Scoppia l’incendio e l’aria del parco verde diventa irrespirabile
Da Chilometri di distanza, percorrendo semplicemente l’autostrada, si intravede una nube nera che ha circondato un’intera zona della provincia di Napoli.
Ci troviamo a Caivano, comune con il record di morte per causa cancerogena dell’interland campano, e più precisamente nel Parco Verde. Se tracciassimo, come nei film, delle rette ad intreccio per trovare un epicentro della terra dei fuochi questo sarebbe sicuramente nelle case popolari. Geograficamente è impossibile, è vero, perchè l’area della terra dei fuochi si estende verso il casertano, ma sicuramente, per media edistituzioni, il male si raccoglie tutto quanto lì, che sia criminale o cancerogeno.
Scoppia un incendio vicino alla Premar, la conseguente nube investe totalmente il Parco Verde rendendo l’aria irrespirabile e costringendo gli abitanti delle case nei pressi del fuoco a scendere per strada, con bambini al seguito. Vengono chiamati più volte i pompieri, le forze dell’ordine, ma queste tardano ad arrivare. E che fa? meglio che il Parco Verde affondi nei propri gas, giusto?
Tanto è una zona borderline, urbanisticamente e socialmente, porta solo danni e scompiglio, cosa importa se c’è un piccolo incendio che rende l’aria incandescente.
L’abbandono fa male, alla gente e alle case popolari. Per i problemi che ci sono, e sono tanti, sarebbe opportuno riservare maggiore attenzione e “prontezza” nei riguardi di queste zone invece che abbandonarle ai loro problemi sperando che, per selezione naturale, questi si risolvano.
Tanto cosa interessa?
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