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Il porto di Napoli in epoca greco-romana

Redazione Informare
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16 ottobre 20194 min di lettura

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Il porto di Napoli in epoca greco-romana

Indice (1)

  • 1“Napoli sta in mezzo al Mediterraneo come il mese di maggio in mezzo all’anno”.

“Napoli sta in mezzo al Mediterraneo come il mese di maggio in mezzo all’anno”.

Le parole dello scrittore partenopeo Erri De Luca, danno ben risalto al valore geografico della città che si è unita al mare e quindi al suo porto.
La storia di Neapolis risale all’insediamento di Parthenope, avamposto greco, fondato dai Cumani tra la collina di Pizzofalcone e l’isolotto di Megaride – con annessa leggenda della Sirena e del Castel dell’ovo- nel 650 a. C. circa.

L’entrata settentrionale del golfo di Napoli con i centri commerciali di Pithecusa, Cumae e Misenum, risultava bloccata e quindi la fondazione di Parthenope assicurava ai Cumani il controllo dell’entrata meridionale del golfo.
Nel VI secolo a.C. i Cumani dovettero abbandonare questa roccaforte a causa della azione espansionistica Etrusca; ma sconfitti i nemici con il supporto dei Siracusani, i coloni fondarono intorno al 474 a.C. la città di Neapolis che, quindi, grazie alla sua ubicazione divenne strategica.
Numerose tra il popolo napoletano sono le battute di scherno riguardo i lavori, sopratutto anni fa, delle metropolitane ma c’è da dire che le lungaggini sono dovute, spesso, alle scoperte archeologiche determinatesi proprio grazie a questi cantieri danno svariate informazioni su storia e localizzazione dell’antico bacino portuale di Neapolis, uno dei centri commerciali più ricchi e potenti di tutto il Mediterraneo.

Sulla collocazione del porto di Neapolis si sono sviluppate diverse teorie: per alcuni Neapolis possedeva un solo porto e si trovava tra Piazza Bovio e Piazza N. Amore, per altri i bacini erano due, uno in piazza Municipio e l’altro tra via Depretis e via Marina, per altri ancora il porto era in corrispondenza del Castel dell’Ovo, lì dove venne fondata l’antica Parthenope.

Agli inizi del secolo venne riconosciuto, tramite un documento risalente al 1018, la locazione, presso l’area di piazza Municipio, del primo bacino portuale dell’antica Neapolis.

Tale documento menzionava l’esistenza di due porti: un bacino più grande sito nell’area ddi Castel Nuovo, piazza Municipio e via Medina, conosciuto con il nome di portus Vulpulum; ed un bacino ridotto situato nell’area dell’arsenale in corrispondenza del Molo Piccolo, conosciuto con il nome di portus de Arcina.
È probabile, come sostengono alcuni studiosi, che si trattasse di un unico grande bacino allungato tra piazza Municipio e piazza Bovio che si divise in svariate insenature a seguito dei fenomeni marini.
Proprio gli scavi della linea 1 della metropolitana di Napoli hanno mostrato come il porto della città, dalle origini sino all’età tardo-antica, fosse uno solo. I suoi contorni sono disegnati dal promontorio tufaceo esteso da Castel Nuovo fino alla stazione marittima, a nord dalla lingua sabbiosa sulla quale è stata edificata nel XVI secolo la chiesa di Santa Maria di Porto Salvo.

Le stazioni Municipio e Bovio rappresentano i settori più interni di questa insenatura, la prima è caratterizzate da infrastrutture di tipo portuale, la seconda, invece, da una gran quantità di materiali ceramici, indici di una frequenza del sito di vivaci scambi commerciali.

I livelli più profondi dello scavo, hanno fatto emergere dei segnati da solchi intersecanti a fondo concavo interpretati come tracce di dragaggio -la draga, un grande galleggiante mobile su cui è montato un braccio meccanico escavatore, è lo strumento usato per ripulire i fondali di porti, canali- dei fondali. L’operazione di dragaggio, databile alla fine del IV- prima metà III seco- lo a.C. è stata funzionale all’utilizzo portuale di questa insenatura che poi hanno portato alla modificato della stratigrafia del sito pertinente alle fasi iniziali di frequentazione della baia, vale a dire VII-V secolo a.C. Sebbene manchino indicatori archeologici per le fasi più antiche, si può riconoscere nella baia naturale di piazza Municipio il porto commerciale utilizzato prima dall’abitato di Parthenope, poi da Neapolis.
Se a piazza Municipio i frammenti ceramici più antichi risalgono agli inizi del VII sec. a.C., il settore dell’insenatura di piazza Bovio ha fornito reperti databili alla metà del V sec. a.C., con un’abbondanza di materiale ceramico databile tra la fine del III secolo a.C. e la fine del I sec. a.C., periodo in cui viene utilizzato come scalo secondario.
Napoli, un mare di scoperte.
Napoli, navigheremo ancora nel suo porto.

di Salvatore Sardella

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