
«Un adolescente italiano su due dichiara di essere stato vittima di atti di bullismo e cyberbullismo. Sette adolescenti su dieci dichiarano di non sentirsi sicuri mentre navigano su internet coltivando ‘relazioni digitali’. La Campania, purtroppo, non fa eccezione e presenta diverse criticità con una esplosione di casi di violenza soprattutto tra giovanissimi». È quanto ha affermato Domenico Falco, Presidente del Corecom Campania (Comitato regionale per la Comunicazione della Campania), in occasione della Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo.
Il Comitato, prosegue Falco, «negli ultimi quattro anni, ha promosso campagne di prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo e di educazione digitale che hanno coinvolto circa 80 tra istituti scolastici, campi scuola e oratori delle cinque province campane. Nel corso dei seminari, svolti in presenza e attraverso la Dad, sono stati coinvolti oltre seimila studenti che hanno avuto l’opportunità di conoscere in modo approfondito questi fenomeni, confrontandosi con esperti e rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine. L’obiettivo raggiunto è stato quello di fornire loro un segnale forte di sostegno da parte di una rete sociale che parte dalle famiglie e prosegue con la scuola, con le donne e gli uomini in divisa, con i sindaci e con le associazioni e i parroci, che è pronta ad aiutarli a portare fuori il disagio e a denunciare. Dobbiamo proseguire su questa strada – ha concluso il numero uno del Corecom Campania – per la costruzione di un Patto istituzionale affinché nessuno si senta solo nel combattere il bullismo»
L’appuntamento del 7 febbraio, dedicato alla riflessione sulla violenza nella scuola, fu istituito nel 2017 dal Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli e quest’anno anticipa di un giorno il Safer Internet Day, giornata di sensibilizzazione contro i rischi della rete Internet, istituito dalla Commissione Europea nel 2004 e che cade il secondo giorno della seconda settimana del mese di febbraio (quest’anno l’8 febbraio).
«Di fronte a questi dati, divulgati da ‘Terre des hommes’ con la relazione ‘Indifesi 2021’ – prosegue Falco -, si impone l’attivazione di tutte le misure possibili a sostegno di un’intera generazione sotto assedio che sta pagando duramente gli effetti di due anni di emergenza pandemica. L’isolamento sociale delle vittime e un utilizzo errato dei social media sono le principali cause da combattere».
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