
La multinazionale Whirlpool ha deciso di chiudere i battenti, provocando le proteste dei lavoratori.
«Venerdì 30 c’è stato l’ultimo tentativo estremo con la telefonata di Conte a Marc Bitzer (AD Whirlpool) in America. Trovo assurdo che la telefonata sia stata fatta all’ultimo giorno. Ricordiamo che noi lavoratori Whirlpool in periodo di pandemia siamo stati gli ultimi a chiudere e i primi a riaprire».
Tra le altre questioni Dario ci ricorda che “da inizio 2020 non è stato fatto nulla. Noi lavoratori abbiamo dato il massimo. Per diciotto mesi non è stata offerta nessuna soluzione mentre si aveva un accordo firmato governo–azienda. Lo Stato non l’ha fatto rispettare”.

«I 5 stelle li abbiamo chiamati grandi assenti. Il 31 ottobre all’assemblea generale c’erano diverse parti politiche: regione Campania, comune di Napoli, Potere Al Popolo e il sindacalista Aboubakar Soumahoro. I grandi assenti erano proprio i 5 Stelle. In occasione delle elezioni regionali, il 17 settembre Patuanelli venne a piazza Matteotti: noi eravamo lì. Lui prese il microfono e disse: Whirlpool non andrà via e il governo non vi abbandonerà. Deve restare a Napoli, Napoli non molla e noi non la molliamo.»
“Abbiamo cesellato tutti gli strumenti che potevamo costruire per incentivare la permanenza di Whirlpool a Napoli. Informerò il governo in consiglio dei ministri questa sera”, questo quanto afferma il ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli.
«Noi non chiediamo ammortizzatori sociali, chiediamo solo lavoro. Non è un governo forte, l’accordo non è stato rispettato. Nessun precedente leader si sarebbe fatto trattare male.
La posizione forte in realtà l’ha presa il ministro per il Sud Provenzano, non i principali leader istituzionali.
L’investimento dell’azienda era un vero e proprio impegno. Prima ti sei preso gli ammortizzatori sociali sugli altri stabilimenti, hai firmato l’accordo e poi hai chiuso? Non funziona così. Tra l’altro quest’accordo l’ha firmato gente che faceva parte di quella che doveva essere la formazione politica dedita alla tutela dei lavoratori Whirlpool a rischio”.
«Sottoscrivo ogni parola di Palombella, se Whirlpool va via noi vogliamo delle alternative valide. Loro ci hanno licenziato con un SMS. Sono 19 anni che lavoro in Whirlpool e immagina il mio stato d’animo il 30 sera quando mi arriva questa comunicazione. Tra l’altro siamo stati avvisati dopo rispetto alla stampa. Loro vogliono passare anche per benefattori, dicendo “ti pago novembre e dicembre, poi a gennaio scatterà il licenziamento”. Sappiamo tutti che non è così».

«PRS i lavoratori l’hanno bocciata, era una chiara società fantasma, per poi arrivare al fallimento. Così come successe ad Amiens. C’erano dei precedenti. Quello che chiediamo è continuare a svolgere la stessa attività di prima. La soluzione “spezzatino all’italiana” già posta a Caserta verrebbe categoricamente rifiutata. Patuanelli si è dimostrato incapace difronte a questo tema. Si potevano creare degli strumenti in questi mesi, ma in un anno e mezzo nulla si è mosso».
di Matteo Giacca
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