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Diritti “Imbavagliati”, torna a Napoli il festival internazionale del giornalismo civile

Redazione Informare
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23 maggio 20226 min di lettura

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Diritti “Imbavagliati”, torna a Napoli il festival internazionale del giornalismo civile

Indice (5)

  • 1Il primo sit-in italiano per Julian Assange
  • 2Il focus sull’Ucraina di Imbavagliati Festival
  • 3“Più forte della Paura” sulle tracce di Luca Attanasio
  • 4Whirlpool: i figli di un’informazione minore
  • 5L’opera di Pannone a Imbavagliati: «Speranza per la Whirlpool»

Diritti negati, vite distrutte, bocche imbavagliate. Arriva ad una straordinaria VII edizione l’appuntamento del festival internazionale del giornalismo civile “Imbavagliati”, ideato e diretto da Desirée Klain, giornalista impegnata da anni nel far luce sui diritti dei professionisti (e non) dell’informazione che sotto regimi dittatoriali o stati oppressivi subiscono censura e sono vittime di persecuzioni.

Negli ultimi anni la condizione del giornalismo e l’informazione internazionale è andata peggiorando, tra l’ombra della pandemia e la disinformazione, assieme al pericolo della guerra per i reporter. Il focus del festival che si è svolto al PAN – Palazzo delle Arti di Napoli dal 16 al 19 Maggio, ha provato a far riemergere temi poco considerati dall’onda mediatica ormai troppo abituata a concentrarsi su pochi temi e in modo superficiale.

Il primo sit-in italiano per Julian Assange

Imbavagliati PAN
Imbavagliati PAN

Non solo Ucraina quindi: Siria, Afghanistan, Nigeria. Le guerre dimenticate. Ospiti del festival Asmae Dachan, giornalista professionista, fotografa, poetessa e scrittrice italo-siriana, nel 2019 insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; la giovane Wafa Ali Mustafa, attivista per i diritti umani e giornalista siriana in esilio a Berlino, diventata simbolo della Resistenza;  Waad- al-Kateab, giornalista e regista, dal 2011 in prima linea nel documentare la guerra civile siriana, nominata per premio Oscar per il documentario “For Sama” e Fouad Roueiha, project manager nell’ambito della cooperazione internazionale, esponente del comitato “Kaled Bakrawi” e responsabile per la Siria di “Osservatorio Iraq”.

Ma l’Occidente non è innocente: ad aprire il festival un sit-in per chiedere libertà per Julian Assange, giornalista privato della sua libertà per il lavoro d’inchiesta sui crimini statunitensi in medio oriente. Dopo aver vissuto anni braccato e in fuga dai tribunali statunitensi, ora rischia l’estradizione e pene fino a 175 anni di carcere.

Il focus sull’Ucraina di Imbavagliati Festival

Importante anche la presenza di una delegazione di inviati e giornalisti ucraini, a ricordare ciò che sta accadendo nell’Est Europa ed in particolare in Ucraina tra crisi migratorie e occupazione russa.

Imbavagliati
Imbavagliati

Se n’è parlato attraverso le testimonianze di Oksana Chelysheva, collaboratrice di «Novaya Gazeta», storica testata per la quale ha lavorato con la sua “maestra” Anna Politkovskaja con la direzione del Premio Nobel per la Pace 2021, Dmitry Muratov. La giornalista russa è in esilio in Finlandia e sotto scorta dal 2007. Assieme a lei Alexander Nevzorov, ex deputato della Duma: il famoso giornalista 63enne è stato il primo personaggio ad essere incriminato in base alle norme bavaglio di Mosca, dopo aver pubblicato informazioni secondo le quali le forze russe avevano bombardato un ospedale per la maternità a Mariupol.

Nel panel anche Maria Magarik, giornalista Rai, che è stata autrice di diversi reportage per Rai 3 e Rai 1, realizzati nei Paesi dell’ex URSS. Magarik segue ora in prima linea temi di attualità economica internazionale, tra cui la guerra energetica e le sanzioni alla Russia. Presente anche Olga Kurilenko, giornalista e corrispondente per la televisione ucraina, costretta a lasciare Kharkiv, sua città natale, pochi giorni dopo l’aggressione dell’esercito russo e l’inizio del conflitto.

“Più forte della Paura” sulle tracce di Luca Attanasio

Cruciale nel secondo giorno del festival Imbavagliati la presentazione di “Più forte della paura”, libro di Antonella Napoli che celebra la vita e gli ideali dell’ambasciatore Luca Attanasio, ucciso il 22 Febbraio 2021 in Congo. Il libro «accende i riflettori su luoghi e conflitti dimenticati e sull’impegno che tanti operatori di pace profondono per portare la pace ogni giorno nel mondo».

Imbavagliati
Imbavagliati

A metà tra l’inchiesta e il romanzo, il libro racconta la piaga del tragico e inaccettabile fenomeno dei “bambini soldato” che è «la più crudele forma di violazione dei diritti umani, seguendo la storia di Suleya Auma, distrutta nel corpo e nello spirito, ma capace nonostante tutto di reagire. Una tragedia, quella che ha riguardato Suleya e tanti altri e altre come lei, che in tutti gli scenari di guerra nel Sud del mondo continua a consumarsi nell’indifferenza ormai da troppo tempo e che sembra essere impossibile da arginare».

 A presentare il libro con l’autrice esperta di politica internazionale, il Console del Congo a Napoli, Angelo Melone, la giornalista di Repubblica, Ilaria Urbani e Marco Cesario, giornalista.

Whirlpool: i figli di un’informazione minore

L’ultimo giorno è stato dedicato ai temi del lavoro e dell’immigrazione. In quest’ultimo caso attraverso le storie di Fatou Diako, Mario Morcone e Stefano Corradino. Testimonianze e denunce coraggiose, che hanno parlato di un pensiero ancora arretrato ma fortemente radicato e difficile da estirpare, quello del razzismo.

Poi alla presenza di una delegazione di operai della Whirlpool la proiezione di “Via Argine 310”. Il documentario di Gianfranco Pannone ricorda le lotte operaie dentro e fuori la Whirlpool attraverso la voce narrante di Alessandro Siani, anche lui figlio di un lavoratore dell’impianto.

L’opera di Pannone a Imbavagliati: «Speranza per la Whirlpool»

«Con i lavoratori ho condiviso un’esperienza lunga un anno e anche qualcosa di più. Fanno tutti parte del Presidio Whirlpool Napoli non molla» spiega il regista Pannone: «Per ora hanno perso la loro battaglia, la multinazionale della lavatrice Whirlpool li ha licenziati senza troppi scrupoli, ma uno spiraglio c’è ed è legato a un nuovo consorzio industriale, sempre nell’area di Napoli Ponticelli. Speriamo…».

Immagine articolo

La notizia dei licenziamenti, tutta la rabbia. Poi le lotte attorno ai comitati dei lavoratori, la delusione delle sconfitte e la solidarietà di una città e un paese contro la vergognosa “punta di diamante” delle ingiustizie: la perdita del lavoro. «Tutto questo lo racconto in un film doc prodotto da Bartleby Film, Via Argine 310 (l’indirizzo storico della fabbrica)».

A conclusione della giornata “Figli di un’informazione minore”, focus sulla situazione di precarità dei giornalisti campani, in una regione che vede un’altissima densità di pubblicisti ma una scarsità di professionisti. Così, stretti attorno ad un’ideale Mehari di Giancarlo Siani, simbolo di questo festival, si chiude un’edizione necessaria oggi più che mai.

Di Ciro Giso

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  • #DIRITTI
  • #giornalismo
  • #Imbavagliati
  • #PAN
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