
Da Palazzo Madama nella tarda serata di ieri, Mario Draghi incassa 262 voti a favore. Il nuovo premier ringrazia e promette di ricambiare la stima coi fatti: “Impegno per inserire l’ambiente nella Costituzione, il mondo della cultura va sostenuto e occorre investire nel turismo, quei soldi tornano indietro”.
I senatori del sì sono 262, i voti contrari 40 mentre 2 sono gli astenuti, il governo Draghi così incassa la prima fiducia al Senato. Nonostante l’ampia maggioranza, di ben 101 voti in più rispetto alla maggioranza assoluta fissata a 161, l’ex numero uno della Bce e governatore della Banca d’Italia non è riuscito a battere il primato raggiunto da Mario Monti nel 2011 con 281 voti a favore: 19 in più di quelli ottenuti nella serata di ieri.
“Questo governo conferma l’impegno di andare nella direzione dell’inserimento nella Costituzione dei concetti di ambiente e sviluppo sostenibile su cui sta lavorando il Senato con un progetto di legge. Confermo che il Parlamento sarà informato in modo adeguato e tempestivo sul complessivo programma e sulle politiche specifiche di intervento. Dallo sviluppo sostenibile al rischio di perdere il patrimonio della cultura. Molto è stato fatto per assicurare ristori adeguati, ma serve fare molto di più. Il ritorno alla normalità deve riguardare anche la cultura. È imprescindibile per la crescita e il benessere del Paese“.
Il premier ha poi continuato il suo discorso spiegando che al G7 si lavorerà intensamente sul tema cultura mentre resta al centro del programma il terzo settore e in particolare il turismo:“Alcune imprese rischiano di non riaprire dopo la pandemia, ma non è questo il caso del turismo. Occorre investire in questo settore, quei soldi tornano indietro”. Dopo il discorso, l’emiciclo applaude in risposta alle parole di Draghi che ringrazia e promette di rispondere coi fatti e i risultati del governo da lui presieduto.
Uno storico debutto per il neo presidente del Consiglio, ieri sera un discorso pragmatico e un “grido di guerra alla pandemia” hanno fissato le sfide del governo Draghi, tra le quali in cima alla lista c’è la ricostruzione del Paese: “Come nel dopoguerra”. Spiega il premier. Dalla Lega al Pd, il governo dell’ex numero uno della Bce ha ottenuto un’ampia maggioranza con 262 voti a favore. Senza ignorare però i dissidenti del M5s, i 19 contrari di FdI e il no annunciato di una parte di Sinistra italiana, che ha fatto scendere il consenso del governo sotto l’asticella di 281 senatori e 556 deputati, record del governo Monti.
Di Pasquale Di Sauro
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