
Articolo tratto dall’ultimo numero del magazine ArpaCampania in cui vi è un contributo dell’Ing. Angelo Morlando. Questo mese Morlando ha affrontato la tematica della “mappatura dei sottoservizi obbligatoria per tutti i comuni, ma ancora tanti sono inadempienti”, fornendo, inoltre, tutti i riferimenti per il sistema nazionale SINFI. Buona lettura
Le prime linee guida in materia di sottoservizi sono state introdotte con la Direttiva del 3 marzo 1999 del Ministero LL.PP. (lavori in sottosuolo – delegato per le aree urbane) dal titolo “Razionale sistemazione nel sottosuolo degli impianti tecnologici”, con la quale viene sancito l’obbligo di redazione, da parte dei comuni capoluoghi di provincia e di quelli con popolazione superiore a 30.000 abitanti, del “Piano Urbano Generale dei Servizi nel sottosuolo”, denominato PUGS, che deve attuarsi in coerenza con gli strumenti di sviluppo urbanistico.
Interessante anche un ulteriore comma dell’art. 3 della Direttiva: “La procedura relativa alle nuove urbanizzazioni dovrà contemplare la presentazione del progetto dei servizi tecnologici”. Ulteriori obblighi sono stati definiti nel tempo, in ultimo con il d.Lgs. n. 33/2016 e con il D.M. 11/05/2016. In particolar modo, il d.Lgs. 33/2016, aggiornato con la Legge 120/2020, ha introdotto il Sistema Informativo Nazionale Federato delle Infrastrutture che ha come obiettivi: […] facilitare l’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità promuovendo l’uso condiviso dell’infrastruttura fisica esistente e consentendo un dispiegamento più efficiente di infrastrutture fisiche nuove, in modo da abbattere i costi dell’installazione di tali reti […].
Tutto ciò si può ottenere prima di tutto con l’inserimento dei dati nel sistema, poi con la condivisione delle infrastrutture esistenti in modo da poter ottimizzare la progettazione delle nuove infrastrutture, valutandone gli impatti e monitorandone gli effetti. Nel dicembre del 2019 sono state pubblicate, da un nutrito e coordinato gruppo di lavoro, le “Specifiche di contenuto di riferimento per i Data Base delle Reti di sottoservizi e per il SINFI – versione 3.1.2” costituite da circa 160 pagine in cui sono fornite tutte le indicazioni per poter inserire le caratteristiche tecnico-costruttive delle infrastrutture e delle reti tecnologiche.
In Campania, al momento, risultano solo circa 180 i comuni inseriti nel SINFI e tra i comuni capoluogo di provincia risulta solo il comune di Benevento. La conoscenza dei sottoservizi è strategica per il prossimo futuro, soprattutto se vi saranno più interventi contemporanei sulla stessa porzione di territorio. Dal punto di vista progettuale, l’obbligatorietà per il progettista di graficizzare e relazionare sull’interferenza tra i diversi sottoservizi è ormai ventennale, ma tale lavoro è fondamentale anche per la questione dei “periodi transitori”, cioè come organizzare il servizio quando la nuova rete (ad esempio, rete idrica) si deve realizzare in sostituzione dell’esistente. Proprio la fornitura idropotabile è un servizio continuativo che non può ammettere interruzioni, se non per periodi brevissimi ampiamente comunicati alla cittadinanza e gestiti in comune con gli altri gestori e forze dell’ordine, ma, di fatto, deve funzionare senza soluzione di continuità: lo studio del periodo transitorio è peraltro indispensabile per ridurre gli impatti del cantiere sul territorio e salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini.
di Angelo Morlando
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
500mila euro per trasformare un gioiello in un cantiere fantasma. Oggi l’impianto sportivo è fermo, costretto a sbrogliars...