
Di fronte alla Villa Comunale di Casapulla, nella giornata del 22 Giugno, su di una grande parete bianca appartenente ad un contesto abitativo, comparvero due frasi iconiche. Due piccoli testamenti politico-sociali pronunciate rispettivamente da due totem della storia contemporanea, due esempi di lotta per i diritti umani: l’attivista politico Malcom X e il pugile Muhammad Ali, anch’egli storicamente impegnato nella difesa dei diritti per gli afroamericani.
“È impossibile per una persona bianca credere nel capitalismo e non credere nel razzismo. Non puoi avere il capitalismo senza razzismo.“ (Malcolm X).
“Odiare le persone a causa del loro colore è sbagliato. E non importa quale colore susciti l’odio. E’ semplicemente sbagliato.” (Muhammad Ali).
Autore di questo importante lavoro artistico, ma anche sociale, è Jorit. Street Artist italiano, 30 anni e Napoletano. Conosciuto proprio nella città partenopea e nelle sue periferie per i suoi imponenti murales. Principalmente volti, e che volti. Jorit affianca a un profondo realismo e a una grande padronanza tecnica del mezzo pittorico forti messaggi di natura sociale.
E allora a San Giovanni a Teduccio ammiriamo il volto (ormai Santo) di Diego Armando Maradona e del Che Guevara, Pier Paolo Pasolini a Scampia, Ilaria Cucchi in zona Arenella, Nino D’Angelo a San Pietro a Patierno, Troisi nella sua San Giorgio a Cremano, oppure Martin Luther King a Barra. Senza contare le innumerevoli opere sparse in giro per l’Italia e nel mondo. Tutti i volti dipinti da Jorit hanno una caratteristica: due strisce rosse sulle guance.
Durante i suoi viaggi in Africa, l’artista entra in contatto con le persone appartenenti a diverse tribù locali ed approfondisce il rito della scarificazione.
Alcune tribù in Tanzania e Kenya segnano i volti degli appartenenti alla tribù stessa come simbolo di fratellanza ed accettazione oppure come simbolo di ingresso nell’età adulata; la scarificazione consiste in diverse tecniche, ma la più usata è costituita da tagli di varia forma e lunghezza: ogni tribù ha il proprio rito e questo permette anche di riconoscere la tribù di appartenenza di una persona.
Affascinato da questo concetto, Jorit ha deciso di trasportarlo all’interno dei suoi muri creando quella che lui chiama Tribù Umana o Human Tribe: il colore della pelle, degli occhi, dei capelli, la tua età, il fatto di essere uomo o donna non ti rendono migliore o peggiore, siamo tutti esseri umani ed apparteniamo ad una grande tribù. (Fonte: Disagian)
I lavori, partiti con l’annuncio social a sorpresa dell’Assessore del Comune di Casapulla Andrea Martusciello insieme all’Art Director Gigio Rosa, noto conduttore radiofonico di Radio Marte, hanno scatenato molta curiosità nei confronti di questo singolare evento: Anche un piccolo comune del casertano come Casapulla, ha la sua opera d’arte.
Nella giornata del 22 Giugno, Jorit e i suoi collaboratori, lavorano al progetto sotto il sole di una afosa giornata di inizio estate. Giorno dopo giorno, le storie Instagram esplodono, raccontano del proseguimento dei lavori dell’artista napoletano, c’è stupore e quasi incredulità. Sicuramente c’è orgoglio, perché non è un semplice graffito ma un qualcosa di più: un messaggio, speriamo recepito, a tutti quelli che si fermeranno ad ammirare l’opera.
Ed ecco che, rimbalzando sulle due frasi, prendono vita i contorni e poi il volto di LeBron James, testimoniando l’imminente chiusura dei lavori. Il volto di uno dei più famosi giocatori di basket adesso prende vita, giganteggia insieme al suo corpo che indossa una maglietta con una scritta ormai iconica: “I CAN’T BREATHE”.
Una frase per la morte di George Floyd, l’afroamericano ucciso a Minneapolis per soffocamento da un agente di polizia. Lebron James, star dei LA Lakers ha postato sui social nuovamente la foto con la scritta “I can’t breathe”, (trad: non riesco a respirare), indossata già nel 2014 per Eric Garner, morto in circostanze simili a quelle di Floyd.
Si è tanto parlato del valore sociale della street art. Questi murales, oltre che un impatto scenografico, hanno un significato. Hanno intrinseco un messaggio da veicolare, un verbo da diffondere. Inoltre, fungono a migliorare l’estetica di un territorio, danno personalità e vigore ad un luogo, raccontano la vita, le gesta e la morte di personaggi impegnati nel dare un senso alla loro esistenza: che siano essi attivisti politici, artisti, scrittori, persone comuni o sportivi, tutti hanno la stessa importanza.
di Gianrenzo Orbassano
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