
La perizia psicologica in ambito civile e penale –volume 1 e 2-
Pubblicato il nuovo lavoro del Dott. Leonardo Abazia direttore dell’Istituto Campano di Psicologia Giuridica
La stima per il lavoro condotto dal Dott. Leonardo Abazia e il suo impegno nell’ambito peritale hanno reso possibile rivederci per parlare del suo nuovo lavoro. Lo avevamo già intervistato a seguito della pubblicazione del volume “Il danno psicologico ed esistenziale” che trattava degli aspetti sia teorici che pratici del danno psicologico-psicopatologico e del danno con pregiudizio esistenziale; una delle prime pubblicazione scritta da uno psicologo sull’argomento.
Ora lo abbiamo rincontrato alla luce della pubblicazione di un secondo volume sulla “Perizia Psicologica” che completa un primo lavoro del lontano 2009 e che ha aggiornato il “sapere” necessario in questo specifico campo attraverso casi-studio e nuovi approfondimenti pratici che “calano” il professionista sul campo per trasferirgli tutti gli strumenti per saper fare e fare bene il compito assegnato.
“Infatti è proprio cosi, usciti dall’università gli studenti hanno, nel migliore dei casi, a disposizione un sapere, delle informazione ma ciò che gli manca è come applicare tutte le nozioni acquisite, come metterle in pratica. Questo ultimo libro vuole essere un contributo alla esposizione di “come” si sviluppa e si porta avanti concretamente la nostra professione.
Ma, questo libro nasce, anche, dall’esigenza di terminare un progetto iniziato 12 anni or sono, con la pubblicazione del primo volume sulla perizia psicologica in ambito civile e penale, soprattutto perché, nel corso degli anni ho percepito l’esigenza, attraverso richieste e supervisioni che venivano effettuate, non solo da parte di studenti e corsisti, ma anche di colleghi e professionisti del settore, di una più specifica informazione riguardante il “come strutturare una perizia psicologica”.
Questa necessità, derivante da richieste esterne, ha quindi dimostrato, da un lato, la parzialità del primo volume, mentre dall’altro, il bisogno di dare origine ad un nuovo testo, caratterizzato da maggiore praticità; vengono quindi riportate all’incirca una trentina di prototipi di relazioni in merito alla strutturazione della perizia come strumento concreto e pratico, conferendo così al primo lavoro maggior definizione e completezza.
Inoltre dall’ultima edizione del 1 volume, avvenuta nel 2016, sono sopravvenuti cambiamenti tali nel mondo giuridico-forense che si è reso necessario una revisione anche del 1 volume, particolarmente in merito alla PAS e al Diritto Canonico.”

“All’interno del diritto, soprattutto per quanto concerne l’aspetto giudiziario, il lavoro dello psicologo in ambito peritale e consulenziale trova la sua applicazione in tre-quattro ambiti: quello penale minorile, dove lo psicologo già svolge un grande lavoro, attraverso un intervento negli Istituti Penali minorili ed attraverso le perizie dove si affronta sia l’incapacità di intendere e volere dei minori tra i 14 ed i 18 anni che il trattamento degli stessi dopo l’eventuale condanna.
In ambito penale, lo psicologo viene chiamato per effettuare valutazioni, non solo diagnostiche, ma anche prognostiche. Deve infatti valutare la personalità di un soggetto in varie circostanze, come ad esempio, per valutare la capacità di intendere e di volere del soggetto in questione e la sua imputabilità; oppure la pericolosità sociale, la capacità di rendere testimonianza in maniera attendibile, l’imputabilità in relazione a eventuali disturbi psichici, ecc.
Altri ambiti di impiego sono la capacità di stare in giudizio o l’eventuale suggestionabilità del Teste che nel caso, ad esempio, di eventuale abuso sui minori, diventa un elemento importantissimo e dirimente, considerato che la vittima del reato coincide anche con il teste dell’accusa.
Inoltre, da alcuni anni, veniamo chiamati prevalentemente dai Pubblici Ministeri e dell’Autorità giudiziaria per la raccolta di sommarie informazioni o per quanto attiene l’ascolto protetto nei casi di abuso.
Per quanto attiene l’ambito civile invece, i principali ambiti affrontati sono stati il danno psicologico, la valutazione delle capacità genitoriali in caso di separazione ed affidamento e le perizie all’interno del Diritto Canonico.
In questo libro ci siamo occupati soprattutto dei pareri pro-veritate, che posso essere impiegati un po’ in tutti gli ambiti trattati. Esso infatti si configura come un valido strumento impiegato da diverse figure professionali, tra cui lo psicologo ed utilizzato dai legali per fare chiarezza su specifiche questioni, sia nei contenziosi giudiziali, civili e/o penali, ma anche in contesti extragiudiziali.”

“Lei fa riferimento alla credibilità dei pentiti o al lavoro svolto per il riconoscimento facciale di una persona condannata per omicidio che però era di fatto innocente, etc… questi vanno considerati pareri pro-veritate nuovi, lavori creativi ed originali nell’utilizzo del sapere psicologico, nati dalla collaborazione con avvocati e/o magistrati che hanno creduto nella psicologia. Come vede vi sono una serie di ambiti in cui noi psicologi siamo impegnati, che sono veramente numerosi e le dico che sono ancora in espansione.
In merito alla collaborazione dei tirocinanti e dei giovani collaboratori dell’ICPG debbo ammettere di essere stato ancora una volta fortunato in quanto ho incontrato giovani molto bravi e competenti. E tale fortuna è continuata con l’aiuto e la presenza, nella stesura del testo, di tanti professionisti e docenti universitari operanti in diverse parti dell’Italia.
Vi è inoltre un intervento del prof. Gulotta, che è uno dei massimi esperti di Psicologia Giuridica in Italia e del dr. Lazzari presidente nazionale dell’Ordine degli Psicologi che mi hanno voluto onorare con una loro prefazione e presentazione del lavoro.
Grazie ai tirocinanti che hanno svolto un lavoro minuzioso di lettura, stesura e correzione è stato possibile mettere insieme i vari pezzi ed effettuare ricerche in un clima di grande collaborazione. Questi giovani saranno i professionisti di domani se continueranno con diligenza, sacrificio e passione nel loro lavoro.”
di Antonio Di Lauro
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