, semplicemente infinito, semplicemente stanco di esserlo. L’unico modo per sparire e per “morire” era paradossalmente esistere per poi essere dimenticato. Un concetto che i ministeri della fede e della religione non prenderanno mai in considerazione, preferendo immaginare che dio ci abbia creato per puro stimolo di generosità e non riuscendo a considerarlo come un’entità tutto sommato semplice che voleva semplicemente adempiere i suoi interessi.
Oggettivamente il tempo di genesi della terra, dell’umanità e della sua consapevolezza è estremamente breve nei confronti di un’entità senza inizio e senza fine come Dio. Feuerbach sosteneva erroneamente che Dio è un riflesso dell’uomo creato dall’uomo stesso, ma è molto più plausibile che sia stato l’uomo a essere riflesso di Dio. Ammesso che il principio e la creazione siano opera divina, dovremmo ammettere anche che l’evoluzione e il moto perfetto d’ogni cosa che consente la vita siano opera sua, cose che avevano l’obbiettivo di essere scoperte e comprese e di conseguenza di smentire la sua esistenza, insomma, non siamo i suoi figli, siamo solo il cappio stretto al suo collo.
Sia chiaro, ciò che ho scritto non vuole in nessun modo essere blasfemo o tentare di dar senso alla nostra vita, al contrario, tenta in ogni modo di legittimare l’esistenza di Dio, di dare uno scopo diverso e più plausibile al Signore. D’altra parte Egli ci ha creato a sua immagine e somiglianza e non può essere solo una questione fisica, è plausibile che ci abbia trasmesso anche il più caratteristico dei tratti umani, l’egoismo.
di Giuseppe Spada
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