
Si è tenuto ieri, nella sede del Consolato Ucraino a Napoli, un incontro con il Console generale Maksym Kovalenko e la pittrice ucraina Natali Ferrary. L’artista, che ora risiede a Napoli, ha deciso di donare al Consolato un quadro che possa mandare un messaggio di speranza al suo popolo in guerra.
«È un’opera d’arte che rappresenta la guerra e la pace. Volevo dimostrare la grande forza dei nostri soldati e del mio popolo, che non ha paura di combattere e di andare avanti- ci racconta Natali, illustrandoci il suo quadro- In Ucraina ho la mia famiglia, i miei genitori, la mia casa e i miei amici. Quest’opera è stata creata in 2 giorni, di getto, dopo aver sentito il dolore che mi raccontavano i miei parenti. Volevo rappresentare tutto quello che sta accadendo in Ucraina. C’è la parte della guerra, la nostra bandiera bagnata di sangue, le bombe, ma anche il simbolo della pace che spero arrivi il prima possibile. Vorrei dimostrare al mondo la forza del mio popolo; noi siamo pochi ma abbiamo un grande cuore e una grande forza dentro di noi, e non abbiamo paura. Dall’Europa ci aspettiamo che si capisca che se la guerra non finisce in Ucraina, arriverà anche qui».

Ad accogliere questo dono è il Console Kovalenko, che lancia un appello al popolo italiano affinché continui a provvedere all’assistenza dei rifugiati, ringraziando poi per la grande solidarietà dimostrata.
«Ringrazio ogni singolo sindaco e prefetto del Sud per l’aiuto e l’assistenza ai nostri cittadini. Abbiamo una grande squadra di volontari in Sud Italia. In questi giorni sono arrivati tir in Ucraina dalla Campania che porteranno medicine e cibo per gli ospedali ucraini, di cui molti sono stati distrutti dalle forze armate russe. Speriamo nell’assistenza anche militare da parte dell’Italia e di tutti i paesi europei, perché questa guerra non è solo contro l’Ucraina ma contro la nostra libertà e tutti i nostri valori».
In questo periodo di emergenza, Kovalenko ci racconta il lavoro di cooperazione tra Regioni per organizzare l’attività di accoglienza ed i corridoi umanitari. Ci spiega inoltre l’urgenza con cui il Consolato sta provvedendo a rilasciare certificati consolari, passaporti e documenti ai cittadini ucraini che ne sono sprovvisti.
A lui abbiamo chiesto che tipo di fiducia ripone la comunità ucraina nelle sue istituzioni e nelle sue capacità di gestire il conflitto.
«Il presidente Zelensky è un eroe per noi; è a Kiev al suo posto per organizzare le risposte agli attacchi, per provvedere all’aiuto e all’assistenza di tutti gli ucraini. Anche tutti i sindaci ucraini sono ancora nelle città e non hanno paura delle truppe russe ma organizzano l’accoglienza, l’assistenza e la protezione contro di esse».
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