
AGGIORNAMENTO ORE 19 DEL 16/12/21 – il sangue del santo si è sciolto in serata.
Questa mattina, al Duomo di Napoli, il sangue di San Gennaro non si è sciolto. La liturgia, iniziata alle 9, è andata avanti per diverse ore prima di vedere riposta sull’altare l’ampolla contenente le reliquie del santo. Lo stesso è avvenuto anche nel Dicembre 2020, dove l’evento di liquefazione del sangue non si è rinnovato.








Conosciuto da pochi, quello del 16 Dicembre è il terzo “miracolo” dell’anno. Il primo si tiene nel primo sabato di Maggio, il secondo – solitamente più conosciuto – il 19 Settembre.
Nelle prime ore del 16 Dicembre 1631 la città di Napoli fu svegliata da un boato: era il Vesuvio. Un’eruzione forte, diversa dalle altre. Era buia e aspra. In poco tempo i lapilli avevano ricoperto le città vicine come neve, fumi e nubi avevano raggiunto Puglia, Abruzzo e Calabria. Quella mattina l’alba non arrivò mai.

Il popolo si riversò in strada, nel delirio collettivo causato dalla paura dei fiumi di lava che sgorgavano dalla montagna e si dirigevano verso le case. Molti assediarono il Duomo della città di Napoli, per chiedere una grazia al patrono dell’allora capitale del meridione. Da lì a poco le icone del Santo marciarono per la città: un fiume di gente ne scortava le reliquie, le statue, i vessilli.
Arrivato ai piedi del Vesuvio, dinanzi le lingue di fuoco del vulcano, il sangue del santo si sciolse. Viceversa le colate di lava si fermarono. Da quel momento, il 16 Dicembre divenne per il popolo partenopeo una data dove mostrare la propria eterna gratitudine al Santo.
Reale o meno che sia, la storia alle spalle della figura di San Gennaro è incastonata nel cuore popolare della città, mentre quello dello scioglimento del sangue del santo patrono partenopeo è un fenomeno che riesce ad affascinare da secoli fedeli, laici e anche non credenti.
Di Ciro Giso
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