
Esse sono altresì un valore aggiunto quando assolvono a tale compito rispettando l’ambiente e riescono ad integrare i territori; insomma le infrastrutture in un sistema complesso come quello globale in cui viviamo stanno diventando sempre più strategiche e necessitano perciò di una efficiente connessione per rendere tutto l’impianto fluido e senza intoppi.
Sempre di più avremo opere e servizi che hanno necessariamente bisogno di essere connesse anche se devono riconoscersi il peso di essere in un rapporto di interdipendenza tra loro e quindi se una parte è in difficoltà, ne risente tutto l’ingranaggio.
Il questo contesto il futuro della connettività dei porti, in netto miglioramento negli ultimi anni, è data dal fatto che il settore marittimo ha registrato l’intensificarsi del consolidamento tra le società marittime.

I numeri in Italia sono abbastanza incoraggianti e la nostra nazione, insieme alla Grecia, ha visto un aumento del numero dei servizi con navi più grandi tanto che la dimensione media massima per servizio marittimo delle navi in Italia è passata da 14.775 a 18.248 TEUS (misura standard di volume nel trasporto dei container) con il lancio del servizio 2M ALLIANCE/JADE/AE11 che fa scalo a Gioia Tauro principale porto transhipment italiano e che sta beneficiando del controllo da parte del gruppo MSC; questo ha permesso al Paese di passare dal 7° posto al 6° a al suo indice di salire dal 64 a 69.
Insomma un quadro positivo che permette di dire che il livello di connettività portuale in Italia è migliorato mostrando un crescente interesse per i porti italiani da parte della compagnie di navigazione e che i porti italiani stanno attirando sempre maggiore attenzione da parte di investitori stranieri in maggior parte cinesi con i quali il Governo italiano ha firmato di recente un Memorandum of Understnading aderendo così formalmente alla Belt and Road Initiative (BRI).
di Antonio Di Lauro
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