
Una vera e propria full immersion dietro le quinte delle meravigliose mostre d’arte che siamo abituati a visitare: è profondamente emozionante ritrovarsi in una sala espositiva sotto il calore delle luci, immersi nelle vibrazioni del colore, eppure dietro ogni mostra d’arte c’è un gran lavoro che si trova nelle mani di una figura professionale spesso sconosciuta e sottovalutata, ovvero, quella del curatore.
Eugenio Santoro è pragmatico, diretto, non si perde in fronzoli: il suo obiettivo è avvicinare il più possibile le persone -soprattutto giovani- all’arte in un periodo in cui i musei sono vuoti, deserti, ed il concetto di mostra d’arte dovrebbe cominciare a raggiungere il passo di questa epoca digitale.
Come egli stesso ha spiegato ai numerosi partecipanti del workshop, il curatore d’arte è nella sua realtà più intrinseca un comunicatore: è lui il punto di transizione che fa da tramite tra arte e pubblico.

Lo scopo di questo workshop è insegnare a curare una mostra o evento artistico, nell’aspetto profondamente pratico. In un giorno certamente non si diventa curatori d’arte, ma bisogna prendere atto che attraverso la chiarezza, la linearità di Eugenio Santoro si riesce ad apprendere un vero e proprio working-plan dalle fondamenta, proiettando il tutto al momento finale, ovvero al giorno in cui potrà essere applicato all’organizzazione di una mostra.
Ogni evento o mostra, richiede un’organizzazione dettagliata, nei minimi particolari. Il curatore interviene per comunicare al pubblico ciò che le opere d’arte racchiudono in loro stesse, aiutare la sensibilità del fruitore a cogliere quei particolari che potrebbero sfuggire. Pianifica l’allestimento della mostra in maniera tale da far comunicare le opere d’arte con l’intera sala espositiva, ed è chiaro a questo punto che ahimè, bisogna avere le giuste qualità, essere portati.

Nella sala espositiva della Casina Pompeiana si è rivelato palpabile l’entusiasmo di alcuni giovani studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Napoli, curiosi di sapere l’aspetto più pratico di questa figura professionale.
Non solo studenti però si sono interessati all’iniziativa, ma anche fotografi, artisti stessi o architetti, come Martina che ci dice:

Soddisfatta anche Barbara Melcarne, che ha curato l’organizzazione del workshop dopo essere stata proprio “allieva” di Eugenio. Carismatica, solare e soprattutto competente, ha portato sul palco la sua esperienza per mostrare ai partecipanti i veri “ferri del mestiere”, attraverso locandine, foto, manifesti da lei stessa realizzati in occasione delle mostre da lei curate.
Insomma, una vera e propria occasione di arricchimento personale e professionale, che va ad aggiungersi ai numerosi eventi culturali che in Casina Pompeiana si susseguono.+
di Daniela Russo
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