
I mercati illegali sono il toccasana delle mafie, organizzazioni criminali che fondano il proprio impero economico da un “capitale” differente dalle altre organizzazioni private: la violenza. Attraverso un oculato utilizzo della violenza le mafie hanno, negli anni, dominato alcuni mercati illeciti particolarmente redditizi: dalla distribuzione alimentare al gioco d’azzardo, dall’usura al racket fino al mercato più fruttuoso al mondo, quello degli stupefacenti.
L’economia del vizio ha sempre destato un estremo interesse per le organizzazioni criminali, soprattutto quando i prodotti sono blindati dallo Stato con normative proibizioniste. Un caso emblematico ci proviene negli anni dal 1920 al 1933, quando negli USA era in vigore il divieto di produrre, vendere e trasportare bevande alcoliche. La mafia americana di quegli anni, un’esportazione del dominio di Cosa Nostra, mise su un business da 3 miliardi di dollari grazie al traffico illecito di bevande alcoliche; una fortuna per boss mafiosi del calibro di Al Capone, per anni ricercato n.1 della CIA. I proventi derivanti dall’alcool vennero utilizzati dalla mafia americana per finanziarsi e allargare il proprio potere. Lo stesso processo avviene oggi con sostanze stupefacenti quali marijuana, hashish e, su tutti, la cocaina. Il vuoto normativo ha creato margini di profitti enormi per la criminalità organizzata che ogni anno impiega i proventi del traffico di droga per immettersi nei mercati legali, un metodo utile a ripulire il denaro sporco.
La “lotta alle droghe” ha ufficialmente inizio con l’ex presidente USA Richard Nixon, un contrasto senza freni alla commercializzazione e al consumo di stupefacenti. Era il 1971 e da allora sono passati oltre cinquant’anni, ebbene, in questo lasso di tempo il commercio e i consumi sono aumentati vertiginosamente, mentre l’unico dato in calo è quello relativo al prezzo degli stupefacenti. La lotta alla droga ha un costo annuale stimato di 51 miliardi di dollari (Drug Policy Alliance 2015). La stessa “Drug Policy Alliance” ha stimato che, nel corso di quattro decenni, gli Stati Uniti hanno speso oltre mille miliardi di dollari nella loro lotta contro le droghe. Nonostante questo, i prezzi di eroina e cocaina sono scesi del 75–80% tra gli anni ’80 e il 2011. Se il commercio e il calo dei prezzi mostrano un mercato ancora più fiorente dall’inizio della “lotta alla droga”, sulla stessa scia è il numero di consumatori. Il rapporto delle Nazioni Unite del 2017 vede un incremento del 30% di consumatori di sostanze stupefacenti rispetto al 2009, parliamo di una stima (solo nell’anno 2017) di ben 271 milioni di consumatori. Dobbiamo ricordare che tali stime non hanno un’accuratezza infallibile, soprattutto qualora parliamo di mercati illeciti e difficilmente tracciabili, oltre che di un consumo che si estende sempre più in aree povere e remote del globo. La domanda della droga resta altissima e l’offerta continua ad essere sempre più vantaggiosa, aggirando ogni ostacolo, anche il periodo pandemico. Infatti, la diffusione del covid-19 e la conseguente chiusura dei confini non ha portato ad una regressione del commercio deli stupefacenti nei Paesi UE. A dirlo è la “Relazione europea sulla droga – Tendenze e Sviluppi” promossa dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze che, in relazione al periodo covid, afferma: “Tuttavia, non è stato rilevato alcun calo della fornitura (di stupefacenti N.d.r.); infatti nel 2020 e all’inizio del 2021 nei porti europei sono stati segnalati sequestri di cocaina per più tonnellate, di cui 16 tonnellate ad Amburgo in Germania e 7,2 tonnellate ad Anversa in Belgio”.
Un’economia che solo nel 2010, secondo l’Unodc (United Nations Office on Drugs and Crime), ha generato proventi di 262 miliardi di euro per le casse delle organizzazioni criminali globali. Il mercato degli stupefacenti oggi è un’economia a sé stante, con specifiche regole e attori globali perfettamente addentrati nel sistema economico. La liquidità che muove il mercato della droga è senza precedenti, tanto da creare, per lo scrittore Roberto Saviano, il fenomeno del “Narcocapitalismo“. Effettivamente tale economia criminale ha sempre più voce in capitolo nel Pil di Paesi sviluppati e a dirlo non è Saviano: è l’Unione Europea! Dal 2014, infatti, l’Eurostat ha indicato ai Paesi dell’UE la necessità di inserire determinate attività illegali nelle percentuali di calcolo del Pil; una pratica utile a dare stime quanto più fedeli comprendendo “attività che producono reddito, indipendentemente dal loro status giuridico”. La conferma, quindi, arriva dall’Eurostat: il narcotraffico crea economie così imponenti che è impossibile tagliarle fuori da qualsiasi stima economica nazionale o globale. La realtà è che la liquidità prodotta dal narcotraffico, e che solo in parte le forze militari riescono ad intercettare, serve all’attuale sistema economico finanziario. Questa considerazione muove da dati di fatto che mostrano quanto i proventi del narcotraffico siano stati degli utili salvagenti ai crack finanziari maggiormente devastanti. Prendiamo la crisi finanziaria del 2008, in quell’occasione, come riporta Rajeev Syal del The Guardian, Antonio Maria Costa, capo dell’Unodc, rivelò che 352 miliardi di dollari di proventi dal narcotraffico, furono impiegati per fronteggiare la crisi di liquidità di alcuni istituti bancari; un’azione che permise al sistema di galleggiare ancora un po’.
Oggi la lotta alla droga impiega miliardi di euro, migliaia di forze militari e uomini che ogni giorno rischiano la vita per cercare di contrastare un traffico illecito che, non solo non diminuisce, ma che produce proventi vicini ad intere economie nazionali. Tutto ciò costituisce la base economica delle organizzazioni criminali globali e una liquidità sproporzionata utile alle mafie per legittimarsi nei mercati legali. Finché le organizzazioni criminali avranno a disposizione tali liquidità il loro contrasto sarà sempre più arduo. Nel mentre aumenta lo stupore per un sistema finanziario globale che, probabilmente, vede in questi profitti sporchi un’immissione di cash utile a bilanciare un sistema sregolato nel momento del bisogno. La politica non può esimersi dall’affrontare questa sfida cruciale, se davvero vuole lottare contro l’economia criminale.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...