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Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

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Inceneritori, Costa: "Non si finanzi il vecchio, ma si agevoli il nuovo"

Tommaso Morlando
Tommaso MorlandoRedazione Informare
3 maggio 20223 min di lettura

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Inceneritori, Costa: "Non si finanzi il vecchio, ma si agevoli il nuovo"

“L’Unione Europea ha fissato la gerarchia dei rifiuti stabilendo, in ordine di priorità di gestione:

1. Riduzione dei rifiuti (per esempio l’ecodesign produttivo)
2. Riutilizzo
3. Riciclo (per esempio compostaggio di cui siamo carenti)
4. Recupero (per esempio dei metalli nobili, ma anche energetico)
5. Smaltimento in discarica.
Come si vede l’incenerimento (così lo declina l’Unione Europea) e la discarica sono, rispettivamente, al penultimo e ultimo posto della scala gerarchica. Al fine di dare un coordinamento nazionale alla gestione dei rifiuti, per rispettare coerentemente le direttive europee, feci approvare, non senza difficoltà, una legge che definisse il Piano Nazionale dei Rifiuti. Poi cadde il Governo e da allora non è stato ancora approvato.
L’Unione Europea, per rispettare la gerarchia dei rifiuti, stabilisce che la raccolta differenziata sia almeno del 65% entro il 2035. Oggi, in Italia, esistono 37 inceneritori. Attualmente se ne vogliono costruire altri 3. Precisamente 2 in Sicilia, per complessivi 850mila tonn/anno (spesa prevista 1,1 miliardi di euro), e 1 a Roma per 600mila tonn/anno (spesa prevista 700 milioni di euro). Quando un soggetto pubblico costruisce un inceneritore fa capo sia a finanziamento pubblico che all’intervento del privato (mediamente del 35%). L’ammortamento non è mai inferiore ai 20 anni e, in quegli anni, l’inceneritore deve necessariamente lavorare a regime, per evitare perdite economiche che ne inficerebbe l’investimento di capitali iniziali.
È evidente, quindi, che il territorio che si serve di quell’inceneritore non ha più alcun interesse ad aumentare la raccolta differenziata, perché, così facendo, abbasserebbe il livello di incenerimento sotto la soglia di convenienza economica di gestione dello stesso. Inoltre, ogni inceneritore produce ceneri (mediamente tra il 25% ed il 30% di quanto bruciato) che sono rifiuti speciali pericolosi da smaltire in discarica. Quindi non è vero che l’inceneritore non produce rifiuti. Incrementare il “porta a porta” e le isole ecologiche, assieme all’applicazione comunale della tariffa puntuale che fa risparmiare sensibilmente il cittadino sul pagamento TARI, è la soluzione.
Chi non vede questa soluzione guarda al vecchio che in Europa stanno già abbandonando (chiusura del 30% delle linee del famoso inceneritore di Copenaghen). Non si finanzi il vecchio, ma si agevoli il nuovo.”

 

È il post pubblicato su Facebook da Sergio Costa, già Ministro dell’Ambiente.

 

Tags
  • #inceneritori
  • #rifiuti
  • #Sergio Costa
  • #termovalorizzatori
Tommaso Morlando
Redazione Informare

Tommaso Morlando

Giornalista - Fonda l'associazione "Centro Studi Officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani, ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta auto-diffondendo.

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