
Il lavoro di Gennaro Manna per il teatro partenopeo è storia. Nel corso degli anni ha proposto eventi dal valore artistico impareggiabile: da Fabrizio de André a Bob Dylan, passando per Lucio Dalla fino a Gianni Morandi. Centinaia i cantautori e gli artisti, tanto lo sforzo per rendere il Teatro Tenda la struttura che oggi – quarant’anni più tardi – conosciamo come Palapartenope, un pezzo di Napoli. Così, non poteva mancare il suo contributo nel ricordare Pino Daniele.
Abbiamo incontrato Gennaro – per gli amici Rino – nel corso della presentazione di “Je sto vicino a te“, appuntamento musicale in ricordo di Pino Daniele, che dal 2015 si tiene al Palapartenope e che quest’anno giunge alla sua settima edizione.

«Per noi è finalmente una manna dal cielo. Abbiamo dovuto subire una forte carenza di spettatori. È una buona notizia per una questione di vivibilità dei nostri spazi e anche per una questione economica: sono due anni che non riusciamo ad organizzare concerti, abbiamo il calendario pieno di concerti che sono sold-out ma purtroppo vengono rimandati di mese in mese e perfino di anno in anno. Speriamo che finisca presto questo momento di crisi generale e che ci possa ridare la nostra libertà, per permetterci di offrire al pubblico napoletano i bei concerti che facciamo da quarant’anni».
«Innanzitutto il nostro tributo serve anche ad avvicinare i più giovani alla musica di Pino. È molto importante perché c’è bisogno di nuove leve per portare avanti il discorso iniziato dal nostro bluesman napoletano, che è un discorso internazionale, di musica ascoltata e amata da tutti. I giovani devono avvicinarsi alla vera musica, perché purtroppo in questo momento ce n’è davvero poca».
«Penso di sì. Prima di tutto dovremmo trovare la musica tra noi napoletani, poi trovare una musica tra le città italiane. Ci sono ancora messaggi antipatici, vedete lo striscione degli Ultras del Verona per la partita contro il Napoli. Ci sono questi mascalzoni che fanno ancora discriminazioni. Per poi arrivare con la musica ad unire tutto il mondo, un modo per unirci in cerchio a livello mondiale per la pace e la tranquillità di tutti: oggi ne abbiamo davvero bisogno».
Di Ciro Giso
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