


Secondo il British Medical Journal quella da vitamina D è la carenza più diffusa al mondo, sia nei bambini che negli adulti. La vitamina D è essenziale per la salute delle ossa, soprattutto nella fase del loro sviluppo. Purtroppo, la quantità di vitamina D che si trova in alcuni cibi è inadeguata: è il sole il suo vero produttore. Mezz’ora di sole produce più vitamina D di quella assunta con sei cucchiai di olio di fegato di merluzzo o con 200 uova. Ecco uno dei motivi per il quale i pediatri raccomandano di far giocare i bambini all’aria aperta nelle belle giornate evitando la fascia oraria in cui il sole è più forte.
Ma c’è di più. Uno studio condotto dalla Northwestern University mostrerebbe una potenziale associazione fra livelli adeguati di vitamina D e un ridotto tasso di mortalità per Covid-19, dovuto a sintomi meno gravi. La vitamina D eviterebbe, infatti, che il sistema immunitario diventi iper-reattivo.

Una leggera patina dorata dona alle persone un aria di “salute”. Ma non si tratta solo di apparenza.
Ricercatori della Georgetown University Medical Center hanno scoperto che la frazione blu della luca solare è in grado di arrivare fino al derma, lo strato più profondo dell’epidermide, dove attiva i linfociti T, cellule deputate a combattere le infezioni. Dunque, il sole aumenta le difese immunitarie dell’organismo.
In un articolo pubblicato su Allergology International un team di studiosi giapponesi ha portato in evidenza una serie di dati che sembrano mostrare una decisa correlazione inversa tra esposizione al sole e incidenza dei fenomeni allergici. La causa sarebbe duplice, coinvolgendo sia i livelli di vitamina D nell’organismo sia l’aumento dei linfociti T, due fattori che determinano la risposta dell’organismo agli agenti infiammatori.

La combinazione delle radiazioni UVA e UVB causa l’ispessimento della pelle e la perdita della sua naturale elasticità fino alla comparsa di cheratosi attiniche e di tumori della pelle.
Oramai non si contano più studi e ricerche che provano gli effetti nocivi del sole, soprattutto se preso in modo sconsiderato, sulla pelle. Una delle ultime in ordine è stata effettuata da un gruppo di ricercatori della Zealand University Hospital Roskilde che ha preso in esame la comparsa di righe e cheratosi attiniche in due gruppi impiegati in lavori rispettivamente all’esterno e all’interno. Nel breve periodo di osservazione (5 mesi) i primi hanno sviluppato rughe e cheratosi attiniche in misura doppia rispetto ai secondi.

Il melanoma è una delle forme cancerose più aggressive e purtroppo è sempre più diffusa: ogni anno colpisce 14.000 italiani con un’incidenza che, secondo l’AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) è raddoppiata negli ultimi 10 anni. La sua comparsa è strettamente correlata all’esposizione ai raggi UVA e UVB che sono componenti della luce solare: queste radiazioni danneggiano il DNA delle cellule della pelle dando il via alla proliferazione tumorale.

Alla luce dei pro e contro si può concludere che in medio stat virtus. Il sole preso in piccole dosi giornaliere, nelle ore sicure e in modalità giusta (creme solari, occhiali con lenti adatte, cappello etc.) costituisce un beneficio per l’organismo.
di Marta Krevsun
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...