
In questi giorni sulle pagine della stampa locale e nazionale non si fa altro che parlare dell’ennesima esasperazione in cui sono costretti a vivere i circa 125.000 cittadini giuglianesi, per la triste vicenda legata all’emergenza ambientale dei roghi tossici e ai miasmi che rendono l’aria irrespirabile sia di notte che di giorno, costringendo anziani, donne e bambini a chiudersi dentro casa per evitare di respirare sostanze velenose.
La comunità Giuglianese e il suo territorio sono ostaggio da oltre 30 anni di malaffare, assenza delle istituzioni, speculazione e di molteplici operazioni illegali da parte di soggetti e imprese che sono i promotori di questo sistema criminale.
Pressioni venivano praticate a danno degli agricoltori o proprietari terrieri, obbligati a cedere, dietro un esiguo compenso, le loro proprietà (interi terreni della Terra Felix), i quali nulla hanno potuto fare contro questa pratica intimidatoria.
Ulteriore scempio che hanno dovuto subire questo territorio e la sua comunità è stata la realizzazione nel 2001 del più grande deposito di stoccaggio di ecoballe provvisorio (circa 65000), denominato “TAVERNA DEL RE”, che ancora oggi giace in attesa di bonifica.
Ulteriori impianti di deposito e trattazione dei rifiuti presenti sul territorio del comune di Giugliano sono:
La fotografia di questa triste realtà ci racconta di come le popolazioni locali devono convivere da anni, ormai, con le conseguenze e le ricadute sulla qualità della vita, sia dal punto di vista ambientale che sanitario. Numerosi sono gli studi da parte della comunità scientifica che nel corso degli anni hanno raccolto dati ed informazioni sulla correlazione di malattie oncologiche con l’inquinamento dell’ambiente nei comuni a ridosso delle province di Napoli Nord e Caserta.
Tra le cause dell’emergenza “Terra dei Fuochi”, non si può non tenere conto dell’aspetto culturale di una certa popolazione che, attraverso comportamenti illeciti, alimenta quotidianamente questo fenomeno. Il contrasto a questa pratica può essere solamente da processi di educazione civica e ambientale, e in questo senso poco o nulla è stato fatto.
I sodalizi criminali operano su vari livelli: il trasporto dei rifiuti, lo smaltimento attraverso i roghi o il sotterramento nelle cave. Dopo aver creato il disastro ambientale, questi criminali partecipano a bandi per la bonifica del luogo. Tutte queste attività ormai sono frutto di un sistema criminogeno collaudato.
di Domenico Mallardo
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