
Il ministro Cingolani incontra l’inviato Usa per il clima John Kerry
«E’ l’inizio di una collaborazione poderosa tra Italia, Ue e Stati Uniti»
Roma, 13 mag. 2021 – Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani incontra l’inviato per il clima del presidente Usa, John Kerry. Negoziati della COP26 ed eventi italiani (Youth4Climate e PRE-COP), G20 Clima/Energia, le ambizioni internazionali e gli sforzi nei contesti multilaterali, PNRR Italiano – misure sulla de-carbonizzazione: sono questi i temi trattati dalle delegazioni italiana e statunitense, guidate da Cingolani e Kerry, che stamattina si sono incontrate al MiTE.
Un confronto fruttuoso fortemente auspicato da Kerry, che sin da subito ha voluto interfacciarsi con i Paesi più attivi sul fronte dell’azione climatica, a partire dall’Italia, in una missione che si inquadra nella campagna che lo Special Envoy sta portando avanti in tutto il mondo a favore dell’azione climatica.
«L’incontro con il ministro Cingolani è stato molto costruttivo – ha affermato John Kerry –, entrambi ci troviamo in pieno accordo sull’urgenza di muoversi rapidamente da qui fino agli incontri di Glasgow a novembre, portando i Paesi al tavolo delle trattative e a fare di più. Quella che stiamo affrontando è una crisi planetaria e bisogna fare presto.
Vogliamo che i cittadini, sia in Italia, che in Europa, come negli Stati Uniti, comprendano che questa non è una scelta tra prosperità e un’economia che funziona o meno, ma è un’opportunità enorme e i ministri, come quello della Transizione ecologica, hanno il compito di transitare verso un futuro nuovo, migliore e più sicuro, con più posti di lavoro.
In questo modo possiamo allontanare il rischio di un disastro climatico. Quindi siamo fiduciosi, insieme riusciremo a portare avanti un’opera di persuasione dei nostri colleghi in tutto il mondo e ci saranno numerose occasioni a Glasgow per intraprendere un percorso e mantenere l’innalzamento della temperatura terrestre entro 1,5 C°.
Il nostro obiettivo comune è di mantenere 1,5 C° come limite e questo significa che ogni Stato dovrà fare la sua parte e continuare a ridurre le emissioni in atmosfera durante questa decade e non è abbastanza dire che lo faranno entro 2050.
Quindi siamo perfettamente in accordo e crediamo che sia una strategia a tutto campo e non una soluzione singola che possa risolvere questa crisi, è un approccio multiplo che include diverse risorse come carburanti, fonti energetiche e in particolare richiede di negoziare con l’industria pesante, una componente molto complicata ma estremamente importante all’interno di questo contesto»
«Abbiamo avuto l’onore di avere con noi mr. Kerry – ha dichiarato il ministro Roberto Cingolani –, con il nuovo corso degli Usa per la difesa dell’ambiente. Abbiamo parlato di scenari visionari, ma anche del presente e degli impegni che ci aspettano nei prossimi mesi in relazione a G20, COP26. Abbiamo un’agenda molto fitta e questo credo fermamente sia l’inizio di una collaborazione poderosa tra l’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti».
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