
Il divario di genere interessa anche il mondo dell’imprenditoria: le donne costituiscono solo il 15,5 percento dei fondatori di start-up europee.
Il cosiddetto “gender gap” è ormai da tempo entrato nel novero dei quotidiani argomenti di discussione. Se è vero che oggi molti stereotipi del passato sono dimenticati, rimane, tuttavia, ancora molta strada da percorrere. Settori in cui permangono forti squilibri tra uomo e donna sono senza dubbio quelli dell’imprenditoria e degli studi accademici. Da una recente ricerca condotta a livello europeo emerge che solo un terzo dei laureati in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica sono donne. Nel mondo delle imprese, invece, le donne costituiscono solo il 15,5 percento dei fondatori di start-up europee.
Il termine start-up deriva dal verbo inglese to start up, che significa partire, avviarsi, mettersi in moto. In ambito imprenditoriale si fa riferimento ad una azienda neofita generalmente da poco quotata nel mercato azionario. Elemento chiave per l’identificazione è la caratteristica della “scalabilità” ovvero della possibilità di ascesa per gli investitori al controllo azionario.
Nonostante queste imprese neofite fondate da donne siano in netta minoranza, da uno studio sugli indicatori di performance si evince che le aziende con governance femminile superino in termini prestazionali le loro concorrenti avviate da uomini. Un dato incoraggiante che arriva nell’International Day of Women and Girls in Science che si celebra annualmente l’undici febbraio.
A presentare questi dati è EIT Health, organizzazione sostenitrice dello sviluppo dell’innovazione sanitaria. Chiara Maiorino, Ecosystem Lead for Italy di EIT Health InnoStars, ha così commentato la notizia: ”Mettere in luce le donne innovatrici non è solo fondamentale per le loro stesse start-up, ma aiuta anche a generare un impatto sociale più ampio per attrarre più donne nelle STEM (science, technology, engineering and mathematics ndr) e nell’innovazione.”
Come procede, invece, nel nostro Paese con l’imprenditoria femminile? Di recente, il governo, ha predisposto un piano di incentivi per le donne che in società ma anche in forma individuale o tramite partita iva, si affacciano al mondo delle imprese. Nell’ambito del Pnrr sono stati stanziati circa 160milioni di euro che saranno così ripartiti: incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili; incentivi per lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili. Un piano ambizioso che potrà sicuramente dare un contributo prezioso nel livellare le differenze di genere.
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