
Il report del consigliere comunale Gennaro Esposito evidenzia che nel 2025 dei 5,6 milioni previsti sul COSAP (Canone per l’Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) sono stati riscossi soltanto 1.78 milioni (il 31,6%). Questi dati sono relativi alle cosiddette attività di somministrazione, ovvero ristoranti, bar e locali con tavolini e gazebo disposti sul suolo pubblico. Per le attività di altro genere i dati sono leggermente migliori: su circa 7 milioni previsti sono stati incassati 3,27 milioni, il 46,9%. In totale quindi, il Comune di Napoli si vede privato di circa 5,5 milioni di fondi lasciati, letteralmente, per strada.
Nella sezione del sito del Comune di Napoli relativa all’occupazione di suolo pubblico, si legge che per occupare una porzione di suolo del demanio o del patrimonio indisponibile comunale è necessario il rilascio di una concessione a seguito del pagamento di un canone annuale. Il canone è calcolato con dei coefficienti in proporzione alla parte di suolo pubblico occupato. Di conseguenza, è considerata abusiva un’occupazione perpetrata senza il rilascio della concessione e l’occupazione abusiva viene punita con il pagamento di un’indennità pari al prezzo del canone dovuto maggiorato del 50%. A ciò si aggiunge una sanzione amministrativa pari al doppio dell’indennità stessa con un interesse che ogni giorno che passa senza pagare incrementa la cifra di 1.5 punti percentuali. Tutto ciò è fondamentale per capire che un eventuale occupante abusivo deve pagare il doppio del canone originario con eventuali interessi. Benché sia ammessa la rateizzazione dei debiti, un modo per mettere sotto pressione le attività che trasgrediscono la legge, effettivamente c’è.
Resta il fatto che a pagare per primi di queste mancanze non sono tanto gli esercenti, ma i cittadini. Questi 5.5 milioni sottratti alle casse comunali potevano essere impiegati in tantissimi ambiti in affanno della gestione cittadina. Basti pensare alla manutenzione del manto stradale, alla sicurezza, alla pulizia delle strade o alla raccolta dei rifiuti. Una città in fervore come Napoli, idealmente già avviata verso l’internazionalizzazione al pari delle più grandi città d’Europa, non può permettersi di lasciare spazio a trasgressori di questo calibro. La crescita della nostra città non può interessare soltanto chi deliberatamente non osservare le regole del senso civico comune.
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