
Ennesimo segnale di legalità, ennesimo segnale di come la cultura e l’informazione possono camminare insieme. L’esempio di legalità e di arte al Centro Commerciale Jambo1, con la mostra “Informare con l’Arte“, ha visto esposte 18 opere pittoriche dell’artista Gaetano Porcasi accompagnate da altrettanti podcast e racconti a cura di 27 giovani cronisti di Magazine Informare. Un lavoro di circa 8 mesi che diventa esperienza.
Quella di ieri, 10 maggio, con la presenza del Presidente della Camera dei Deputani On. Roberto Fico, è stata una giornata proficua e gioiosa: la gioia di vedere le istituzioni, gli imprenditori locali e moltissimi giovani cronisti, dialogare tutti insieme per l’obiettivo comune di portare la forza della cultura e dell’impegno civile al primo posto nella quotidianità di tutti i giorni. Indubbiamente, è stata una giornata all’insegna anche delle dichiarazioni delle personalità presenti all’evento.
Le stragi di Palermo e le vittime di mafia raccontate attraverso l’incontro tra arte e informazione, l’esperienza collettiva con lo staff del Jambo1, l’unione generazionale tra arte classica e multimediale per ridare vita alle vittime di quelle stragi che hanno scalfito in maniera indelebile il nostro Paese. Dal Direttore del C/C Jambo1 Salvatore Scarpa, al Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico fino alle parole di Gaetano Porcasi: le dichiarazioni dei protagonisti di questa giornata dedicata alla mostra dell’artista siciliano originario di Partinico.
«Ognuno di noi deve fare la sua parte. Paolo Borsellino diceva che la mafia si combatte non con la repressione, ma con la cultura. Vorrei citare anche Roberto Benigni che, riadattando una frase iconica del cinema western, dice: “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con la penna, l’uomo con la pistola è un uomo morto; perché la penna dà l’eternità”.
La cultura è l’unico mezzo per sconfiggere la mafia».
«Sono contento di essere al Centro Commerciale Jambo che è un esempio di gestione virtuosa di un bene confiscato. Oggi sono presenti i ragazzi della Redazione di Informare, che ho già conosciuto visitando la loro sede. Sono ragazzi straordinari, una redazione eccezionale. Il significato della mia presenza qui, è quello di riaffermare che lo Stato, in realtà anche difficili, deve essere assolutamente presente. Tutte le realtà positive di questo territorio, devono poter lavorare insieme. Il lavoro di queste realtà deve essere quindi suggellato dalla presenza dello Stato».
«Voglio ringraziare i nostri ospiti, sottolineando la presenza delle istituzioni civili e militari. Oggi con questa mostra vogliamo preservare e mantenere viva la memoria, e lo facciamo con le opere del pittore Gaetano Porcasi. Dietro questa mostra, c’è il lavoro soprattutto dei ragazzi della redazione di Informare che hanno messo a disposizione il loro tempo e il loro impegno per far sì che questo progetto venisse alla luce. Viviamo tempi difficili dove usciamo da anni terribili a causa della pandemia. Ma siamo riusciti a farcela. Adesso, purtroppo, abbiamo una guerra alle porte dell’Europa, che causa un grande dolore e forte preoccupazione per gli eventi. Chiediamo quindi diplomazia approfittando della visita del Presidente Fico».
«Questo evento è stato programmato da tempo e nasce dalla profonda e consolidata amicizia con il maestro Gaetano Porcasi. Gaetano è un artista di fama internazionale e mi sento di definirlo un cronista/artista, proprio perché con la sua pittura ha da sempre denunciato quella mafia che, con un potere immenso, ha compiuto atti orribili».
Gaetano ci ha tenuto ad essere nuovamente vicino all’Associazione Officina Volturno ed essere testimone nei nostri territori mettendoci a disposizione ben 30 opere; i nostri giovani cronisti, unitamente allo staff del Jambo1 e coordinati dall’amorevole guida di Yvonne De Rosa, ne hanno selezionate 18. Tutti insieme abbiamo lavorato per far emergere le testimonianze storiche e i volti delle vittime innocenti con lo scopo di esporle direttamente ai tanti cittadini che verranno a visitare la mostra.
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