
Gli attacchi web. Un problema già esistente si è ulteriormente complicato e diventato più frequente “all’epoca” del Covid-19. Ognuno di noi è stato vittima delle minacce online almeno una volta nella vita. Questo succede anche perché le modalità e tipologie di truffe informatiche sono davvero tante e sono in continua evoluzione. Esattamente come il virus che può mutare assumendo forme ed espressioni diverse.

Ecco alcune delle più comuni minacce online.

Informare i soggetti che sono obiettivo di questi attacci (ragazzi – bambini) della possibilità di essere soggetti di messaggi falsi con scopo di adescamento. Una volta rilevato il messaggio informare la polizia postale.

Consultare i siti ufficiali dei soggetti coinvolti, chiedere sempre i nominativi dei soggetti che vi contatteranno, consultare telefonicamente le forze dell’ordine; dotarsi delle app iOS e Android anti phishing; consultare i siti ufficiali dei soggetti coinvolti, o citati nei link del testo dell’sms.
Un attacco smishing è un attacco di phishing che utilizza sms invece di messaggi e-mail per colpire. I truffatori aggiungono ora un tocco di coronavirus a questo tipo di truffa già sperimentata. Questo tipo di attacchi in genere cerca di ingannare chiunque risponda a fornire informazioni sul conto come condizione per richiedere il pagamento o i punti offerti.
Consultare i siti ufficiali dei soggetti coinvolti o citati nei link del testo dell’sms. Dotarsi delle app iOS e Android anti phishing.
Come per molte delle altre truffe descritte, il criminal hacker usa il Covid-19 come pretesto per un atto di generosità: un post su Facebook, un tweet… Tutti contenenti link maligni che imitano qualche raccolta fondi o iniziativa benefica. Ciò che gli attaccanti vogliono davvero dei social media è che il lettore clicchi e fornisca informazioni personali o si iscriva a costosi servizi o, ancora meglio, condivida il post con gli amici, in modo da attirare ancora più vittime.
Consultare i siti ufficiali dei soggetti coinvolti e consultare i supporti ufficiale dei social.
Non tutti i tentativi riguardano e-mail, telefonate o messaggi. Le applicazioni mobile sono un vettore di attacco in rapida crescita per la diffusione di malware, spyware e ransomware. Giocando sull’interesse globale per l’argomento, i criminal hacker hanno rilasciato una serie di false app mobile relative al Covid-19 che affermano di offrire le ultime notizie e gli aggiornamenti più recenti. Queste fake app stanno invece scaricando malware e ransomware in grado di compromettere il dispositivo della vittima.
Considerando che le fake app sono riuscite a passare i controlli dei relativi ambienti ufficiali di distribuzione Android ed Apple, dotarsi delle applicazioni terze come McAfee, Bitdifender, consultare Play Store e iTunes.
I malintenzionati approfittano anche della mancanza di lavoro e subentrano nei meccanismi di smart-working. Molte figure come modelle/i , personaggi dello spettacolo e tutti coloro che guadagnano principalmente attraverso la propria immagine sui social media, sono un bersaglio importante per gli hacker. E’ frequente in questi casi ricevere un’email con la proposta di collaborazione da parte di CEO delle aziende e realtà importanti. Alcuni messaggi sono facilmente individuabili come truffe, in base al contenuto (proposte con i guadagni molto elevati) ,forma (testo sgrammaticato, punteggiatura, presenza/assenza di una lettera/simbolo rispetto all’indirizzo web ufficiale), etc. Altri- sono difficili da riconoscere nell’immediato per cui occorre fare molta attenzione e analizzare ogni dettaglio dell’email.
Gli attacchi phishing spesso contengono i link e alcuni di questi conducono al sito web legittimo anche se l’url effettivo risulta essere diverso. Ad esempio, l’invito di cliccare il link Instagram per scegliere gli outfit da pubblicizzare in cambio ad un compenso economico. Questo link apre una pagina con la facciata login Instagram dove chiede all’utente di inserire le credenziali per poter accedere al profilo. L’utente, convinto, di aver fatto il normale login, in realtà, ha fornito i suoi dati al sito phishing. In questo modo, il suo account Instagram può essere hackerato e i dati utilizzati per fare altro tipo di manipolazioni.
Per proteggersi da questo tipo di attacco, occorre leggere attentamente l’email, verificare l’identità del mittente e l’indirizzo email. Bisogna, inoltre, analizzare bene il contenuto, la forma e presenza di eventuali link. Per controllarle l’url effettivo ci sono numerosi servizi online.

Pensate a questi esempi:
– Senso di urgenza: “vi perderete questo fantastico affare se non agite subito” cliccate qui (in un’e-mail di phishing o in un promo su un post dei social media). La paura che gli altri si accaparrino l’essenziale, come cibo, disinfettante per le mani e carta igienica, ha creato un senso di urgenza per molti.
– Senso di paura: “hai mancato un pagamento!” sapendo che molte persone sono in difficoltà finanziarie, creando un senso di paura che un’utenza venga chiusa, ad esempio, i criminal hacker ti invitano a inserire gli estremi del tuo conto corrente o a effettuare pagamenti.
Ecco, perché spesso le vittime degli hacker sono persone impulsive, che si trovano in uno stato emotivo particolare (paura, rabbia etc.), persone distratte, coloro che hanno fretta e agiscono in automatico .Insomma, i cyber criminali sono molto bravi ad agire e sfruttare le zone inconsce del nostro cervello. Siccome le tipologie degli attacchi sono numerose, bisogna ipotizzare che ciò con cui siamo a contatto non è al 100% sotto il nostro controllo razionale e a volte l’esperienza non basta. Perciò occorre fare molta attenzione, essere consapevoli e non sottovalutare l’eventuale “invito” che potrebbe recarci un grave danno. Analizzare, informarsi e verificare ciò che riceviamo da parte dei terzi sono buone misure preventive contro i cyber attacchi.
di Marta Krevsun
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