
Ne consegue che le attività sportive e ludiche nel Paladonbosco e all’aperto sono completamente abolite.
«L’ordinanza dei giudici ha in parte rigettato il ricorso che il nostro Istituto ha fatto a Novembre 2018. In sintesi il Paladonbosco non si abbatte, ma non potranno essere utilizzati per il gioco, dalle 14:45 fino alle 8:00 del mattino, né il Paladonbosco, né il campetto in erba, né i campetti rossi; ciò fino a quando non saranno completati i lavori di insonorizzazione. Per ogni giorno di ritardo d’inizio dei lavori dovremo pagare 100 euro di multa. Per questo da oggi pomeriggio in poi non potremo più utilizzare i nostri cortili e ci sposteremo lato cortile istituto».
Questo il messaggio di Don Giancarlo, che prospetta una situazione davvero complessa. Infatti gli oratoriani sono obbligati a dover installare pannelli fonoassorbenti in tutto il cortile principale e ad insonorizzare il Paladonbosco. Lavori che ancora non sono stati presi in considerazione in quanto si attendeva l’esito del ricorso.
In un territorio dove gli spazi di aggregazione sono vicini allo zero, perché tanto odio verso chi propone attività di carattere sociale? Qual è il messaggio che si vuole mandare ai giovani? Le regole, le leggi, vanno rispettate, sia ben chiaro. Ma sembra sempre che queste leggi siano a favore del singolo e a sfavore della comunità. Dov’è il buon senso? Si vive bene quotidianamente con questo senso di rabbia verso il prossimo?
di Francesco Cimmino
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