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Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

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La famiglia di Daphne Caruana Galizia scrive al Consiglio d'Europa

Massimo Scuderi
Massimo ScuderiRedazione Informare
15 gennaio 20205 min di lettura

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La famiglia di Daphne Caruana Galizia scrive al Consiglio d'Europa

La commissione di controllo dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa si incontrerà a Parigi domani, 16 gennaio 2020, per uno scambio di opinioni per stabilire se Malta stia onorando i propri obblighi e impegni nei confronti del Consiglio d’Europa. La seguente lettera è stata inviata alla commissione di controllo.

Lettera aperta ai membri della Commissione di Controllo del Consiglio d’Europa

Domani vi riunirete a Parigi per uno scambio di opinioni per stabilire se Malta stia onorando i propri obblighi e impegni nei confronti del Consiglio d’Europa e sulla base di ciò deciderete se sottoporre il governo maltese ad una procedura completa di controllo. Nel frattempo, come diretta conseguenza delle prove emerse che hanno implicato il capo dello staff del precedente primo ministro Joseph Muscat nell’omicidio di nostra madre, il partito laburista di maggioranza di Malta ha eletto un nuovo leader — il candidato, Robert Abela, il quale ha promesso continuità — adesso ha sostituito Joseph Muscat come primo ministro. Il rischio è che un cambiamento nella leadership possa alleviare le pressioni affinché il governo persegua uno degli altri urgenti cambiamenti di cui il Paese ha bisogno e che la Commissione di Venezia, GRECO, MoneyVal e l’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa hanno consigliato.

Era chiaro nell’ottobre del 2017 e da allora è diventato ancor più chiaro che l’omicidio di nostra madre sia stato causato in definitiva dai deboli controlli e bilanci democratici del Paese. Questi conferiscono poteri illimitati al primo ministro di Malta nella nomina dei giudici, dei magistrati, del commissario di polizia, del capo dei servizi segreti, dei capi di tutti i ministeri governativi e agenzie, e l’abilità senza restrizioni di cooptare il parlamento impiegando i suoi membri part-time nei servizi governativi. L’omicidio di nostra madre è solo l’esempio più egregio di quanto questo sistema sia vulnerabile — ossia basato su una fiducia incontrollata — quando gli individui eletti a funzioni pubbliche sono essi stessi complici in attività criminali.

Tutte le valutazioni indipendenti, da parte di corpi del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea, sono giunte fino ad ora alle stesse conclusioni e hanno offerto consigli per sostenere Malta nel suo percorso verso una democrazia funzionante, costruita sulle regole della legge. Nessuno di questi consigli è stato accolto dal governo uscente e nulla è stato detto su di essi dal primo ministro Robert Abela, salvo dire che “dobbiamo scegliere quale proposta implementare tra quelle della Commissione di Venezia” e che implementerà due di esse.

Il capo dello staff del precedente primo ministro, Keith Schembri, al quale era stato delegato il potere per decidere del fato di una serie di commissari di polizia, le prospettive di carriera di membri della magistratura e la licenza delle banche, è ora sotto inchiesta per complicità nell’omicidio di nostra madre e anche per aver tentato di proteggere i suoi complici sospettati dalla giustizia. L’unico controllo che ha dovuto affrontare nella sua carriera distruttiva è stata la segnalazione di nostra madre, ed è stata solo l’esposizione del suo ruolo di sospettato del suo assassinio che ha portato a misure di responsabilità sotto forma delle sue dimissioni dalla funzione pubblica.

In un Paese con istituzioni effettive e una vera divisione dei poteri, non ci vorrebbe l’omicidio della sua più importante giornalista per chiamare un funzionario governativo a rispondere delle proprie azioni. Eppure a Malta è servito proprio questo: la vita di nostra madre, e solo per una responsabilità parziale.

Accettare questa situazione e andare avanti condannerebbe Malta ad un futuro politico profondamente manchevole che ricompensa i crimini condotti attraverso la politica e punisce il dissenso con la persecuzione, ostracismo e autobombe mirate. Condannerebbe anche l’Europa a coesistere con un governo che non deve rendere conto a nessuno, che approfitta della sovranità di Malta e della sua appartenenza all’UE, vendendo cittadinanze, visti, servizi bancari, videogiochi online, e licenze di scambio di criptovaluta a una vasta e globale gamma di malviventi. Ciò costituisce una chiara minaccia alla stabilità finanziaria e alla sicurezza dei partner di Malta in Europa, ed ha contribuito a fomentare la corruzione e la repressione in Paesi tanto distanti quanto l’Azerbaijan, la Libia e il Venezuela.

Proprio quando Joseph Muscat stava tornando da un viaggio di Natale alla Chiesa della Natività di Betlemme, il Progetto di investigazione sulla corruzione e il crimine organizzato lo nominava Persona dell’anno 2019 in Crimine Organizzato e Corruzione. Per il leader di una delle nazioni più piccole del mondo è possibile acquisire una tale notorietà globale solo per due ragioni: l’assenza di misure di sicurezza istituzionali efficaci e la natura sistemica della minaccia che la corruzione dei piani alti di Malta costituisce per l’economia globale e la sicurezza internazionale.

Finora Malta ha ampiamente ignorato i dettagliati consigli della Commissione di Venezia, GRECO e MoneyVal e ha implementato solamente uno dei numerosi consigli dell’inviato speciale per la morte di nostra madre dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa: l’inchiesta pubblica sulla sua morte, che ha già un significativo contributo alla verità nel suo primo mese di operatività. A Malta non dovrebbe essere concesso di fermarsi qui.

Al nuovo primo ministro, che ancora deve impegnarsi a riformare o anche solo a riconoscere la gravità della crisi istituzionale del Paese, dovrebbe essere richiesto di impegnarsi in una chiara sequenza temporale per implementare i consigli dei corpi speciali del Consiglio d’Europa e dell’Assemblea Parlamentare nella loro interezza. L’adesione a questa sequenza temporale dovrebbe essere attentamente monitorata dalla Commissione. Qualcosa di inferiore vedrebbe gli obblighi di Malta nei confronti del Consiglio d’Europa traditi per onorare gli obblighi nei confronti del sistema criminale che il precedente primo ministro di Malta ha coltivato e protetto.

Siamo pronti a fornire testimonianze alla Commissione nel caso in cui venissero richieste.

Cordialmente,
Matthew, Andrew e Paul Caruana Galizia

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Massimo Scuderi
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