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Il dramma della bufala mediterranea in Senato: interviene la Senatrice Castellone

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25 agosto 20216 min di lettura

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Il dramma della bufala mediterranea in Senato: interviene la Senatrice Castellone

Di seguito riportiamo l’interrogazione al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e al Ministro della Salute fatta dalla Senatrice del M5S Mariolina Castellone sulla questione della bufala mediterranea.

“Premesso che:

la bufala mediterranea italiana è tutelata dalla legge 27 dicembre 2002, n. 292, che all’art.1, comma 1, recita: “La bufala mediterranea italiana è da considerare patrimonio zootecnico nazionale, le cui caratteristiche genetiche sono da tutelare dall’immissione incontrollata di capi esteri per salvaguardare le peculiari caratteristiche di tale razza; tale patrimonio deve essere tutelato altresì da tutte le patologie infettive ed infestive, mediante piani regionali di profilassi appositamente dedicati alla prevenzione ed eradicazione delle malattie a carattere diffusivo, a salvaguardia delle produzioni di filiera e del consumatore”. La produzione di mozzarella di bufala DOP ha un impatto notevole sul prodotto interno lordo della Regione Campania e presenta un trend in forte crescita su tutti i mercati nazionali e internazionali;

l’intera filiera bufalina è regolamentata da un rigoroso disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta (regolamento (CE) n. 1107/96, decreto ministeriale 18 settembre 2003) e determina un giro di affari di 1.218 milioni di euro annui (fonte: SVIMEZ 2019);

il comparto bufalino casertano rappresenta il 60 per cento dell’allevamento in Italia, con un impegno occupazionale diretto di oltre 40.000 addetti oltre all’indotto, tanto che lo studio SVIMEZ sull’impatto socio-economico della filiera bufalina presentato alla Borsa di Milano il 20 giugno 2019 ha concluso che “la Mozzarella di Bufala Campana Dop corre alla stessa velocità di un brand premium del settore automobilistico, generando un giro di affari di 1 miliardo e 218 milioni di euro”;

tale comparto vive una fortissima difficoltà per l’imperversare della brucellosi, il cui tasso di infezione e propagazione è estremamente preoccupante, raggiungendo un valore di circa il 10 per cento portando, dal 2018 ad oggi, all’abbattimento di circa 33.000 capi di bufala mediterranea sospetti d’infezione all’esito degli esami di laboratorio eseguiti dall’Istituto zooprofilattico del Mezzogiorno che, insieme agli uffici della Regione Campania e della ASL Caserta, non consente la presenza di tecnici e periti di parte nominati dagli allevatori che vogliono verificare l’esattezza delle analisi e delle procedure adottate, come ben descritto dalla recente inchiesta giornalistica “Bufale connection” di “Fanpage”;

considerato che:

fino al 2014, quando era concesso agli allevatori di poter vaccinare i capi, l’incidenza della malattia era scesa ai minimi storici raggiungendo soglie vicine all’1 per cento degli animali; tale facoltà è poi stata cancellata, permettendo solo gli abbattimenti, e la curva dei contagi ha ripreso a crescere;

nel 2019 la Regione Campania ha varato la delibera n. 207, che non consente l’applicazione del regolamento (CE) n. 1226/2002, che prevede uno specifico accertamento suppletivo con l’uso del “test IDT Aviare” per scongiurare l’abbattimento di falsi positivi al “test dell’IDT bovis”, ma utilizza il kit diagnostico “Bovigam”, che non solo non è validato-registrato per l’uso nel bufalo mediterraneo, ma non è neanche previsto dal manuale delle prove diagnostiche dell’Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE);

gli Stati membri avrebbero dovuto adottare il regolamento (UE) 2020/689 del 17 dicembre 2019, che usa il criterio degli abbattimenti selettivi e mirati e l’avvio di un piano vaccinale per la brucellosi e altre malattie come la tubercolosi, entro il mese di aprile 2021;

rilevato che:

gli allevatori della provincia di Caserta e tutti gli operatori del settore chiedono di rivedere urgentemente il piano regionale di eradicazione della brucellosi, che finora ha dato risultati scadenti, in particolare essi invocano controlli più stringenti e puntuali per rendere realmente efficace la profilassi primaria, al fine di evitare o ridurre al minimo l’abbattimento dei capi di bestiame;

l’inserimento dell’uso dei vaccini sarebbe determinante non solo per salvare le bufale, ma anche per conservare un patrimonio genetico di alto valore, che vuol dire preservare l’economia locale fortemente identitaria;

i sindaci dei comuni casertani, nell’audizione del 10 aprile 2019 presso la 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) del Senato, hanno richiesto l’intervento urgente degli alti livelli istituzionali nazionali e regionali affinché vengano previste immediatamente nuove e specifiche misure e procedure diagnostiche per i bufali, al fine di scongiurare i falsi positivi e l’abbattimento di bufali sani, altresì proteggendo il bestiame dall’infezione, riattivando la profilassi vaccinale contro la brucellosi dei bufali già autorizzata dalla UE, dal Ministero e dalla Regione Campania e regolarmente effettuata su base volontaria fin dall’anno 2008 a tutto il 2013;

la risoluzione approvata all’unanimità dalla 9a Commissione permanente del Senato sull’affare assegnato n. 237 (Doc. XXIV, n. 24) ha impegnato il Governo, tra i vari punti, a valutare la possibilità di istituire un tavolo con il coinvolgimento di Ministero delle politiche agricole, Ambiente e Regione Campania, per favorire e rafforzare il risanamento e lo sviluppo della filiera bufalina nelle diverse criticità; a valutare interventi a favore dell’applicazione delle misure di biosicurezza nelle aziende in cui sono state diagnosticate brucellosi o tubercolosi; a rafforzare la selezione genetica della bufala di razza mediterranea italiana che rappresenta un volano per la crescita del settore, anche puntando a lavorare per una più puntuale definizione per la popolazione bufalina e utile alla salvaguardia del patrimonio nazionale, attraverso iniziative oggetto di finanziamento nei pagamenti accoppiati, di cui all’art. 52 del regolamento (UE) n. 1307/2013 della nuova programmazione PAC e PSR,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza della grave situazione epidemiologica che investe gli allevamenti di bufale nella provincia di Caserta e quali misure intendano intraprendere al fine di evitare la propagazione della brucellosi bufalina in Campania;

se e quando intendano porre in essere misure volte a evitare abbattimenti indiscriminati di bufala mediterranea italiana nella provincia di Caserta, considerato che le attività di verifica e profilassi per brucellosi e tubercolosi (stabilite dalla Regione Campania con la delibera n. 207 del 25 maggio 2019) danno luogo a falsi positivi e non seguono le procedure previste dal regolamento (CE) n. 1226/2002, dal regolamento (UE) n. 2016/429, dal regolamento (CE) n. 852/2004 e dall’OIE per i bufali italiani, tanto più che per la tubercolosi non viene effettuata la diagnosi differenziale con il test IDT Aviare, nonostante negli allevamenti siano presenti numerosi uccelli portatori di TBC aviaria non nociva per il bestiame e l’uomo, e se intendano intervenire per garantire l’uso dei vaccini contro la brucellosi (da utilizzare nelle province a rischio e su base volontaria da parte degli allevatori);

se, nei limiti delle loro competenze, e di concerto con la Regione Campania, prevedano di fornire contributi di sostegno agli allevatori che hanno subito perdite per l’abbattimento di capi poi risultati sani”.

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  • #bufala mediterranea
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