
Una nuova rivoluzione digitale attende l’Europa. Prende il nome di metaverso ed è l’innovativa idea di web su cui sta puntando il colosso delle telecomunicazioni Facebook. I vicepresidenti Nick Clegg e Javier Olivan hanno, infatti, annunciato che l’Europa avrà un ruolo centrale “per aiutare a costruire il metaverso, la piattaforma informatica del futuro, una nuova generazione di esperienze virtuali interconnesse che utilizzano tecnologie come la realtà virtuale e aumentata”.
Il progetto porterà 10mila nuovi posti di lavoro per i prossimi 5 anni: una delle priorità di Facebook sarebbe, infatti, assumere ingegneri altamente specializzati. Da qui l’urgenza di “lavorare con i governi di tutta l’Ue per trovare le persone giuste e i mercati giusti per portare avanti questo obiettivo, come parte di una prossima campagna di reclutamento che avverrà in tutta la regione.”
“Questo investimento”, hanno aggiunto Clegg e Olivan, “è un voto di fiducia nella forza dell’industria tecnologica europea e nel potenziale del talento tecnologico europeo.”
L’Europa sta attraversando un periodo di radicale innovazione tecnologica. È una realtà in cui vale la pena investire risorse, di estrema rilevanza per Facebook. Lo dimostrano gli stanziamenti per il “primo grande laboratorio europeo di ricerca sull’Intelligenza Artificiale con il programma di accelerazione FAIR in Francia”, nonché l’apertura della sede dei Facebook Reality Labs a Cork.
Ma che cos’è il metaverso? Il termine metaverso compare per la prima volta nel romanzo Snow Crash di Neal Stephenson, pubblicato nel 1992. È il nuovo eldorado del web, una grande realtà virtuale in cui gli utenti, tramite avatar, vivono nuove esperienze interattive. Un primo approccio di Facebook nella direzione di questa nuova frontiera tecnologica può essere ravvisato in Horizon Workrooms: lanciato qualche mese fa, lo strumento permette di lavorare in un ambiente virtuale condiviso interagendo con il movimento delle mani.
A detta di Clegg e Olivan, è “la piattaforma informatica del futuro”. Stiamo, dunque, per assistere alla nascita di “una nuova generazione di esperienze virtuali interconnesse che utilizzano tecnologie come la realtà virtuale e aumentata”. L’idea di base è che “rafforzando la sensazione di presenza virtuale, l’interazione online può diventare molto più vicina all’esperienza che si ha con le interazioni di persona”.
Si prospetta uno scenario altamente stimolante: “Il metaverso ha il potenziale di aiutare a sbloccare l’accesso a nuove opportunità creative, sociali ed economiche. E saranno gli europei a plasmarlo fin dall’inizio.”
Già tempo fa Facebook aveva annunciato di voler investire un investimento di 50 milioni di dollari per un metaverso “resposabile”. Particolare attenzione sarebbe riservata all’esigenza di mantenere un’economia digitale vivace, minimizzando i rischi per la privacy. Tali tecnologie dovrebbero, peraltro, offrire garanzie di sicurezza, integrità, uguaglianza ed inclusione.
di Ilaria Ainora
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