
Il QR code del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron è stato divulgato sui social network, in particolare su Snapchat e Twitter. Lo stesso è accaduto, giorni fa, anche al primo ministro Jean Castex.
Complice dell’accaduto, stando alle dichiarazioni dell’Eliseo, “la negligenza o il dolo degli operatori sanitari”: una fuga di notizie imputabile ad “una violazione di regole deontologiche”. Da settembre, gli operatori sanitari hanno avuto accesso ai dati medici del presidente, così come di tutti i francesi vaccinati, tramite l’organismo di centralizzazione dei dati sui vaccini. Un sistema mirante a rendere più efficiente la gestione delle vaccinazioni ma, a quanto pare, non esente da errori. Gli operatori sanitari sarebbero ora nel mirino della Cassa nazionale d’assicurazione malattia che ha adito Consiglio nazionale dell’Ordine dei medici affinché prenda provvedimenti sanzionatori.
Sul pass diffuso in rete, oltre al codice QR è visibile la data di nascita del presidente: 21 dicembre 1977. Viene, peraltro, indicato il vaccino ricevuto. Pfizer / BioNTech. Una leggera incongruenza: dal pass risulta, come data di vaccinazione, il 13 luglio 2021, mentre Emmanuel Macron avrebbe ricevuto il vaccino il 31 maggio. La svista è subito spiegata: come ha precisato l’Eliseo a Mediapart il 26 agosto, la vaccinazione è stata registrata un mese e mezzo dopo la data effettiva a causa di un errore nella trasmissione dei dati.
L’utilizzo del pass di un terzo, come si legge sul sito service-public.fr, è sanzionata con una multa di 750 euro, diminuita a 135 euro se pagata rapidamente. Se alla prima verbalizzazione segue, nei 15 successivi, una nuova violazione, l’importo raggiunge i 1.500 euro. Se l’episodio si verifica più di tre volte in 30 giorni, la sanzione è aumentata a sei mesi di reclusione e a 3750 euro di multa. È ancora dubbio se, nel caso di specie, siano ravvisabili gli estremi della frode.
di Ilaria Ainora
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