
Questo si legge sugli striscioni portati oggi in piazza del Plebiscito dai cinquanta attivisti della rete “Bees against G20“. Dopo la giornata di dibattiti tenutisi all’università di via Marina, i manifestanti hanno oltrepassato le transenne a protezione di quella che da domani sarà zona rossa.
“Non esistono zone rosse” ribadiscono a gran voce gli attivisti, reclamando il diritto alla protesta, più sentita che mai in questi giorni in cui cade il ventennale di Genova 2001. A fermare e poi scortare fuori dalla piazza i manifestanti, seppur senza tensioni, una grande mobilitazione di agenti in assetto antisommossa.
“È imbarazzante che questi 20 ministri vengano a parlare di ambiente in una regione devastata dall’inquinamento ambientale, che continua a provocare tumori e morte” affermano i giovani attivisti, che manifestano inoltre l’indignazione per la presenza al foro di governi come quello turco.
“Erdogan assassino” recita uno degli striscioni, con cui i militanti dei movimenti cittadini intendono ribadire la vicinanza al popolo curdo e sottolineare la mancanza di una condanna concreta da parte dell’Europa nei confronti delle politiche antidemocratiche del governo turco.
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