
Fedor Dostoevskij è diventato inevitabilmente sui social il simbolo della libertà di espressione e Jorit ha espresso tutto il malcontento dichiarando che “Solo con la cultura si capiscono le cause delle guerre e si costruisce la pace”.
Sul Viale Kennedy a Fuorigrotta, accanto a un testo tratto da “Uccellacci uccellini” di Pier Paolo Pasolini prenderà forma il volto dello scrittore russo autore di capolavori indiscussi quali: “Il sosia”, “I fratelli Karamazov”, “L’idiota”, “Delitto e castigo”(solo per citarne qualcuno). L’accostamento a Pasolini non è casuale.
Il testo è un dialogo del film e Jorit l’avrebbe scelto perché il pensiero lo riporta alla cultura e a quanto possa servire per far aprire gli occhi ed interpretare la realtà nella sua totalità.
Dostoevskij, che in vita ha portato il peso di un arresto, la condanna e la deportazione in Siberia, viene rappresentato con delle strisce rosse sul volto quasi a rimarcare le sue sofferenze oltre che a portare la firma dell’artista noto proprio per le strisce sul viso dei miti che “riporta in strada”.
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