
Nel fine settimana scorso, a Firenze, Yassine Lafram, presidente delle comunità islamiche italiane, è intervenuto in occasione del Forum del Mediterraneo, promosso dal primo cittadino del capoluogo toscano Dario Nardella. All’evento hanno partecipato sessanta vescovi e sessanta sindaci dei paesi del Mediterraneo, i quali hanno siglato e sottoscritto la Carta di Firenze, un documento che si pone l’obiettivo di fare del Mediterraneo un luogo di pace, di dialogo interreligioso e di cooperazione interculturale ed economica.
Tuttavia, l’Italia sembra essere ancora in ritardo nel riconoscimento vero e proprio delle diverse libertà religiose, delle diversità culturali, di razza ed etnia e nel riconoscimento dei diritti ad esse connessi. Rispetto a questi, per l’ultimo numero cartaceo (dicembre 2021) dell’anno trascorso da poco, Magazine Informare ha seguito e curato tre approfondimenti esclusivi dedicati proprio alla mancanza di tutele e assistenza sanitaria per i cittadini extracomunitari ed europei (di alcuni paesi dell’Est Europa) che vivono in Italia e soprattutto in Campania. Circoncisioni rituali e prestazioni pediatriche per i figli di immigrati irregolari sono stati due degli argomenti trattati dalla redazione, pratiche non ancora riconosciute e garantite dal Servizio Sanitario Nazionale o Regionale.
Il presidente delle comunità islamiche italiane è critico anche per quanto riguarda i temi di moschee e Ius soli. “Di moschee riconosciute come tali ce ne sono appena 5 per oltre 2 milioni e mezzo di musulmani, tutti gli altri 1217 luoghi dove si prega sono sistemazioni precarie, improprie, e pericolose, in zone emarginate delle città. Sono proprio queste che devono dare segnali politici importanti, dal via libera alla costruzione di moschee per tanti suoi cittadini, al riconoscimento almeno della cittadinanza onoraria, come ha appena fatto il Comune di Bologna per i giovani figli di immigrati, che, senza una legge sullo ius soli, pur essendo nati e cresciuti in Italia non possono ancora dirsi italiani”.
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