
Ma cosa accade alle somme depositate sul conto corrente alla morte di uno dei cointestatari? Della questione se n’è occupata la Suprema Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 4838/2021 (pubblicata il 23 febbraio 2021).
La Suprema Corte, accoglieva il ricorso dei due fratelli stabilendo che “nel conto corrente bancario intestato a due (o più) persone, i rapporti interni tra correntisti non sono regolati dall’art. 1854 c.c., riguardante i rapporti con la banca, bensì dall’art. 1298 c.c., comma 2, in base al quale debito e credito solidale si dividono in quote uguali, solo se non risulti diversamente”. Precisava la Corte, che “la cointestazione di un conto corrente tra coniugi attribuisce agli stessi, ex art. 1854 c.c., la qualità di creditori o debitori solidali dei saldi del conto, sia nei confronti dei terzi che nei rapporti interni, e fa presumere la contitolarità dell’oggetto del contratto; tale presunzione dà luogo ad una inversione dell’onere probatorio che può essere superata attraverso presunzioni semplici – purché gravi, precise e concordanti – dalla parte che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa”. E proprio in relazione all’analisi della situazione giuridica, la Suprema Corte ha rimproverato alla Corte di Appello di non aver compiuto “una ricostruzione più articolata dei fatti che avesse avuto riguardo allo svolgimento dell’intero rapporto, considerando solo le singole rimesse”.
Di Davide Daverio
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