
Questo ottobre sarà un ottobre speciale. Per la prima volta in sei anni non avremo un film di Star Wars a monopolizzare l’hype machine, e invece, molto in sordina, arriva il film di un’opera a cui Star Wars deve praticamente tutto: Dune di Frank Herbert.
È una storia reale, perché tutto quello che ho descritto sta succedendo adesso, nel mondo. Guerre per il petrolio, desertificazione dovuta al surriscaldamento globale, all’inquinamento e all’eccessivo sfruttamento dei terreni, fondamentalismi religiosi nel Medio Oriente quanto in America, in India quanto in Italia. Indigeni sfruttati e perseguitati in Palestina, in Amazzonia, in Africa, leader che si atteggiano a unici depositari della verità in terra, schiere nazionaliste e sovraniste che ci vogliono ridurre a un mucchio di gruppetti che si fanno la guerra fra di loro mentre i grandi problemi rimangono ignorati.
Ecco perché Dune è importante. Perché un’opera di intrattenimento, di fantascienza e quindi apparentemente distaccata dalla realtà, ha creato un’esaminazione della nostra realtà precisissima. Noi possiamo trarre un senso del nostro tempo da questo romanzo di fantascienza, e riflettere su cosa possiamo fare.
Grazie, Frank Herbert.
di Lorenzo La bella
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