
L’invasione delle truppe russe in Ucraina prosegue. Ma, come stiamo raccontando da ormai quattro giorni, l’avanzata dell’esercito russo sta trovando eroiche resistenze anche da parte dei civili ucraini. Sono circolati infatti molti video dove si testimonia di come si preparano molotov artigianali in vista dei continui scontri “casa per casa” nelle zone centrali dell’Ucraina e di Kyiv. Ma una nuova minaccia da parte di Vladimir Putin sta scuotendo e accendendo la paura in tutta Europa.
Putin avrebbe ordinato di porre le forze di deterrenza dell’esercito russo in regime speciale di servizio da combattimento. La decisione sarebbe stata presa dopo un incontro con il ministro della Difesa, Serghei Shoigu, e il capo di stato maggiore Valeri Gerasimov. Così Putin ha giustificato l’allerta: “I Paesi occidentali non stanno solo intraprendendo azioni ostili contro il nostro Paese nella sfera economica, ma anche gli alti funzionari dei principali Paesi della Nato fanno dichiarazioni aggressive contro il nostro Paese“.
Parole pericolose. Una minaccia che fa suscitare ansie e paure in tutta Europa. Confrontandoci su questo tema, interessante è la riflessione di Antonio Casaccio, direttore di Informare On Line: “La minaccia nucleare annullerebbe qualsiasi scenario di conflitto sul campo. Sarebbe l’epilogo al quale nessuno sperava di arrivare. Credo che la Russia non abbia messo in allerta il sistema difensivo nucleare dai tempi della Guerra Fredda. Un segnale molto forte, oltre che una minaccia concreta. Anche se questa pesante opzione resta ancora flebile, sarebbe una catastrofe inimmaginabile. L’atteggiamento di Putin è molto pericoloso“
A proposito di questo, dalla Casa Bianca arrivano parole di attacco nei confronti del leader russe, definito come una “fabbrica di minacce“. E ancora: “Il presidente Putin sta continuando l’escalation di questa guerra in una maniera che è totalmente inaccettabile e dobbiamo continuare ad arginare le sue azioni nel modo più forte possibile”. Lo ha detto l’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas Greenfield, parlando con la CBS, dopo che Vladimir Putin ha ordinato la messa in stato di allerta delle forze di deterrenza russe.
La comunità internazionale si sta muovendo su più fronti. Nel pomeriggio si è tenuto un G7 d’urgenza con la presenza dei Ministri degli Esteri e il Consiglio Affari Esteri. Si è discusso dalle sanzioni all’invio di mezzi militari e risorse finanziarie all’Ucraina. L’Ue intanto chiude i cieli alla Russia, e valuta lo stop anche alle navi. La Russia è sempre più isolata nella comunità internazionale: Stati Uniti, Canada, Unione Europea, Gran Bretagna e Giappone hanno inasprito le sanzioni, annunciando l’esclusione di Mosca dal sistema SWIFT.
Mentre Kyiv resiste un’altra notte, Vladimir Putin ha fatto entrare in Ucraina altri carri armati e lanciarazzi dal confine di Belgorod, direzione Kharkiv che nella notte di ieri si è vista distruggere un gasdotto. Una delle notizie del giorno riguarda proprio la città distante 480 km dalla capitale. Le forze ucraine avrebbero ripreso il controllo della città, respingendo le truppe russe e facendo diversi prigionieri tra i russi. Lo dichiara il governatore della città, Oleg Sinegubov: “Il controllo su Kharkiv è completamente nostro e il nemico russo è assolutamente demoralizzato“.
La battaglia nelle zone limitrofe di Kyiv e nel suo centro nevralgico, si fa sempre più feroce. Dal pomeriggio di sabato fino a lunedì mattina, è stato imposto un coprifuoco totale dove potranno circocale solo militari e civili arruolati con la mobilitazione generale. “Chi sarà trovato in strada, sarà trattato da nemico“, ha avvisato il sindaco Vitalij Klitschko. Così come, purtroppo, non si ferma la pioggia di missili anche sui palazzi in un paese sprofondato in un’esodo di massa a bordo degli ultimi treni in partenza. In serata si era anche diffusa la notizia dell’ospedale oncologico pediatrico Okhmadyt colpito dai russi, con la morte di un bambino.
Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Ue, ha annunciato una mossa senza precedenti. Sarà vietata la presenza nell’Unione Europe della macchina mediatica del Cremlino. Interessati a questa azione sono Russia Today e Sputnik, controllate dal governo. Punizione anche per le testate a loro legate, che non potranno più diffondere una narrazione deviata per giustificare la guerra di Putin e creare divisioni nell’Unione.
Inoltre la Von der Leyen e l’Alto rappresentante per la politica estera UE, Josep Borrell, hanno dichiarato di aver chiuso lo spazio aereo agli aerei russi, compresi i jet privati degli oligarchi. Questi aerei non potranno più atterrare, decollare o sorvolare il territorio dell’UE. Ciò si applicherà a qualsiasi aereo posseduto, noleggiato o altrimenti controllato da una persona fisica o giuridica russa. Non solo: per la prima volta in assoluto l’Unione Europea finanzierà l’acquisto di armi ed equipaggi per un paese attaccato.
L’Ucraina conferma i negoziati con la Russia in Bielorussia. Domani la delegazione di Kiev si incontrerà con quella russa per tentare di aprire una trattativa. Lo riferisce la presidenza ucraina. “Abbiamo convenuto che la delegazione ucraina si sarebbe incontrata con la delegazione russa senza precondizioni al confine ucraino-bielorusso, vicino al fiume Pripyat”. Un segnale da prendere con le pinze, ma che proviene da un messaggio su Telegram del presidente ucraino Zelensky, confermando l’incontro negoziale con la Russia. Durante la conversazione telefonica avuta con il presidente bielorusso, “Alexander Lukashenko si è assunto la responsabilità di garantire che tutti gli aerei, elicotteri e missili di stanza sul territorio bielorusso rimangano a terra durante il viaggio, i colloqui e il ritorno della delegazione ucraina”, ha concluso Zelenskyj.
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