
Basta accendere la televisione e ascoltare un notiziario per rendersi conto della dicotomia esistente tra le notizie che si susseguono.
Si passa in un attimo da news piene di scienza, conoscenza, sviluppo, futuro (prossima conquista di Marte e sua terraformazione, Ingegneria genetica, Immunoterapia, Intelligenza Artificiale …), allo “sciamano” che occupa il Campidoglio Americano o affermazioni senza senso di persone che vivono in completo analfabetismo funzionale. Si sta sempre più formando/consolidando un divario tra chi vive nella conoscenza e proiettato nel futuro e chi, non conoscendo e/o comprendendo, subisce il cambiamento, cercando spesso anche di ostacolarlo. Qualcuno tra i lettori, già sta pensando che è sempre stato così, questa forbice tra chi conosce e chi no c’è sempre stata. In parte è vero, ma oggi è tutto talmente veloce, incluso la quantità di nuove informazioni da apprendere ed aggiungere alle precedenti nell’unità di tempo, che questo gap tra chi conosce e chi no si amplia sempre più.
L’evoluzione biologica (basata sulla mutazione-selezione) nella specie umana, viene affiancata in parallelo dall’evoluzione culturale la quale, di sovente, indirizza e condiziona la stessa evoluzione biologica ( basti pensare all’ingegneria genetica e non solo) ed è responsabile di profondissimi cambiamenti nell’umanità.


Penso che necessitiamo di una scuola “moderna”, dove tutte le tecnologie vengano utilizzate in positivo, con competenza e Cum grano salis, senza demonizzarle/rifiutarle in partenza, una scuola che facendo tesoro del buono fin qui fatto, si proietti nel futuro. Dove gli studenti imparino il ragionamento logico, il pensiero critico, dove le nozioni(poche e fondamentali) siano un mezzo e non un fine per la conoscenza.
La rivoluzione/evoluzione culturale, come è sempre accaduto, influirà pesantemente anche sull’organizzazione sociale futura ma questa volta lo farà in tempi rapidi e con differenze/discriminazioni notevoli. Bisognerà quindi allargare sempre più la base degli individui capaci di comprendere e vivere il loro tempo.
In caso contrario, la prima a saltare sarà proprio l’organizzazione democratica. Una democrazia funziona se gli individui che la compongono sono capaci di capire, conoscere ed esprime opinioni/giudizi su gli argomenti posti in discussione e per i quali si è chiamati a votare.
Una delle reazioni più semplici e spontanee dell’incomprensione, derivanti dal coccodrillo che è in noi, è quella di opporsi alla novità, di chiudersi, di negare ed inventare spiegazioni spesso fantasiose nonché di facile comprensione. Quando poi gli argomenti/concetti diventano tanti e si susseguono a ritmo non fisiologico per la sedimentazione della mente umana, allora facile sarà il rifiuto verso lo sviluppo ed un arroccamento verso un passato che invece è conosciuto, lento, apparentemente sicuro e nel ricordo spesso meglio dei quello che realmente è stato.
Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri altri mulini a vento(proverbio) ed i muri, anche se nel breve possono proteggere, chiudono, limitano la visuale, atrofizzano il contenuto impedendo gli scambi e prima o poi crollano.
Invece, altra e secondo me unica via percorribile è quella della conoscenza.
Una cosa è certa, l’evoluzione culturale, così come quella biologica è inarrestabile. Sta a noi decidere se essere o meno protagonisti e “padroni” del nostro futuro.
di Salvatore Savio Aversano
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